Rallenta la contrazione nel terziario, indici Pmi in Europa trainano al rialzo le Borse

L’espansione economica è ancora lontana e la crisi coronavirus ha provocato gravi conseguenze sull’occupazione, ma a maggio gli indici Pmi sui servizi e compositi hanno comunque superato le aspettative

Tanto il terziario è stato il primo settore a risentire della crisi scatenata dalla pandemia di coronavirus, altrettanto velocemente promette di recuperare.

I dati rilasciati stamattina dall’istituti Ihs Markit, relativi agli indici Pmi sui servizi e compositi di maggio, hanno infatti messo in luce una netta ripresa – per quanto la soglia dei 50 punti, oltre la quale si può parlare di economia in espansione, sia ancora lontana.

D’altra parte, è ancora presto per decretare la fine dell’emergenza sanitaria e, soprattutto, per mettere da parte le misure di distanziamento grazie alle quali, in attesa di un vaccino, è possibile contenere l’espansione del coronavirus: ciò si traduce in commesse in entrata ancora lontane dai livelli pre-Covid nel settore terziario, oltre alla diminuzione dei nuovi ordini che, dopo aver influito sugli indici manifatturieri (i cui dati sono stati pubblicati lunedì scorso), impattano anche sul dato composito.

D’altra parte lo stesso Chris Williamson, Chief business economist presso Ihs Markit, commenta: “È incoraggiante notare che, mentre i tassi di contrazione dell’attività economica e dell’occupazione di maggio sono rimasti spaventosamente alti per il terzo mese consecutivo, la recessione ha già moderato notevolmente i toni in tutte le nazioni monitorate”.

Tra i fattori che più hanno caratterizzato il dato di maggio spicca infatti il dato sull’occupazione, drasticamente ridotta a maggio per il terzo mese consecutivo, spinta anche dal ricorso alla cassa integrazione (con la Spagna a cui spetta il triste primato di maglia nera).

Come hanno reagito le economie dei diversi paesi della zona euro?

Nell’Eurozona l’indice Pmi di maggio del settore servizi è saltato a 30,5 punti, il record degli ultimi tre mesi dopo aver raggiunto il minimo ad aprile, con 12 punti. Indica comunque un contrazione dell’attività economica della zona, che si evince anche dalla scarsa fiducia nel futuro delle aziende di qui a 12 mesi – stando alle risposte degli imprenditori intervistati, con i tedeschi tra i più pessimisti.

Leggermente migliore (comunque sopra le aspettative) l’indice Pmi composito, salito a 31,9 rispetto ai 13,6 di aprile.

In Italia

In cima alla classifica c’è l’indice dei direttori agli acquisti composito italiano che, con 33,9 punti, raggiunge il massimo da tre mesi – dall’inizio dell’emergenza Covid-19.

Il settore terziario italiano resta in contrazione, sebbene il declino nelle attività abbia subito una frenata rispetto ai minimi del mese scorso: 28,9 punti, a fronte dei 10,8 di aprile. La ragione principale per cui gli imprenditori non riescono a riemergere dalla crisi è il calo costante dei nuovi ordini, frenati dallo stop alle attività non essenziali durante il lockdown, che riguarda sia la domanda interna sia quella estera.

L’altra grande ferita aperta dal coronavirus è il drastico taglio della forza lavoro, il secondo più rapido negli ultimi 22 anni secondo i dati Ihs Markit, dovuto alla contrazione della capacità produttiva. Quanto alla situazione occupazionale italiana, stamattina l’Istat ha pubblicato i dati sulla disoccupazione di aprile. Ne viene fuori che il tasso di disoccupazione è sceso comunque al 6,3% rispetto al mese precedente: un crollo dei posti di lavoro che non si vedeva dall’aprile del 2008, ma pur sempre superiore alle aspettative. Rispetto all’8% di marzo (stima rivista al ribasso rispetto all’originario 8,4%), gli analisti avevano calcolato un aumento fino al 9,5%.

Nel resto dell’Europa

L’Italia ha registrato il balzo maggiore nell’indice Pmi composito, ma il trend è simile per tutti i principali paesi del Vecchio Continente: valori lontani dalla soglia dei 50 punti, ma comunque in netto rialzo e superiori alle aspettative. E così la Germania passa dai 16,2 di aprile ai 32,6 di maggio per il settore servizi, da 17,4 a 32,2 l’indice composito; la Francia segna 31,1 i servizi (ad aprile era stato 10,2) e 32,1 quello composito; il Regno Unito passa a 29 punti (servizi) e 30 (composito); infine, la Spagna segna un aumento dell’indice Pmi relativo ai servizi da 7,1 punti di aprile a 27,9.

Come hanno reagito i mercati?

Continua il rally dell’euro, che nei confronti del dollaro sale a 1,1202, aiutato al rialzo anche dalla prospettive sull’incontro di domani del board esecutivo della Banca centrale europea, che potrebbe allargare il programma di acquisto titoli a supporto dell’economia della zona euro.

Confermano i guadagni anche i principali listini europei, che viaggiano al ritmo di rialzi intorno al 2%, con Dax e Ftse Mib tra i migliori (rispettivamente, +2,33% e + 2,06%).

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