Usd/Jpy: recupera le perdite di ieri a poche ore dalla prima della Yellen al Senato

Il cambio dollaro/yen si attesta a 102,40, prime resistenze a 102,65 e 103, supporto di brevissimo a 102

Recupera gran parte delle perdite evidenziate ieri il cambio tra il dollaro statunitense e lo yen giapponese, risalito a 102,40. Le aspettative sul dollaro sono rialziste ma oggi c’e’ un appuntamento macroeconomico che potrebbe modificarle.
Il nuovo numero uno dell’istituto centrale del paese a stelle e strisce, Janet Yellen, potrebbe, infatti,  modificare tali prospettive nel discorso che terrà dinnanzi alla Commissione sui Servizi Finanziari della Camera dei Rappresentanti domani pomeriggio. Il numero uno del FOMC (la commissione operativa della FED) dovrebbe, infatti, illustrare come interverrà la banca centrale per sostenere l’occupazione e mantenere la stabilità dei prezzi. Negli ultimi giorni sono aumentate le attese che le parole della Yellen possano essere molto “dovish” (ovvero accomodanti), lasciando così credere alla comunità finanzaria che il tapering possa anche fermarsi a marzo.
Per quanto concerne la valuta giapponese, un leggero allentamento delle tensioni sui mercati valutari dei paesi emergenti ha portato a una lieve debolezza dello yen. Dobbiamo sottolineare che nel 2014 la divisa nipponica aveva mostrato un forte apprezzamento sia sulla scia della chiusura delle posizioni di carry trade che sull’aumento dell’appetibilità legata all’elevato grado di avversione al rischio sui mercati (la divisa del Paese del Sol Levante è, infatti, considerata da molti come una valuta rifugio). Ricordiamo, inoltre, che i volumi su tale cambio sono ridotti sulla scia della chiusura dei mercati azionari giapponesi per la celebrazione del Foundation Day.
Dal punto di vista tecnico l’eventuale superamento della resistenza a 103 darebbe forza alla reazione del cross di brevissimo, creando i presupposti per un allungo in direzione degli obiettivi situati a 103,65, ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci della discesa dai picchi annuali. Sopra il suddetto riferimento via libera verso l’ambizioso target di 105,45. Discorso ben diverso invece in caso di cedimento dei supporti posizionati a 100,75 (bottom del 2014) e 100,30, area di transito della media mobile a 200 giorni (SMA200), condizione che potrebbe introdurre una discesa fino sui sostegni a 99 e 96.

 

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