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Indice Mib cauto al pari del resto degli europei in attesa di dati Ocse

A metà mattina il Ftse Mib avanza dello 0,4%, spinto dal rally di Bper Banca (+4,19%). Bene anche gli industriali, giù il resto delle banche. Rendimenti T-Bond decennali ancora sui massimi, EUR/USD ai minimi da tre mesi a 1,1905

Prosegue cauto per l’indice Mib di Milano, che a oltre due ore dall’apertura avanza di un timido 0,29% e si mantiene sui 23.749 punti, in una mattinata di basso profilo per l’intero azionariato europeo.

A tenere con il fiato sospeso gli indici di Borsa è l’interim economic outlook dell’Ocse, in grado di fotografare l’andamento della ripresa economica, ma anche e soprattutto i numeri della pandemia (ieri l’Italia ha raggiunto la soglia delle 100.000 vittime per covid-19 dall’inizio della pandemia, circa un anno fa), in attesa dell’approvazione da parte dell’Ema del vaccino Johnson&Johnson, l’unico finora monodose, e il livello dell’obbligazionario Usa, dove i tassi sui Treasuries decennali sono fermi in area 1,54%, sui massimi dal febbraio 2020.

Ftse Mib sopra la parità, balzo delle azioni Bper

Sull’indice di Milano brillano gli industriali, ma nessuno eguaglia la performance del titolo di Bper Banca, che alle 10:25 avanza del 5,59% e sale sopra i 2 euro per azione sulle indiscrezioni di possibili posizionamenti in vista dell'attesa fase di consolidamento del settore.

Non fa prezzo invece prezzo in apertura Cerved dopo l’offerta pubblica di acquisto promossa da Ion Capital, che ha offerto 9,50 euro per azione finalizzato al delisting. Il titolo, che ieri ha chiuso a 8,015 euro, è indicato a 9,8 euro stamane.

Bene anche Autogrill, in rialzo del 3,37%; poco più giù il titolo Leonardo, a +3,01% in attesa dei risultati del 2020. Bene il comparto industriale anche con Inwit, che avanza del 2,19%, e Prysmian, +1,86%.

I cali sul Ftse Mib compensano tuttavia la situazione. Giù le azioni Tim, che perdono l’1,4% dopo un accordo con i sindacati che prevede una riduzione di 1.300 posti di lavoro in Italia quest'anno, attraverso uscite volontarie con il meccanismo dell'isopensione, a cui potrebbero aggiungersi altre 178 uscite nel triennio al 2023, tramite licenziamento senza opposizione, secondo quanto riferiscono le fonti.

Tira il fiato Tenaris che, dopo il balzo di ieri seguito all’aumento delle quotazioni del petrolio, oggi scivola dello 0,35%. Giù anche il titolo Unicredit, - 0,52%: secondo Milano Finanza, la banca ha inviato agli investitori i teaser per la cessione di due pacchetti di crediti problematici del valore nominale di un miliardo di euro ciascuno. Un portafoglio sarebbe composto da npl e utp, mentre l'altro da sofferenze unsecured.

Le notizie dal resto dei mercati finanziari

  • Europa – Dopo un avvio di sessione frazionato, gli azionari europei in mattinata guadagnano la parità e a metà sessione avanzano il Dax dello 0,32%, il Cac40 dello 0,17% e il Ftse 100 dello 0,37%. Nel calendario dei dati macro oggi spiccano il saldo della bilancia commerciale tedesca di febbraio, a 22,2 miliardi di euro, e il dato sulla variazione dell’occupazione nell’intera Eurozona, la cui lettura preliminare prevede un calo dello 0,5% nel quarto trimestre del 2020.
  • Usa – Futures in rialzo oggi sul Wall Street, dove gli operatori continuano a monitorare attentamente l’andamento dei tassi sui T-Bond decennali, ancora in area +1,5%. Torna l’ottimismo in vista di una ripresa dalla crisi pandemica, con il piano di stimoli fiscali da 1.900 miliardi di dollari di ritorno alla Camera dopo l’ok (con variazioni) da parte del Senato.
  • Forex – Il rialzo dei rendimenti obbligazionari mantiene il dollaro sui massimi da tre mesi: il Dollar Index si muove a quota 91,96. Timidi rialzi sull’euro, che però non si sposta dai minimi di novembre: l’EUR/USD viaggia a 1,1905. In rialzo dello 0,53% anche la sterlina, con il cambio GBP/USD a 1,3895 – sempre lontano comunque dai picchi di fine febbraio, quando il cambio aveva superato 1,41.
  • Materie prime – abbandona la soglia dei 70 dollari al barile, brevemente raggiunta ieri, il prezzo del Brent: al momento il benchmark europeo per il petrolio viaggia sui 68,58 dollari al barile, comunque in rialzo rispetto ai minimi raggiunti in mattinata. Stabile anche il Wti, a 65,28 dollari.

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