Il Trading Range: analisi tecnica

Il trading range è un’area delimitata da una linea di supporto (inferiore) e da una di resistenza (superiore). Possiamo anche classificare questa conformazione grafica con il termine di rettangolo.

Il prezzo oscilla a lungo fra due trend line statiche, una inferiore di supporto e una superiore di resistenza, andando a formare aree di distribuzione – se la figura si forma al culmine di un uptrend – oppure aree di accumulazione - quando invece la figura si verifica dopo un down trend prolungato.

Una volta ultimata la fase di distribuzione o accumulazione il prezzo viola uno dei due lati, realizzando quello che viene comunemente definito breakout.

Per calcolare il potenziale target dopo il breakout di una delle due trend line statiche, occorre misurare l’ampiezza del rettangolo e proiettarla dal punto di rottura, come possiamo osservare nella figura seguente:

Questa figura può essere di inversione o di continuazione del trend in atto. Per comprendere se il breakout può essere più o meno valido, si può effettuare uno studio dell’andamento dei volumi.

I volumi dovrebbero contrarsi durante la formazione della figura per poi espandersi al momento del break out. Per cui breakout senza incremento dei volumi (rispetto alla fase di formazione della figura) potrebbero fornire falsi segnali.

Ancora, è possibile osservare i volumi durante la formazione della figura: volumi che si espandono quando il prezzo si dirige verso la parte alta della figura possono suggerire un breakout della parte superiore e viceversa. I breakout che siano confermati da un aumento del volume forniscono segnali più importanti e affidabili.

Ma vediamo come si possono sfruttare dal punto di vista operativo queste figure, cominciando dal breakout rialzista.

Lo sfruttamento operativo più comune di questa figura consiste nel posizionarsi long sul mercato al breakout del lato superiore del trading range, possibilmente confermato da aumento di volumi, in modo da filtrare qualche falso segnale, inserendo poi uno stop loss a protezione qualche tick sotto il lato inferiore della figura.

Una entrata più conservativa, e decisamente più prudente che consente di diminuire notevolmente l’entità dello stop e di evitare anche qualche falso segnale, consiste nell’attendere la formazione di un pullback dopo il breakout. Spesso, infatti, il prezzo dopo avere accelerato nella direzione del breakout, torna indietro (appunto, pullback) a testare la “vecchia” trendline di resistenza, divenuta ora supporto, per poi tornare a salire.

Possiamo quindi posizionarci long sul mercato dopo il pullback, posizionando lo stop loss proprio sotto il pattern utilizzato come reversal per entrare in posizione; in questo modo ottimizziamo l’entrata e diminuiamo l’entità dello stop. Unico inconveniente da prendere in considerazione è che non sempre si assiste alla formazione del pullback e, quindi, utilizzando questo metodo più conservativo, potrebbe a volte capitare di non riuscire ad entrare in posizione.

Per il segnale ribassista (short) vale ovviamente l’esatto opposto.

Vediamo alcuni esempi reali:

Il grafico sottostante mostra una lunga fase di accumulazione del titolo americano Assurant Inc. In data 10 marzo 2010 i prezzi rompono la resistenza, effettuano un pull back sul nuovo supporto e poi riprendono a salire per raggiungere perfettamente il target che è esattamente la proiezione dell’ampiezza del trading range.

In questo caso i volumi non confermano la figura, ma avremmo avuto un pullback “da manuale”.

Nel particolare che segue possiamo notare molto bene il breakout e il successivo pullback.

In questo caso il pullback è stato immediato e si è avuto in pochissimo tempo. Può capitare, tuttavia, che i pullback avvengano con un numero maggiore di sedute di contrattazione e si abbiano anche dopo molte barre. Ciò nulla toglie alla loro validità.

Nel grafico che segue il titolo americano Stryker Corp dopo qualche mese di trading range rompe il lato superiore della figura: in questo caso i volumi in aumento ci aiutano a capire che il breakout potrebbe essere valido.

In questo caso i prezzi non effettuano il pullback e, una volta usciti dalla congestione, arrivano velocemente al target, individuato proiettando l’ampiezza della figura dal punto di rottura.

Nella figura che segue, un piccolo trucco operativo:

Una volta individuato il trading range, vale a dire un minimo compreso tra due massimi, possiamo tentare di acquistare sul test del primo minimo (cerchiato nel grafico) che funge da supporto, anticipando così il punto di entrata classico. In questo caso possiamo individuare un primo target già al test della precedente resistenza (trendline superiore) per poi puntare a obiettivi più ambiziosi una volta che fosse confermato il breakout rialzista della figura.

Si tratta evidentemente di un modo di operare molto aggressivo, che consente tuttavia di ridurre ai minimi termini lo stop loss che, in questo caso, potrebbe essere posizionato pochi tick sotto la linea di supporto, vale a dire a pochissima distanza dal nostro punto di entrata.

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