Torna la paura del coronavirus sugli indici globali. In Europa attesa per l’Ifo tedesco

Nuovi casi in Germania, Cina, Giappone e Usa, dove la situazione continua a peggiorare. Gli azionari nel frattempo assorbono i buoni dati macro di giugno, il Nasdaq torna ai massimi storici a oltre 10 mila punti

Negli Stati Uniti il totale dei contagiati da Covid-19 avrebbe ormai raggiunto la soglia dei due milioni, la Cina dall’11 giugno contra circa 250 nuovi casi e anche la Germania ha decretato la chiusura del distretto di Guetersloh, nella Renania del Nord Westfalia, dopo che in un mattatoio le autorità sanitarie hanno registrato migliaia di nuovi casi.

È ancora presto per parlare di una seconda ondata (per Anthony Fauci, l’esperto della Casa Bianca, negli Usa sarebbe ancora in corso la prima), ma i mercati si regolano di conseguenza e già inizia a tornare l’avversione al rischio – nonostante le buone performance di ieri, quando il Nasdaq è tornato a sfiorare i massimi storici, a oltre 10 mila punti, e gli azionari europei hanno chiuso tutti in area positiva, rincuorati dai buoni dati macro sugli indici dei direttori agli acquisti.

Come stanno reagendo i mercati asiatici ai nuovi timori di coronavirus?

La sessione asiatica, governata da una certa volatilità, si appresta a chiudersi in maniera positiva: in Cina Shanghai chiude in rialzo dello 0,30%, Shenzhen avanza dello 0,22% e China A50 dello 0,52%. Bene anche Seul (dove il Kospi segna un rialzo dell’1,42%), mentre le uniche ad arrancare sono le Borse di Hong Kong, che perde lo 0,19%, e di Tokyo, dove il Nikkei scede appena al di sotto della parità, a -0,07%, mentre il più ampio Topix perde lo 0,42%.

A trainare al ribasso il Giappone è stato uno yen in deciso rafforzamento nelle ultime ore (il cambio USD/JPYè sceso eri fino a un minimo di 106,074, per poi risalire lentamente ma senza tornare ai livelli della vigilia, assestandosi a 106,613).

Anche la preoccupazione per i nuovi contagi da Covid-19 contribuisce all’avversione al rischio degli investitori, soprattutto dopo che Yuriko Koike, il governatore di Tokyo, ha dichiarato come la capitale registrerà un numero abbastanza alto di nuovi casi – i punti di maggior crisi sono ora i posti di lavoro. Dalla revoca dello stato di emergenza, il 25 maggio, il Giappone ha contato 55 nuovi casi (il dato più alto da maggio).

Uno sguardo agli Stati Uniti

Nel frattempo, il presidente Usa Donald Trump non scherzava: diminuire il numero dei tamponi, per diminuire quello dei contagi (almeno di quelli noti). E questo nonostante il consigliere della Casa Bianca, Anthony Fauci, proprio ieri ha annunciato che gli Usa stanno assistendo a un “inquietante aumento” dei casi di Covid-19.

Eppure ieri sugli indici su Wall Street è prevalso l’ottimismo, con l’S&P 500 che ha chiuso in rialzo dello 0,4%, il Dow Jones avanzato dello 0,5% e il Nasdaq dello 0,7%, sfiorando novi massimi storici. Al momento, i futures si confermano al rialzo, con il Dow Jones che segna 131 punti, il Nasdaq 74,89 e l’S&P 13,43 punti.

Il buon risultato si spiega, oltre che con le rassicurazioni sull’accordo commerciale firmato a metà gennaio tra Cina e Usa, anche con buoni dati macro sia riguardo agli indici Pmi, sia sulla vendita di nuove abitazioni. E proprio la combinazione con dati altrettanto incoraggianti provenienti dall’Europa, ieri il dollaro ha registrato una leggera perdita nei confronti dell’euro, che ieri è arrivato a quota 1,1348. Solo nelle ultime ore il biglietto verde ha recuperato terreno: al momento, il cambio EUR/USD viaggia a 1,1294.

Resta stabile invece il prezzo del petrolio, che si mantiene sopra i 40 dollari al barile. Il Wti viene scambiato per 40,41 dollari, mentre il Brent viaggia a quota 42,78 dollari al barile.

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Come si prospetta la giornata in Europa?

Oggi gli occhi degli operatori europei saranno puntati sull’indice Ifo tedesco, che misura il sentiment e le condizioni nel settore aziendale della zona euro. Il valore precedente si era assestato a 79,5, ma per giugno gli analisti si aspettano almeno 85 punti.

Nel frattempo, gli azionari europei danno il via alla sessione in area negativa: il Dax tedesco perde l’1,44% mentre il Cac francese scende dell’1,23%; male anche Londra, che rallenta dell’1,51%, e Madrid, -1,04%. Non migliora la situazione a Milano, dove il Ftse Mib perde lo 0,40% trainato al ribasso da Telecom Italia (-2,72% a 0,36 euro), Leonardo (-1,58% a 6,22 euro) e Tenaris (-1,52% a 6,11 euro). Continuna invece a spingere Atlantia , in rialzo del 3,27% a oltre 15 euro, con la prospettiva di mantenere la concessione autostradale di Aspi anche oltre la scadenza del 30 giugno.

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