La 'outside bar'

La outside bar rientra tra i pattern di prezzo, cioè quelle particolari conformazioni grafiche che si basano sulle relazioni che intercorrono tra due o più sedute di contrattazioni e sfruttano il fenomeno di “ripetitività” osservabile sui mercati finanziari. In pratica confrontando i dati di apertura, chiusura, minimo e massimo di due o più sedute (raffigurate indifferentemente da barre o da candele), qualunque sia il time frame usato dall’operatore, è possibile formulare una previsione sull’andamento futuro del sottostante esaminato, quantomeno nel brevissimo periodo, con il grado di affidabilità indicato da un test statistico.

La peculiarità del pattern di prezzo, infatti, è proprio quella di poter misurare statisticamente il suo grado di affidabilità, mediante semplici strumenti di analisi.

Vediamo più da vicino la nostra outside bar. Si tratta di una barra molto estesa che racchiude completamente quella che la precede, superandone contemporaneamente il minimo e il massimo. In pratica il massimo della outside è maggiore del massimo della barra che la precede e così pure il minimo della outside è inferiore al minimo della barra precedente. Come vedete parliamo di barre op di candele indifferentemente, perché non è tanto importante il metodo di raffigurazione grafica, quanto il principio che sta alla base del pattern.

La outside bar è un pattern il cui utilizzo è piuttosto affidabile, specialmente se su forma con volumi in aumento e in prossimità di minimi o massimi di mercato. In questo caso, una outside bar preannuncia una probabile inversione del trend in essere. Si tratta pertanto di una classica "reversal bar", vale a dire una barra che apre in direzione del trend ma chiude le in direzione opposta rispetto al trend medesimo, che ha come peculiarità quella di inglobare completamente la barra che la precede.

Ipotizziamo di essere in presenza di un trend ribassista: la “reversal bar” avrà una apertura posizionata nella parte bassa della barra e una chiusura alta, sarà cioè una barra “positiva”.

Vale il contrario nel caso il trend sia ribassita:

Come possiamo vedere nel riquadro blu nel grafico abbiamo una reversal bar che apre in direzione del trend (alto) e chiude in direzione opposta (basso) e al tempo stesso racchiude completamente la barra che la precede e per questo può essere qualificata come outside bar.

E’ bene chiarire subito che questa è la situazione ottimale, quella cioé in cui il pattern offre il maggior grado di affidabilità e anche il miglior profilo di rischio - rendimento, dal momento che spesso si riescono a cogliere , nella situazione rappresentata, importanti inversioni del trend in essere. Non sempre, tuttavia, la outside bar rappresenta anche una reversal bar: ciò può succedere, ad esempio, quando la outside bar si formi in un mercato laterale. In questo caso possiamo sempre parlare di outside bar, con l’unica avvertenza che si tratta di un pattern che perde molta della propria forza. Oppure ancora il pattern si può sviluppare in un trend già in atto, e in questo caso rappresenta la conferma della continuazione del trend in essere. E’ questo il caso evidenziato nella figura che segue.

Nel grafico precedente possiamo notare ben due casi di outside bar che denotano una continuazione del trend e che svolgono egregiamente la loro funzione pur non essendo classificabili tra le reversal bar.

Pertanto l’unico caso in cui è preferibile non utilizzare il pattern è allorché lo si trovi nel bel mezzo di un mercato laterale, ove è massima l’indecisione degli operatori e il pattern nopn potrà dare grandi soddisfazioni operative. Una outside ribassista, pertanto, deve preferibilmente manifestarsi alla sommità di un trend rialzista, chiudendo in prossimità dei minimi, meglio ancora se con un'apertura in gap up, ovvero al di sopra del massimo della giornata precedente. Ovviamente la outside è ugualmente sfruttabile in caso di operatività intraday; in questo caso è improbabile possa assistersi a un gap, ma valgono tutte le altre regole appena viste.

La dinamica rialzista è ovviamente speculare: dobbiamo essere in presenza di una outside bar con apertura bassa echiusura positiva, in prossimità dei massimi di giornata, in fondo ad un trend ribassista.

Quella che segue è una outside sul titolo Tenaris che, pur non essendo da manuale (manca l’apertura in gap up) svolge egregiamente il suo compito.

In pratica si tratta della barra outside su base daily che ha sancito il massimo assoluto di Tenaris iil giorno 1 luglio 2008 a 24.39 (oggi siamo in area 6.50).

Forse è interessante vedere che anche su base mensile Tenaris aveva messo a segno una outside bar, come possiamo verificare nel grafico che segue.

Il titolo poi è pesantemente sceso fino a testare area 6.00, perdendo oltre il 70% del proprio valore.

Vediamo ora qualche esempio rialzista. In questo caso l’outside dovrà trovarsi in fondo ad un trend ribassista e, preferibilmente, aprire in gap down rispetto alla barra precedente e chiudere poi sui massimi, inglobando completamente la barra che la precede, preannunciando la possibile inversione di trend.

Proprio sullo stesso titolo, Tenaris, una outside day rialzista da manuale: apertura in gap down e chiusura sui massimi con barra che ingloba completamente quella che la precede.

Ancora un esempio, questa volta su Fiat, con una outside da manuale che peraltro si sviluppa al termine di una correzione e sancisce la prosecuzione del trend rialzista originariamente in essere.

Sfruttare operativamente questi pattern è piuttosto semplice. Premesso che i massimi e i minimi delle outside bar rappresentano dei “punti di svolta” del mercato, è al superamento di questi livelli che sarà conveniente aprire la posizione. Quindi, in caso di outside rialzista, si aprirà la posizione al superamento del massimo della barra outside, e si posizionerà uno stop loss a protezione del proprio capitale alla violazione dl minimo della barra stessa, ciò sul presupposto che al di sotto di tale livello il controllo del mercato torna nelle mani dei ribassisti e quindi non ha più senso mantenere una posizione long in acquisto.

Nel caso di outside bar ribassista, vale il ragionamento inverso. Quindi si venderà short alla rottura del minimo della outside bar con uno stop protettivo da posizionarsi sopra il massimo della barra stessa. Anche qui, infatti, vale un analogo ragionamento. Al di sopra del massimo della outside, il mercato torna sotto il controllo dei ribassisti e perde ogni significato mantenere aperta una posizione short, in un trend che ha ripreso la via del rialzo.

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