Conservatori favoriti nelle elezioni UK, cambio EUR/GBP ai minimi da maggio

Tra una settimana i cittadini britannici saranno chiamati alle urne. Il partito di Johnson sembra avviato verso la vittoria, sterlina in aumento

Manca una settimana alle elezioni nel Regno Unito e i conservatori di Boris Johnson sembrano avviati verso una vittoria abbastanza scontata. Il primo a scontarne le conseguenze è stato il cambio euro-sterlina: l’allontanarsi dell’incertezza ha infatti provocato un deciso apprezzamento della valuta britannica e il cambio ha raggiunto minimi che non si vedevano da maggio 2017.

Johnson ha già in tasca la vittoria?

Una vittoria di Johnson equivale infatti a date e tempistiche precise – per lo meno a parole. Solo ieri infatti Johnson ha annunciato che, in caso di vittoria, non chiederà all’Unione europea ulteriori estensioni del periodo di transizione per negoziare un nuovo accordo (che scadrà il 31 gennaio 2020).

Stando ai sondaggi, il 12 dicembre Johnson e i conservatori raccoglierebbero effettivamente la maggioranza. Con 11 punti davanti ai laburisti, la possibilità di un altro “Hung Parliament” si fa sempre più lontana. Un sondaggio di YouGov ha infatti rilevato che tale rischio potrebbe accadere qualora la distanza tra i due partiti diminuisca arrivando almeno sotto i 7 punti.

Eppure i dati lascerebbero intendere il contrario. Il Guardian sottolinea infatti che, rispetto alle ultime elezioni (2017), vi sarebbe stato un forte aumento degli iscritti, due terzi dei quali hanno meno di 35 anni: un bacino elettorale da cui storicamente hanno sempre attinto a piene mani i laburisti.

Sembra dunque che i laburisti stiano guadagnando terreno, ma ciò che interessa ai mercati è il risultato più probabile, ovvero una vittoria dei Conservatori. Secondo gli analisti di Commerzbank e Ubs, dunque, più i Conservatori si avvicinano alla vittoria, più si fa concreta l’ipotesi di una Brexit ordinata e, dunque, più la sterlina è destinata ad apprezzarsi.

Cosa si deve aspettare l’Uk in caso di vittoria Tory?

Tra le poche cose certe, in ogni caso, c’è il comunicato che l’Europa a 27 ha intenzione di spedire a Londra, subito dopo le elezioni. In caso di vittoria di Johnson, infatti, secondo indiscrezioni sembra che Bruxelles voglia ricordare al Regno Unito quanto “poco tempo” resterà per evitare una no-deal Brexit.

Mercoledì scorso infatti il premier britannico ha dichiarato durante una conferenza stampa che non è da escludere l’ipotesi di un’uscita dall’Ue anche senza accordo commerciale di libero scambio (accordo da completare entro la fine del 2020). I Liberal Democratici si sono inseriti nella crepa, accusando Johnson di non essere in grado di portare a termine la Brexit entro il 31 gennaio e che, in caso di vittoria dei conservatori, il Regno Unito si ritroverà a dover negoziare termini per lo meno convenienti con l’Organizzazione Mondiale del Commercio.

Un’eventualità del genere potrebbe comportare una ricaduta tra il 3,2% e il 4,5% del Pil nazionale, circa 28 miliardi di sterline per le casse dello stato. Il trattato che invece Johnson ha intenzione di negoziare il mese prossimo con Bruxelles prevede accordi finanziari per 30 miliardi di sterline – però non riuscirebbe ad evitare l’interruzione dell’import di medicinali e cibo, oltre alla creazione di nuove tariffe doganali con l’Ue, come invece potrebbe fare un accordo di libero scambio. Accordi del genere, tuttavia, richiedono anni per essere implementati, mentre il Regno Unito avrebbe a disposizione solo 11 mesi, prima del termine del periodo di transizione.

A che livelli è arrivato il cambio EUR/GBP e EUR/USD?

Era da maggio 2017 che la sterlina non raggiungeva i livelli delle ultime ore. Il cambio EUR/GBP è sceso in zona 0,844, una variazione del -1,11%, mentre la coppia valutaria EUR/GBP ha raggiunto quota 1,314, il massimo da maggio 2019.

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