TikTok in vendita? Microsoft si fa avanti, o negli Usa diventerà illegale

Per l’amministrazione Trump i dati di milioni di utenti Usa sono in pericolo. Avviate le trattative per un accordo di cessione a Microsoft, che al momento perde oltre il 2% (anche il Tesoro vuole la sua parte)

Inversione di marcia per le azioni Microsoft dopo un rally partito ieri e collegato all’app TikTok, il popolare social nato in Cina e finito al centro delle tensioni geopolitiche tra Washington e Pechino.

Ieri il titolo dell’azienda di software per eccellenza aveva osservato una crescita di oltre il 5% (nella stessa giornata in cui il Nasdaq è tornato ad aggiornare i massimi storici), dopo che il Ceo Satya Nadella ha annunciato la volontà di acquistare il social dalla casa madre cinese, ByteDance – e, tra le altre cose, scongiurarne la chiusura negli Usa, così come paventato dal presidente Usa Donald Trump.

Perché un social per ragazzi è finito al centro delle tensioni Cina-Usa?

Per il presidente Usa, infatti, l’applicazione metterebbe a rischio i dati degli oltre 32,7 milioni di cittadini statunitensi che l’hanno scaricata da quando è stata lanciata, nel 2017. Una crescita troppo rapida e un’utenza troppo estesa per non destare la preoccupazione dell’amministrazione Trump, da anni alle prese con una guerra commerciale contro la Cina che la pandemia di Covid-19 (“virus cinese”, non a caso, secondo la retorica di Trump) ha solo peggiorato.

“Stiamo tenendo d’occhio TikTok, potremmo vietarlo, potremmo fare altre cose, ci sono un paio di opzioni ma stanno accadendo molte cose, vedremo cosa succederà”, ha dichiarato Trump venerdì scorso. A non piacere agli Usa sarebbe la scarsa trasparenza sui dati degli utenti raccolti dall’app.

Domenica, la notizia: TitTok potrà continuare ad esistere, a patto che venga acquistata da Microsoft. Lo ha comunicato l’azienda stessa in una nota in cui annuncia la disponibilità a procedere in tal senso, stante una revisione sulla sicurezza dei dati e un corrispettivo da versare al Dipartimento del Tesoro statunitense. L’acquisizione, secondo quanto concordato, dovrà avvenire entro il 15 settembre.

Secondo gli analisti di riferimento di ByteDance, l’app varrebbe circa 50 miliardi di dollari. L’azienda cinese sarebbe disposta ad esplorare la cessione dell’app nei mercati di Usa, Canada, Australia e Nuova Zelanda – ma, soprattutto, la proprietà dei dati degli utenti, che resterebbero agli Usa.

Solo l’ultima mossa della guerra di Trump ai software cinesi

Il terreno su cui ByteDance e Microsoft si stanno muovendo è particolarmente sensibile per gli Usa, ma non più di quanto lo fosse quello dei dazi commerciali con cui, per 18 mesi, Washington e Pechino hanno vessato il mercato o quello delle proteste pro-democrazia di Hong Kong, per tacer della ferma condanna davanti alla violazione dei diritti umani praticata dal governo di Pechino ai danni della minoranza musulmana degli Uiguri, nella regione cinese dello Xinjian.

Si tratta, insomma, dell’ennesima battaglia della guerra commerciale tra le due superpotenze; non solo, ma anche dell’ultima ripresa (finora). Già a fine maggio infatti il Senato Usa aveva proposto un disegno di legge per cui le aziende straniere intenzionate a quotarsi sul NYSE avrebbero dovuto sottoscrivere degli standard statunitensi di controllo e regolamentazione.

Il provvedimento, teoricamente generale, di fatto è indirizzato specificatamente alle aziende cinesi soprattutto nel momento in cui tra i suddetti standard è prevista la dimostrazione “di non essere di proprietà o controllate da un governo straniero”.

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Come si stanno muovendo ora i titoli tech sul Wall Street?

Al momento le azioni Microsoft viaggiano in calo del 2,70%, a 210,7 dollari l’una. All’entusiasmo dell’annuncio sono infatti seguiti le prime cautele, soprattutto nel momento in cui Trump ha ribadito la percentuale dell’accordo che dovrà finire nelle casse dello stato, “poiché noi lo stiamo rendendo possibile”.

Nel frattempo, anche se non in rapida ascesa come nella giornata di ieri, il Nasdaq aggiorna di nuovo i massimi storici a 10.904 punti, mantenendosi leggermente al di sopra della parità.

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