Accordo Usa-Cina: pace commerciale? Nuovo incontro entro fine febbraio

Donald Trump più vicino all'accordo con Pechino. In caso contrario, nuova tranche di dazi dal 2 marzo (per complessivi $200 miliardi di merci). Cina: cresce acquisto prodotti agricoli (soia), energetici e industriali.

Us-China Fonte: Bloomberg

Dopo i progressi compiuti, Trump vuole incontrare la Cina di Xi per cercare di siglare l'accordo commerciale, titolava stamane Reuters in apertura.

La Cina conferma "importanti progressi" nei colloqui commerciali con gli Stati Uniti, la notizia della BBC.

Trump valuta in maniera ottimistica i negoziati commerciali con la Cina. Il Wall Street Journal ha quindi aggiunto: Trump e Xi si incontreranno a fine febbraio; Pechino offre di incrementare gli acquisti di soia.

Da ultimo, il New York Times: Trump ottimista sull'accordo commerciale con la Cina, ma potrebbe comunque confermare le tariffe.

Accordo commerciale Stati Uniti-Cina. Verso il nuovo dialogo

A conclusione della due giorni di negoziati tra Washington e Pechino, col vice premier Liu He recatosi sul suolo americano all’inizio di questa settimana, qualche passo avanti relativamente al dialogo commerciale tra i due Paesi sembra esser stato fatto, nonostante ancora il mercato valuti con scetticismo l’eventualità di una risoluzione delle tensioni a breve termine.

Mentre la delegazione cinese si è detta pronta a firmare “il più grande accordo commerciale di sempre”, attualmente non sarebbe ancora stato steso un piano specifico. Tra le poche certezze, la Cina si è detta pronta già da questo mese ad incrementare i propri acquisti di soia dagli Stati Uniti, per un importo complessivo di 5 milioni di tonnellate, il doppio rispetto al precedente quantitativo. Le vendite di soia dagli Stati Uniti alla Cina, nel 2017, hanno totalizzato 31,7 milioni di tonnellate, interrotte poi nella seconda metà dell’anno con lo scatto delle tariffe. Pechino si è detta inoltre pronta ad espandere, più in generale, le importazioni di prodotti agricoli, energetici, di servizi e industriali statunitensi.

La notizia ha suscitato reazioni positive da parte di Trump, che ha dichiarato che "renderebbe felici i nostri agricoltori”.

Negoziati Trump-Xi: più acquisti di soia. Cruccio proprietà intellettuale

In una trama già vista, i negoziatori si sono incagliati ancora una volta sulla richiesta americana di adottare misure volte a proteggere la proprietà intellettuale a stelle e strisce e ad eliminare i vincoli di trasferimento forzoso della tecnologia statunitense alle aziende cinesi.

Il rappresentante degli Stati Uniti per il commercio, Robert Lighthizer, ha confermato "sostanziali progressi" su diversi temi.m"A questo punto, è impossibile per me prevedere il successo (dell’accordo). Ma siamo giunti ad un punto in cui, se le cose funzionassero, potrebbe accadere".

Secondo lo stesso, il prossimo obiettivo degli Stati Uniti sarà ora quello di rendere gli impegni della Cina "più specifici, onnicomprensivi e applicabili", con un meccanismo che preveda ritorsioni sulla Cina qualora non rispettasse gli impegni presi. Anche il tal caso, nessuna ulteriore specifica è stata aggiunta.

Nel corso del 2018, la guerra commerciale tra Stati Uniti e Cina è arrivata a colpire un controvalore di 360 miliardi di dollari di beni, 250 cinesi, 110 americani. Qualora agli attuali colloqui non facesse seguito un accordo, a partire dal 2 marzo, la Casa Bianca i è detta pronta a far partire una nuova tranche di dazi su $200 miliardi di merci cinesi, portando le tariffe dal 10% al 25%.

Nel primo giorno di contrattazioni successivo al secondo incontro sino-americano, le borse asiatiche hanno chiuso in maniera contrastata, col +1,1% si Shanghai ed il -0,35% di Hong Kong. Tokyo sulla parità.

A pesare sulle chiusure di seduta sono stati oggi alcuni dati provenienti dal mercato locale. L’avvio di un'indagine sull'attività industriale cinese ha offuscato l'ottimismo sulle prospettive della buona risoluzione dei negoziati commerciali. Male infine i risultati dell'indice Caixin/Markit sulla manifattura del Dragone, che ha toccato i minimi da febbraio 2016 a 48,3 (contro attese a 49,5). Un dato al di sopra della soglia dei 50 indica una fase di crescita economica; un dato al di sotto, una fase di contrazione.

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