Trimestrali Usa, seconda giornata per le grandi banche: cosa aspettarsi da Wall Street?

Nonostante ai mercati siano bastati risultati appena migliori del previsto per trovare spunti rialzisti, quella che si è aperta ieri sarà una stagione da dimenticare dal punto di vista dei ricavi

La grande attesa per i primi conti del secondo trimestre 2020 non avrebbe potuto essere ripagata meglio. Ieri i risultati oltre le aspettative di JP Morgan hanno trainato al rialzo Wall Street, dove il Dow Jones ha guadagnato in chiusura oltre il 2%, a dispetto dei timori dovuti all’impatto della pandemia di Covid-19 sui mercati.

D’altra parte, è probabile che i risultati di ieri abbiano stupito in positivo i mercati proprio per via della stessa pandemia: in previsione di forti perdite, la tendenza tra gli analisti (ma anche tra gli stessi istituti di credito) sembra essere stata quella di abbassare in maniera fin troppo cauta l’asticella – con il risultato, poi, di godere anche di minimi segnali positivi.

La settimana del comparto bancario

È così che, ieri, l’utile di JP Morgan nel secondo trimestre di quest’anno, con i ricavi dimezzati a 4,7 miliardi di dollari (1,38 dollari per azione) ha comunque superato le aspettative, che prevedevano un utile per azione a 1,04 dollari; ciò si aggiunge alla straordinaria performance del comparto trading della banca d’investimento (i cui ricavi sono aumentati del 79% grazie all’altissima volatilità di mercato registrata all’apice della crisi coronavirus).

Tutt’altro discorso per Wells Fargo, che nell’ultimo trimestre ha registrato una perdita netta di 2,4 miliardi di dollari (0,66 dollari per azione) – nello stesso periodo del 2019 gli utili erano ammontati a 6,2 miliardi. Nel pubblicare i risultati, ieri, l’istituto ha inoltre annunciato una riduzione del dividendo, da 0,51 dollari a 0,10 dollari per azione nel terzo trimestre.

Oggi è il turno di Goldman Sachs. Il consensus stima ricavi per 9,76 miliardi di dollari, corrispondenti a un utile per azione di 3,91 dollari: oltre il 32% in meno rispetto allo stesso periodo dello scorso anno. Al momento, le azioni di Goldman Sachs nel premarket viaggiano comunque in area positiva, in rialzo del 2,46%. A seguire pubblicheranno i propri dati UnitedHealth e Alcoa, domani sarà la volta di Bank of America e Morgan Stanley.

I titoli tech riserveranno sorprese?

Dopo le banche, i titoli tecnologici: da mercoledì 22 a venerdì 24 usciranno i risultati di Microsoft, Twitter, e Amazon, mentre per Apple e Alphabet bisognerà attendere il prossimo giovedì 30.

Fino a ieri il Nasdaq, indice per antonomasia delle aziende tech, ha fatto da apripista su Wall Street, con rialzi che solo lo scorso venerdì 10 luglio l’hanno portato ad aggiornare il record storico, a 10.617 punti.

D’altra parte, evidentemente la crisi coronavirus non solo non ha impattato sui grandi big del settore tecnologico, ma sembra aver addirittura dato una spinta al rialzo dei ricavi. Nel primo trimestre del 2020 (quando il virus aveva costretto il mondo occidentale al lockdown da solo un mese) solo Amazon ha annunciato ricavi per 74,5 miliardi di dollari, il 26% in più rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

Aumenti più alti del previsto anche per Facebook, che nei primi tre mesi dell’anno ha ricavato oltre 17,7 miliardi di dollari; le aspettative per il trimestre successivo sono più pessimistiche, 17,2 miliardi, corrispondenti a un utile per azione di 1,34 dollari (ad aprile era stato di 1,71 dollari).

Buone prospettive per Apple, che nel primo trimestre aveva battuto le aspettative di 3,67 miliardi, con un fatturato totale di 58,31 miliardi, e Alphabet, compagnia madre di Google che ad aprile superò di 966 milioni il giro d’affari stimato.

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Un semestre da dimenticare

L’ultima settimana di luglio, infine, sarà quella dei principali titoli industriali: Boeing, General Motors, Ford, ma anche le farmaceutiche e, a chiudere il mese, i titoli petroliferi con i conti di Chevron ed Exxon Mobil.

Gli analisti calcolano una perdita generale sui ricavi delle aziende quotate sull’S&P 500 per questa stagione del 43,8% a causa della pandemia di Covid-19, che ha dispiegato i suoi effetti, con impatto differente, in tutti i settori dell’economia. Quanto ai ricavi, si stima una contrazione generale dell’11%. Nello specifico, i settori più colpiti saranno quello energetico (-138,4%), l’automotive (-224,2%) e i trasporti (-152,4%).

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