USA tra voto di Midterm e decisioni Fed. La Cina rallenta

L’ultimo dato sul Pmi Caixin/Markit è risultato in calo a 50,8 dal livello di 53,1 di settembre, il più basso da settembre 2017. Il rallentamento del Dragone fa scattare l'allarme sulla tenuta dell'economia, alla luce delle tensioni commerciali Cina-Usa e la preoccupazione che la Fed alzi i tassi ad un ritmo più sostenuto del previsto.

Usa trader
Fonte Bloomberg

Nella settimana del voto di Midterm, la Cina tira le somme dell’ultimo periodo. Ad agitare gli animi nelle ultime ore è stato il rallentamento del settore dei servizi registrato ad ottobre, comparto sul quale il governo di Pechino puntava per cercare di contrastare gli effetti della disputa commerciale con gli Stati Uniti.

Intanto, i titoli dell’area Asia/Pacifico perdono oggi terreno, sulla prospettiva che la Federal Reserve (che si riunirà a metà di questa settimana) decida di accelerare il ritmo di rialzo dei tassi.

Cina: Pmi Caixin in calo. Si teme per la guerra commerciale

L’ultimo dato sul Pmi Caixin/Markit è risultato in calo a 50,8 dal livello di 53,1 di settembre, il più basso da settembre 2017. Il rallentamento dell’indice dei servizi fa suonare i campanellini d’emergenza per il Dragone, che potrebbe ora dover affrontare un crollo della fiducia nel futuro del Paese.

Preso atto della perdita di slancio da parte dell’economia cinese, alcune aziende hanno espresso preoccupazione riguardo al possibile impatto che le tensioni commerciale tra Cina e Stati Uniti avranno sull'attività complessiva della regione.

Trump, Midterm e Federal Reserve: Settimana calda per gli Usa

Poco effetto hanno inoltre avuto le parole del presidente americano, Donald Trump, che la scorsa settimana aveva reso noto di aver intrattenuto una lunga conversazione telefonica con il presidente Xi Jinping, volta a trovare un accordo entro la fine del mese, in concomitanza col G20 d’Argentina.

Lo stesso Donald Trump sarà impegnato domani, martedì 6 novembre, nelle elezioni di Midterm.

Mentre il mercato attende la giornata di giovedì 8 novembre, quando l’istituto centrale americano renderà nota la propria strategia sul fronte monetario, Citigroup arriva il monito: "Le tensioni commerciali peggioreranno prima di migliorare".

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