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Nasdaq in calo in controtendenza su Wall Street. Quale effetto dopo il discorso di Powell?

Proseguono le vendite sul Nasdaq nel giorno del bis del discorso di Powell sull’economia. Per la Fed non c’è pericolo di inflazione, ma intanto i rendimenti sul T-Bond decennale schizzano all’1,4%

Non si calmano le acque a Wall Street, dove soprattutto il Nasdaq soffre per i timori del mercato sull’andamento della ripresa economica che, negli ultimi giorni, si sono tradotti i un balzo dei rendimenti dei titoli Usa fino a toccare i massimi da un anno.

Oggi in apertura il tasso sui decennali Usa è aumentato all’1,42%, il massimo da febbraio 2020, provocando una corsa degli investitori sul mercato obbligazionario - a detrimento degli azionari di Wall Street.

A metà sessione di mercato Usa gli indici proseguono dunque contrastati: il Dow Jones avanza dello 0,82%, l’S&P 500 dello 0,67%% mentre le quotazioni sul Nasdaq si mantengono sulla parità, con i titoli tech che subiscono il rovescio della medaglia del balzo scatenato dalla pandemia sulle azioni “stay-at-home”.

Wall Street, apertura contrastata

Ieri in chiusura Dow Jones e S&P 500 erano riusciti a mantenersi al di sopra della parità, sebbene molto timidamente: +0,05% il primo, +0,13% il secondo.

Sotto la parità, dopo aver rallentato di circa quattro punti percentuale, il Nasdaq. Le parole di ieri del presidente della Federal Reserve, Jerome Powell, sullo stato dell’economia Usa hanno tentato (seppure in maniera meno incisiva di quanto atteso) di gettare acqua sul fuoco – o meglio, sui timori degli investitori circa il rischio di un ribalzo disordinato dell’economia post-covid, in grado di tradurci in un balzo dell’inflazione per contrastare il quale la Fed potrebbe essere portata ad alzare i tassi di interesse.

Nessun pericolo per Powell, che oggi replica le comunicazioni di ieri alla Camera dei Rappresentanti. Ma continua a perdere terreno l’indice dei titoli tecnologici, che più di tutti soffrono per le ombre sulle prospettive di crescita future. A guidare le vendite è il timore degli investitori di una svalutazione dei titoli growth, nel caso di un balzo dell’inflazione – i titoli tech prosperano in un contesto di tassi bassi sui titoli di stato, in grado di attirare investimenti.

“L’economia ha ancora molta strada da fare prima di raggiungere i nostri obiettivi di occupazione e di inflazione” ha dichiarato ieri il numero uno della banca centrale statunitense, che rassicura: la Fed manterrà la sua politica monetaria accomodante.

Prosegue intanto l’iter al Congresso del pacchetto di stimoli fiscali promosso dall’amministrazione Biden, che prevede una maxi-misura da 1.900 miliardi di dollari per far fronte alla crisi economica scatenata dal covid-19.

La Camera dei Democratici ha dichiarato di voler far passare la legge entro venerdì, in una vera e propria corsa conto il tempo contro la scadenza degli assegni di disoccupazione aggiuntivi (implementati anch’essi alla luce della crisi da covid-19), prevista per il mese prossimo. All’interno del pacchetto di aiuti sono previsti pagamenti diretti alle famiglie tramite un assegno fino a 1.400 dollari e un assegno di disoccupazione settimanale da 400 dollari, oltre a 20 miliardi da destinare alla campagna di vaccinazione, 50 miliardi per i test di diagnostica del virus e 350 miliardi per aiuti agli stati e alle amministrazioni locali.

Negli ultimi giorni, è stata anche l’immissione di tale e tanta liquidità direttamente nelle tasche dei cittadini statunitensi ad aver fomentato i timori di un rapido balzo dell’inflazione, nel momento in cui il tessuto economico Usa dovesse ripartire.

La misura a firma dem è stata largamente osteggiata dai repubblicani (il cui voto contrario è stato bypassato al Senato tramite la richiesta di una procedura di cosiddetta “reconciliation”, che considera sufficiente la sola maggioranza semplice), secondo i quali sarebbe troppo esosa – soprattutto alla luce del buon andamento della campagna di vaccinazione negli Usa: al momento, sono oltre 65 milioni i cittadini statunitensi che hanno ricevuto almeno una dose di vaccino.

Wall street, i titoli migliori oggi

A beneficiare dei rendimenti sul decennale statunitense sono soprattutto le grandi banche. È così che le azioni di Morgan Stanley avanzano di oltre un punto percentuale nei primi minuti di scambi, mentre il titolo di Bank of America avanza dell’1,5%.

Balzo in avanti anche per Johnson&Johnson dopo l’ok della Food and Drug Administration per il vaccino sviluppato dall’azienda farmaceutica, l’unico monodose disponibile finora. Il titolo al momento sale dell’1,23%, a 162,42 dollari per azione.

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