Trimestrale Banco Bpm: buoni risultati grazie a gestione del rischio

Utile netto in aumento nei primi nove mesi del 2019, ma contano soprattutto le operazioni di riassetto del credito del secondo trimestre

I dati della trimestrale

Nel terzo trimestre Banco Bpm ha evidenziato un utile netto pari a 93,3 milioni: ben oltre le attese del consensus, che aveva previsto un risultato di 83,2 milioni, ma ben inferiore rispetto al fenomenale secondo trimestre, quando gli effetti delle attività di gestione del rischio hanno più che mai dispiegato i loro effetti.

Proprio le attività di derisking sono in primo piano nel comunicato con cui Banco Bpm annuncia i risultati dell’ultimo trimestre. I primi nove mesi dell’anno si chiudono con un utile netto di 686 milioni di euro (il 30,9% in più rispetto allo stesso arco di tempo del 2018), ma il dato positivo va fatto risalire alle plusvalenze derivanti proprio dal programma di gestione del rischio: il riassetto dei crediti al consumo, in collaborazione con Credito Fondiario, ha infatti permesso un recupero sui Non performing loans durante il secondo trimestre.

Al 30 settembre 2019 i crediti deteriorati ammontano comunque a 6 miliardi di euro, l’11,3% in meno rispetto alla fine del 2018. Si abbassa dunque anche l’indice di copertura dei crediti deteriorati, dal 43,1% del dicembre 2018 al 42,8%.

Il margine di interesse si assesta nel terzo trimestre a 500 milioni di euro, inferiore del 2,9% rispetto al trimestre precedente (quando aveva registrato 514,8 milioni). Sempre nel terzo trimestre, le commissioni nette ammontano a 444,1 milioni il 2,1% in meno rispetto al secondo trimestre.

In linea con le aspettative anche il valore CET1 ratio, pari al 13,8%.

Cosa si prevede per il futuro?

Entro la fine del 2019 si prevedono buoni dati riguardo agli utili per azione, che potrebbe superare i 30 centesimi – al pari di un possibile dividendo, di cui però nel comunicato ufficiale non è fatta menzione. L’amministratore delegato di Banco Bpm, Giuseppe Castagna, ne ha comunque fatto menzione durante la conferenza stampa seguita alla pubblicazione dei dati. Una nota spiega inoltre che i piani per il futuro prevedono un focus sulla gestione della scia delle operazioni di derisking.

Proprio per questo Bpm aveva fatto sapere di voler posticipare un’eventuale fusione con Ubi Banca, di cui si è fatto un gran parlare nelle ultime settimane, a dopo il 2021. Prima infatti l’istituto di credito avrebbe intenzione di assicurare un aumento di ricavi e lo stacco del cedolino del dividendo per i propri azionisti.

Come sono andate le trimestrali delle altre banche?

Con l’avvicendarsi di trimestrali nel comparto bancario sempre più positive, l’indice Ftse Italia All Share Banks cresce del 2,2%, segnando una performance migliore del Ftse Mib, che sale di solo mezzo punto. A trainare il settore è UniCredit , la cui trimestrale pubblicata oggi ha fatto balzare il titolo in avanti del 5%, ma registrano buoni risultati anche Mediolanum (+3%), Ubi Banca (+1%) e Intesa Sanpaolo (+0,73%).

Come è andato il titolo Bpm in Borsa?

Poco mossi i titoli a Piazza Affari, dove Banco BPM SpA ha guadagnato lo 0,8% a 2,13 euro per azione. Le quotazioni hanno aperto stamattina a 2,14, raggiungendo un massimo di 2,17.

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