Focus tech: tra Apple e Huawei, il 5G di Xiaomi. Guerra commerciale o tecnologica?

Apple torna a parlare di iPhone: rumors di tre nuovi modelli per l'anno 2019. Huawei ancora alle prese con gli Stati Uniti: l'accusa, questa volte, è di spionaggio. Xiaomi porta alta la Cina e corre sul 5G: è la vigilia.

Apple
Fonte: Bloomberg

Nuovi rumors dall’astronave della Silicon Valley: Apple avrebbe in programma il lancio di tre nuovi modelli di iPhone nel 2019, dotati di tripla camera posteriore, ma con schermo ancora lcd (liquid crystal display). Per un melafonico con screen a oled (light-emitting diode) bisognerà attendere almeno fino al 2020.

Apple: tutta questione di iPhone

Nelle scorse settimane, Apple ha rivisto a ribasso i propri ricavi, abbassando la guidance sulle vendite del trimestre natalizio a fronte di un calo della domanda di iPhone in Cina. Per Cupertino, le entrate al Q4 2018 si attesteranno a 83 miliardi di dollari, contro il precedente range compreso tra 89 e 93 miliardi.

Il fattore Cina non ha risparmiato nessuno, con Samsung, primo produttore al mondo di smartphone, che si è mosso analogamente ad Apple lanciando il proprio warning sulle revenue: il colosso sudcoreano ha tagliato i ricavi dell’ultimo trimestre del 28,7% a 9,67 miliardi di dollari, prevedendo un calo delle vendite dell’11% (a 52,5 miliardi di dollari).

Nessuna conferma è invece giunta circa le voci trapelate sul mercato qualche giorno fa di un taglio della produzione di iPhone pari al 10%.

Huawei: dopo un arresto, un altro arresto

Torna al centro delle scene anche Huawei, dopo l’arresto della figlia del fondatore, Meng Wanzhou, direttore finanziario del gruppo, accusata di violazione da parte degli Stati Uniti, delle sanzioni all’Iran ad inizio dicembre. Anche in questo caso, al centro della scena c’è un arresto.

Le autorità polacche hanno fermato oggi un dirigente di Huawei di nazionalità cinese, accusandolo di aver condotto operazioni di spionaggio di alto livello a favore della Cina. Il dirigente, responsabile delle vendite del gruppo, avrebbe agito per conto di Pechino, sfruttando la tecnologia di Huawey come uno strumento per lo spionaggio. Una tesi, questa, sulla quale più volte Washington è tornata a calcare la mano. L’uomo, ex dipendente del consolato cinese nel porto di Danzica, è stato identificato come laureato di una delle più importanti scuole di intelligence della Cina.

Come parte della stessa indagine, le autorità polacche dell'Internal Security Agency hanno inoltre arrestato un ex funzionario polacco interno alla stessa agenzia, anch’esso con l’accusa di spionaggio. Entrambi gli uomini si sono dichiarati non colpevoli. '

I progressi nei dialoghi commerciali tra Stati Uniti e Pechino, al momento, sembrano quindi limitarsi alla pura teoria: la brama di ottenere la leadership mondiale sul settore tecnologico da parte delle due prime potenze del globo pare avere ancora la meglio su tutto.

Xiaomi: il 5G come campagna pubblicitaria

Da ultimo, Xiaomi fiore all’occhiello di una Cina pronta a fare battaglia a qualsiasi player mondiale. E’ di oggi l’annuncio di una “vigilia della tecnologia 5G”. Il fondatore e Ceo del gruppo, Lei Jun, ha avviato il proprio conto alla rovescia sul wireless di nuova generazione, che stimolerà la domanda di nuovi smartphone.

“Credo che quando i telefoni 5G cominceranno a diventare popolari, la domanda complessiva da parte della Cina si riprenderà” ha argomentato lo stesso.

L’avvento del 5G, che ad ora ha assunto i toni della campagna pubblicitaria, sembra essere la risposta ad un settore tecnologico-hardware altrimenti privo di idee. “Il 2019” ha quindi avvertito Lei, “è destinato ad essere un anno di sbadigli e trucchetti” in attesa della vera innovazione.

Il fatto che Xiaomi (che resta fondamentalmente un'azienda di hardware) stia puntando tutto sul 5G dice molto sulla strategia dell’azienda. Anzitutto, “è una dichiarazione dell'ovvio”: ogni nuova tecnologia di rete mobile fa rivivere l'eccitazione della velocità di connessione. Questo, nonostante il passaggio da 4G a 5G sarà molto meno drammatico del cambio dal 3G al 4G, ma andrà a toccare nuovi ambiti, tra cui quello delle auto smart.

In secondo luogo, seppur la tecnologia dovesse raggiungere il massimo sviluppo nel 2019, le reti avranno bisogno di più tempo per essere veramente pronte, e dunque per ottimizzarne le prestazioni.

La Cina, in questo, si rivela in anticipo rispetto al resto del mondo: il ministro dell'Industria e dell'Information Technology, Miao Wei, ha annunciato ieri il rilascio di licenze temporanee in città selezionate, per valutare l’impatto dlela nuova tecnologia sul mercato.

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