Focus su azioni Intesa Sanpaolo e Ubi Banca oggi sul Ftse Mib. Bene Mediaset

Giornata positiva su Piazza Affari, che a metà sessione si conferma la migliore in Europa mentre il resto degli azionari vira verso il rosso. Attenzione su banche e petroliferi, sorpresa Tim e Mediaset (+5%)

Prosegue sulla scia del rialzo oggi il Ftse Mib, che dopo una mattinata al di sopra della parità solo negli ultimi minuti si ferma allo 0,04%, nel giorno dell’Opa residuale di Intesa Sanpaolo sulle azioni di Ubi Banca (circa il 9%) rimaste sul mercato dopo la conclusione dell’offerta pubblica di scambio e acquisto, lanciata a febbraio e durata per quasi tutto il mese di luglio.

Un successo per l’istituto di Carlo Messina, che ha conquistato oltre il 90% delle azioni Ubi.

Ma non sono solo le banche a guidare il rialzo più forte tra le principali piazze europee oggi. Milano prosegue ancora sulla scia dell’indice Pmi manifatturiero di ieri, che ha riportato un risultato oltre ogni aspettativa (51,9 punti; nell’Eurozona lo stesso indice ne ha segnati 51,8) ma soprattutto per i conti trimestrali che continuano a susseguirsi: oggi è la volta di Telecom Italia e Atlantia, che ancora devono pubblicare i numeri del secondo trimestre 2020 ma nel frattempo proseguono la sessione toniche, in rialzo rispettivamente del 4,5% a 0,36 euro e dello 0,72%, a 13,9 euro per azione.

Quali comparti stanno andando meglio?

Il settore bancario

Focus sulle quotazioni Ubi Banca (+3,05% a 3,72 euro per azione) e Intesa Sanpaolo (+4,13% a 1,78 euro per azione). A fine Opas, l’istituto guidato da Carlo Messina ha portato in adesione 1.031.958.027 azioni Ubi, pari al 90,203% dei titoli e al 90,184% del capitale sociale.

Restano tuttavia 112.327.119 azioni Ubi sul mercato, 9.251.800 azioni proprie e 249.077 azioni ordinarie (in totale, circa il 9,8%) su cui, non essendo stato raggiunto subito il 95% delle adesioni, scatta il meccanismo di Opa residuale. Stamattina sono state rese note le condizioni: corrispettivo uguale a quello dell’offerta originaria (17 azioni Intesa ogni 10 Ubi e 0,57 euro per azione) o, su espressa richiesta degli azionisti Ubi, un corrispettivo in contanti (pari alla somma media ponderata dei prezzi ufficiali delle azioni Intesa nei cinque giorni di negoziazione precedenti la data di pagamento moltiplicata per il rapporto di cambio e 0,57 euro.

In rialzo l’intero indice settoriale bancario su Piazza Affari, che avanza dello 0,96% a 6.881 punti. In rialzo anche Unicredit, che avanza del 2,41%, Banco Bpm che, in attesa della trimestrale, sale dell’1,80%, mentre Monte dei Paschi di Siena balza in avanti del 3,81%.

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Gli industriali

Scattano in avanti anche le quotazioni Leonardo, che avanzano del 5,38% a 5,83 euro per azione, mentre Fiat-Chrysler sale del 2,93% a 9,30 euro per azione dopo i dati sulle immatricolazioni di luglio che evidenziano una contrazione sempre più contenuta (-8,9%, rispetto al mercato in calo dell’11%).

I petroliferi

Forti acquisti nel settore oil, nonostante il prezzo del barile registri una leggera flessione (Wti a -1,88% a 40,24 dollari, Brent -1,79% a 43,36), grazie allo scatto sul Ftse 100 di BP, compagnia britannica tra i colossi del settore, che sale di oltre il 6% dopo aver annunciato il taglio del dividendo e un piano di riorganizzazione.

È così che Eni guadagna il 2,56% a 7,72 euro e Saipem avanza del 2,66% a 1,87 euro per azione

Comunicazioni

Mentre, in attesa dei conti trimestrali, Telecom Italia continua il rally in rialzo del 4,79%, sale l’attenzione anche sulle azioni Mediaset. In mattinata le quotazioni hanno infatti osservato un balzo del 5,53% a 1,56 euro l’una dopo un’apertura del partner francese Vivendi (azionista di Mediaset, ma anche di Tim), con cui le ostilità si erano fate sempre più profonde davanti al progetto di creazione di un polo televisivo europeo (Media for Europe) che, lo scorso 30 luglio, sembrava essere naufragato dopo una sentenza del Tribunale di Madrid che ha sospeso il progetto in via cautelare.

Queste informazioni sono state preparate da IG Markets Limited e IG Europe GmbH (di seguito "IG"). Oltre alla liberatoria riportata di seguito, il materiale presente in questa pagina non contiene uno storico dei nostri prezzi di trading, né alcuna offerta o incentivo a operare nell’ambito di qualsiasi strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità per l’uso che potrà essere fatto di tali commenti e per le conseguenze che ne potrebbero derivare. Non forniamo nessuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o la completezza delle presenti informazioni, di conseguenza, chiunque agisca in base ad esse, lo fa interamente a proprio rischio e pericolo. Eventuali ricerche fornite non intendono rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non sono state condotte in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e, pertanto, devono essere considerate come una comunicazione di ambito marketing. Anche se non siamo sottoposti ad alcuna limitazione specifica rispetto alla negoziazione sulla base delle nostre stesse raccomandazioni, non cerchiamo di trarne vantaggio prima che queste vengano fornite ai nostri clienti. Vi invitiamo a prendere visione della liberatoria completa sulle nostre ricerche non indipendenti e del riassunto trimestrale.

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