Usa, richieste di disoccupazione mai così basse dall’inizio del Covid-19

Scendono le domande di sussidi, le ultime che includono anche il supplemento previsto dal programma federale di aiuti anti-pandemico. In rialzo Wall Street, Dow Jones +0,25%

Buone notizie dal fronte occupazionale negli Stati Uniti: con 1,18 milioni di richieste iniziali di disoccupazione nell’ultima settimana, il Labor Department ha potuto annunciare il valore più basso dall’inizio della pandemia di Covid-19.

Si tratta di un numero ben al di sotto delle aspettative degli analisti di Wall Street, che se ne aspettavano almeno 1,41 milioni: un calo di 249 mila unità rispetto al dato precedente, rivisto al rialzo a 1,44 milioni.

In calo anche le richieste continue, ovvero il numero di cittadini Usa che continua a percepire sussidi di disoccupazione anche dopo la prima settimana, che scendono a 16,1 milioni (un calo di 844 mila unità) e la media a quattro settimane, 16,6 milioni, in calo di oltre 413 mila unità.

Cosa ne sarà dei fondi anti-pandemici?

I dati di oggi, che contano le richieste pervenute al Labor Department fino al 31 luglio, includendo dunque anche gli ultimi sussidi aggiuntivi previsti dalla legge del Congresso sulla Sicrezza economica, Soccorso e Aiuto davanti all’emergenza coronavirus, il quale prevedeva anche una serie di sussidi (sotto il programma Pandemic Unemployment Assistance) da 600 dollari a settimana per famiglia.

Il programma è però scaduto a fine luglio e da allora i deputati repubblicani e democratici si sfidano all’interno del Congresso Usa per trovare la quadra e riuscire a prolungarlo (il pomo della discordia è soprattutto l’entità dei sussidi: per i dem dovrebbe restare invariata, i repubblicani premono per una riduzione).

La situazione è resta ancora più incandescente dalle pressioni della Federal Reserve, che due settimane fa ha annunciato il prosieguo dei massicci acquisti di asset per mantenere a galla l’economia Usa, esortando allo stesso tempo i legislatori a implementare le misure fiscali (tra cui anche gli aiuti alle famiglie) in grado di ridare nuovo slancio ai consumi. La Casa Bianca ha minacciato che, qualora non si concludesse una bozza per la fine della settimana, potrebbe agire attraverso ordini esecutivi.

D’altra parte, una lettura alternativa che già circola da settimane si aspetta che, a supplementi terminati, anche le richieste iniziali di disoccupazione tornerebbero a scendere drasticamente: i 600 dollari in aggiunta al sussidio di disoccupazione potrebbero infatti essere stati un deterrente per la ricerca di un nuovo impiego, secondo alcuni analisti.

Cosa si prevede per i non-farm payrolls di domani?

Il miglioramento dell’ultima settimana tuttavia non verrà conteggiato dall’indagine sulle nuove buste paga di luglio, in pubblicazione domani, poiché i dati del Department of Labour Statistics si fermano alla settimana precedente.

Nel frattempo, il report di ieri dell’Automatic Data Processing, indicatore dell’andamento della situazione occupazionale nel settore privato, ha stimato un calo delle nuove buste paga pari a 167 mila unità, in forte ribasso rispetto alle previsioni di 1,5 milioni.

Per i non-farm payrolls le previsioni prevedono 1,6 milioni di posti di lavoro in più a luglio, mentre il tasso di disoccupazione potrebbe scendere fino al 10,5%: cifra comunque record, ma per lo mento tornerebbe in territori già conosciuti (nel dicembre del 1982 la disoccupazione raggiunse quota 10,8%).

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Come hanno reagito i mercati?

La situazione resta comunque ancora critica, con le richieste che superano il milione di unità per la ventesima settimana consecutiva. In apertura gli indici di Wall Street hanno faticato per mantenersi al di sopra della parità, sebbene ora viaggino tutti in positivi: il Dow Jones avanza dello 0,23%, a 27.268 punti, il Nasdaq dello 0,17% e l’S&P 500 guadagna lo 0,13%.

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