Orso ancora in attacco

A Wall Street, indici in calo dell'1,8%, ma Dow Jones prova a resistere sopra i 16 mila punti.

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Fonte: Bloomberg

Sembra non finire l'attacco dell'orso sui mercati. Dopo un gennaio a dir poco disastroso sui listini mondiali, febbraio sembra essere iniziato con il piedi sbagliato. Il bilancio delle prime due sedute del mese e della settimana è già seriamente compromesso. L'unica nota positiva arriva dai volumi, che sono in deciso ripiegamento dopo quelli altissimi del mese scorso.
Molti operatori continuano a chiedersi se sia finita qui, se sia il caso di tornare sull'azionario dopo i forti cali o se dobbiamo aspettare che passi la turbolenza.
La risposta va ricercata nei prezzi del greggio, che sembrano aver ripreso la discesa dopo il rimbalzo dell'ultima settimana. In questo momento il future sul WTI scadenza marzo passa di mano a 30,30 dollari/barile, lontano dai picchi di venerdi (34,50 dollari). Il greggio potrebbe rivisitare presto i minimi pluriennali toccati a gennaio, quando è scivolato a 27 dollari. Questa eventualità potrebbe aprire a nuovi cali sui listini mondiali.
Contrariamente, una stabilizzazione sopra 30 dollari potrebbe servire ai listini per dare seguito a un recupero.
Insomma, agganciare le sorti dei mercati all'andamento del prezzo del petrolio non lancia certo segnali incoraggianti.
Neanche l'azione delle Banche centrali sembra attenuare questi cali. La Bce e la BoJ si sono mostrate con le promesse e con i fatti decise a contrastare queste turbulenze sui mercati, ma gli effetti sembra essere abbastanza scarsi.
Noi continuiamo a propendere per un recupero dei mercati durante il mese di febbraio, ma teniamo sotto stretta osservazione i supporti strategici.
Il Dow Jones Industrial Average ieri sera ha terminato con un calo dell'1,8% arrestando la discesa sopra area 16.100 mila punti. A questo livello l'indice testerebbe la parte bassa del canale rialzista di brevissimo termine, delimitato dalla linea che congiunge i minimi delle ultime due settimane.
Al di sotot di tale riferimento l'indice potrebbe tornare verso il supporto strategico collocato a 15.400, minimi di gennaio e di agosto 2015. Probabilmente una ripresa di quota potrebbe esserci con un ritorno sopra 16.250 punti con primo target 16.600, massimi delle ultime 3 settimane. E' questa la resistenza strategica dove le vendite potrebbero tornare a prevalere.
 

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