Lira turca si stabilizza dopo forti vendite

Nelle ultime ore la divisa di Ankara ha recuperato un po' di terreno dopo le violente vendite degli ultimi giorni.

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fonte: Bloomberg

Questa settimana la lira turca ha sottratto alla moneta unica il primato di peggior valuta a livello mondiale contro il biglietto verde da inizio anno (-14%).

I movimenti sono riconducibili a fattori sia di natura economica che politica.

I dati macro deboli continuano a richiedere un atteggiamento accomodante da parte della Banca centrale (CBRT), che si riunirà il 22 aprile. Il tasso di inflazione rimane ben al di sotto dai livelli del 2014. Questo perchè il crollo delle quotazioni petrolifere,di cui il Paese ne è un forte importatore.

Pertanto sarebbe auspicabile che la CBRT continui a portare avanti la politica di taglio dei tassi, che dall’estate scorsa ha visto il costo del denaro passare dal 10% al 7,5%.

Il quadro è complicato dall’alto deficit delle partite correnti che il paese ha a seguito dei forti flussi di finanziamenti che arrivano dall’estero. L’eventuale riduzione dei tassi di interesse della Banca centrale nazionale e i timori di un rialzo dei tassi da parte della Federal Reserve, potrebbe ridurre sensibilmente gli investimenti esteri diretti nel Paese, aggiungendo vendite sulla divisa turca.

Il recupero dei prezzi del greggio poi rende più costoso l’approvvigionamento di petrolio da parte di Ankara. Non a caso il deprezzamento della lira turca si è accentuato a partire da fine gennaio. Da allora il Brent ha fatto segnare un balzo del 30%. Infine, sul mercato inizia a pesare anche l’incertezza politica in vista della tornata elettorale del 7 giugno.

Cosa aspettarsi? L’impressione è che il destino della lira turca rimane direttamente legato agli scenari sui tassi di interesse della Fed e sul petrolio. Dovremmo abituarci alla volatilità quindi. Se i dati Usa dovessero continuare a deludere (in particolare il focus è sul Pil a stelle e strisce che sarà pubblicato il 29 aprile) e i prezzi del petrolio dovessero stabilizzarsi, la divisa turca potrebbe recuperare terreno. In caso contrario, le vendite torneranno a prevalere.

Dal punto di vista tecnico, il cambio Usd/Try, dopo i recenti massimi, potrebbe tentare ora una correzione fisiologica, verso 2,67 prima e 2,65 poi. Il supporto dinamico importante è quello dettato dalla trend line che congiunge i massimi di febbraio con i minimi di marzo. Sarà questo il livello al di sotto del quale il cross potrebbe preannunciare una perdita di spinta e aprire a una possibile inversione del trend rialzista in atto.

L’eventuale tenuta dei supporti sopra citati potrebbe aprire lo spazio per un ritorno a 2,73 e poi da qui verso nuovi massimi. Non ci sentiamo di escludere che il cambio possa arrivare verso area 3 in prossimità dell’appuntamento elettorale di giugno.

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