Coronavirus: no taglio dei tassi, BCE dispone aumento QE fino a 120 miliardi di euro

Da Francoforte arrivano misure per contrastare l’impatto del Covid-19 sull’economia dell’Eurozona: accesso a liquidità e Qe. Precipitano gli indici europei, ribassi oltre il 10%

Non ci sarà nessun taglio dei tassi, come largamente previsto dagli analisti, ma un ampliamento del Quantitative Easing di ulteriori 120 miliardi di euro.

Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, ha annunciato oggi le decisione della riunione dei vertici dell’istituto centrale europeo, riunitosi a Francoforte negli ultimi due giorni (ad eccezione di chi, come il governatore della Banca centrale italiana Ignazio Visco, non ha potuto presenziare a causa dell’emergenza coronavirus in Italia). Per la presidente della Bce, “Ora servono misure fiscali ambiziose e coordinate”.

Come agirà la BCE davanti al coronavirus?

Le direzioni in cui la Bce ha intenzione di muoversi per garantire alle banche della zona euro di fornire un rapido e consistente supporto alle economie dell'Eurozona sono tre: un immediato accesso alla liquidità, opzioni di accesso al credito più vantaggiose per le entità colpite di più dall’impatto delle misure anti-coronavirus (come piccole e medie imprese) e, infine, una temporanea estensione dei programmi di Quantitative Easing, con acquisti netti aggiuntivi per 120 miliardi di euro.

L’accesso alla liquidità

Misure temporanee di finanziamento a lungo termine sono volte a garantire la liquidità necessaria all’interno dell’Eurozona – per lo più, rileva la loro funzione di rete di sicurezza, nel caso di carenza di riserve.

Tali misure verranno dispiegate nella prima metà dell’anno fino a quando, a giugno 2020, non entreranno in azione le misure di Tltro III.

L’accesso al credito

Dal giugno 2020 a giugno 2021 tutte le operazioni di finanziamento agli istituti centrali (Tltro III) saranno erogate a condizioni più accessibili e a un tasso di interesse dello 0,25% inferiore rispetto al tasso medio applicato alle principali operazioni di rifinanziamento dell’Eurozona.

Si prevede inoltre un aumento pari al 50% (rispetto ai crediti previsti al 28 febbraio) della cifra massima che ciascun istituto può richiedere. Sono previste inoltre azioni in capo al Consiglio direttivo della Bce per assicurarsi che tali misure vengano utilizzate.

Il Quantitative Easing

Infine, la Banca centrale europea ha varato ulteriori misure per espandere il programma di Quantitative Easing di ulteriori 120 miliardi di euro. L’operazione si aggiunge al programma attualmente in corso per cu la Bce sta già immettendo sul mercato circa 20 miliardi di euro al mese a partire da novembre.

Secondo le parole di Lagarde, ciò garantirà “un forte contributo da parte dei programmi di acquisto del settore privato", aggiungendo che, "in combinazione con l'attuale programma di acquisto di attività ciò sosterrà condizioni di finanziamento favorevoli per l'economia reale in tempi di maggiore incertezza”.

Come hanno reagito gli indici alle misure della Bce per contrastare il coronavirus?

Le parole di Lagarde non sono quelle che analisti e mercati finanziari si aspettavano. Nei giorni scorsi infatti l’ipotesi più probabile era che, seguendo l’esempio della Federal Reserve e della Bank of England (e, prima di loro, della Banca centrale cinese e di quella australiana), la Bce avrebbe tagliato i tassi di interesse di 10 punti percentuali.

Il tasso d’interesse sulle operazioni di finanziamento principali resta invece a zero, mentre quello sulle operazioni marginali è allo 0,25% e gli interessi sui depositi restano negativi (-0,50%).

La notizia ha provocato un crollo sugli indici europei. Mentre Lagarde parlava, i listini hanno subito ribassi di oltre il 9%, per poi continuare a sprofondare: tra i peggiori Parigi ha subito una variazione di oltre il 10%, perdendo oltre 466 punti, mentre Milano precipita dell’11%, a quota 15.976 punti.

In forte ribasso il cambio EUR/USD a 1,1129.

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