Andamento EUR/CHF, cosa sta succedendo al franco svizzero?

La Banca nazionale Svizzera sta tentando di remare contro il rafforzamento della valuta nazionale (e per gli Usa è manipolazione)

È da mesi ormai che il franco svizzero continua ad apprezzarsi: martedì il dipartimento del Tesoro Usa ha inserito la Svizzera nella lista dei paesi manipolatori di valuta, per via degli acquisti da parte della Banca Nazionale Svizzera di valuta straniera, al fine di provocare un deprezzamento del franco.

Il franco svizzero è entrato in rally rispetto all’euro, evidenziando un apprezzamento che non si vedeva da aprile 2017. Tuttavia, la Banca Nazionale Svizzera sembra intenzionata a voler continuare con l’acquisto di valuta straniera, nel tentativo di rallentare il rafforzamento del franco. Proprio l’aumento dell’inflazione ha provocato l’inserimento della banca Nazionale Svizzera da parte degli Usa nella watch list delle nazioni bisognose di aggiustamenti macroeconomici.

Martedì la banca svizzera ha fatto sapere che i suoi interventi erano mirati proprio in questo senso, per evitare gli effetti di una valuta troppo forte e non, secondo quanto specificato dal comunicato, alla ricerca di un vantaggio competitivo.

La decisione del dipartimenti Usa del Tesoro intende comunque incoraggiare gli altri attori del mercato valutario a testare i livelli di apprezzamento del franco, poiché l’inserimento nella lista rende più difficile per la Banca Nazionale Svizzera intervenire per indebolire il franco.

Cosa può fare la Banca Nazionale Svizzera?

Per contrastare un’inflazione sempre più debole, si è iniziata a far strada l’ipotesi di un taglio dei tassi di interesse da parte della SNB. Le ipotesi prevedono tagli di 25 punti base, dal -0,75% al -1%.

Il taglio risponderebbe anche alla situazione economica sempre più debole. Le esportazioni svizzere stanno infatti soffrendo più di tutti gli altri settori per l’andamento del franco: senza contare il settore farmaceutico e le esportazioni di energia, gli ultimi dati segnano una crescita pari a zero. Dal punto di vista finanziario, invece, a livello globale un taglio dei tassi indurrebbe meno domanda di franchi, oltre a una diminuzione dell’appetibilità dei depositi in svizzera.

Resta dunque da capire come reagirà la Banca nazionale svizzera davanti alla decisione del Tesoro Usa. Si prospetta dunque un nuovo taglio dei tassi come quello del gennaio 2015. In quell’occasione, nel tentativo di ridurre il valore del franco svizzero, la banca centrale tagliò i tassi arrivando a - 0,25%.

Eppure, con il passare dei mesi e il graduale abbassamento dei tassi da parte della Bce, il rapporto tra Euro e franco svizzero sta tornando in favore di quest’ultimo. Il che potrebbe dunque richiedere ulteriori interventi da parte dell’istituto centrale elvetico.

Al momento, il cambio EUR/CHF viaggia su quota 1,0749, mentre la coppia valutaria USD/CHF segna al contrario un leggero rialzo, a 0,9680.

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