Avvio in ribasso per le Borse europee, oggi i mercati guardano ai non-farm payrolls Usa

Le vittime di Covid-19 al mondo sono oltre un milione. Usa, Italia e Spagna le nazioni più colpite. La notizia, insieme ai cattivi dati macro sulla lenta ripresa da parte della Cina, tirano al ribasso gli indici europei

L’ultima sessione della settimana si apre con un avvio leggermente al ribasso per gli indici europei, appesantiti dai dati macro provenienti dall’Asia, dal tracciamento del petrolio e l’espandersi della pandemia di coronavirus.

Ieri il totale delle persone infettate a livello globale ha raggiunto un milione, per oltre 53 mila vittime, mentre oltre quattro miliardi di persone sono in isolamento (imposto dalle misure di distanziamento sociale). Italia e Spagna guidano con i numeri più alti di contagi (rispettivamente, 115 mila e 112 mila) che salgono anche in Germania (circa 84 mila).

Come si è chiusa la giornata sui listini asiatici?

Per tutta la sessione di ieri in Asia i listini hanno tentato di inseguire Wall Street che, sulla scia dello sprint del prezzo del petrolio, ha registrato notevoli guadagni.

La chiusura è stata tuttavia contrastata: in Giappone il Nikkei ha chiuso praticamente sull’orlo della parità (+0,01%, mentre il Topix ha perso lo 0,36%), la Cina ha scontato perdite su tutti i principali listini: Shanghai -0,60%, Shenzhen -0,68% e China A50 -0,52%, dopo che l’indice Pmi Caixin, pur avendo registrato un notevole rialzo (dal minimo storico di 26,5 punti a febbraio a 43 punti: il secondo minimo storico) si mantiene sotto la soglia dei 50 punti.

La giornata degli Stati Uniti

A far da padrone nelle ultime ore sui mercati finanziari è stato però il prezzo del petrolio, dopo che il presidente Usa Donald Trump ha lasciato intuire di aspettarsi un accordo tra Russia e Arabia Saudita grazie al quale la produzione di greggio potrebbe tornare a diminuire fino a quindici milioni di barili (al giorno? Trump non ha specificato l’unità di misura, forse intenzionalmente – nel caso però si riferisse alla più comune, quella dei barili giornalieri, ciò corrisponderebbe a un calo del 10-15% della produzione mondiale). Riad non ha commentato, salvo annunciare che nelle prossime settimane potrebbe essere convocata una riunione straordinaria dell’Opec+ (a cui presenzierebbe dunque anche la Russia).

Ieri, il rialzo del prezzo del petrolio (un guadagno di circa il 25% in poche ore) ha permesso a Wall Street di assorbire persino di dato sulle richieste iniziali dei sussidi di disoccupazione: nella settimana dal 26 al 2 aprile, gli americani che hanno fatto richiesta per la prima volta di un assegno sono stati oltre 6,6 milioni, più del doppio del dato registrato la settimana precedente. Atteso oggi pomeriggio il dato sulle buste paga del settore non agricolo Usa, tra i dati più rilevanti per attestare lo stato di salute (o meno) dell’economia statunitense.

D’altra parte, nel frattempo i dati sull’impatto economico del coronavirus continuano a restituire l’immagine di una pronta recessione per la prima economia globale. Ieri l’ufficio del Congresso per il Bilancio ha rilasciato una previsione secondo cui il Pil degli Usa per il secondo trimestre 2020 subirà una contrazione di oltre il 7%.

Torna il dollaro come bene rifugio, con un incremento in settimana dell’1,88%. Il cambio EUR/USD scende a quota 1,0805 e quello GBP/USD a 1,2342. In rialzo i cross USD/JPY, a 108,135.

Stabile l’oro, a 1.613 dollari l’oncia, mentre il petrolio pur ritracciando i guadagni di ieri viaggia a quota 26,96 dollari al barile (il Wti) e 31,79 dollari al barile (il Brent).

Come hanno aperto le Borse europee?

Sulla scia dei cattivi dati macro in arrivo dall’Asia e dell’espansione della pandemia di Covid-19, gli indici europei aprono sotto la parità: Parigi segna -0,71%, Francoforte -0,33%, Londra -0,94%, Milano – 1,13% - unica piazza positiva è Spain 35 , che segna un rialzo dello 0,38%.

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