Usd/Cad, lavoro sotto osservazione

Flessione fisiologica per il cambio tra il dollaro statunitense e quello canadese in attesa dei dati che arriveranno dal mercato del lavoro questo pomeriggio.

Il mercato sta cercando delle conferme della ripresa della prima economia del mondo dopo i deludenti dati che sono arrivati nelle ultime settimane. Non solo. Anche il vicino Canada rilascerà alla stessa ora i dati sull’occupazione di gennaio.

Sul biglietto verde ci aspettiamo forti vendite solo nel caso in cui i non farm payrolls saranno ampiamente al di sotto del consenso (ora a 180 mila). Poca importanza rivestirà il tasso di disoccupazione visto che la forte diminuzione della forza lavoro sta impattando sulla validità di tale indicatore. Dati sopra le attese potrebbero invece dare nuova linfa al dollaro Usa, che dovrebbe tornare a mettere pressione ai livelli visti la scorsa settimana. I dati saranno particolarmente importanti dato che saranno presi come spunto nelle due audizioni che la neo governatrice della Federal Reserve, Janet Yellen, terrà davanti alla Camera e al Senato la prossima settimana.

Sono attesi dei miglioramenti anche dai dati canadesi, con il tasso di disoccupazione che dovrebbe tornare a scendere in area 7,1% dall’attuale 7,2%. Sono dati estremamente importanti questi soprattutto alla luce del recente deprezzamento della valuta nazionale a seguito anche di un’aspettativa del mercato su un taglio dei tassi da parte della Bank of Canada.

La concomitanza di due dati macro così importanti per i due Paesi porterà volatilità sul cross Usd/Cad. Ci sarà un po’ di confusione nella lettura dei dati, tanto che i movimenti potrebbero essere ampi su entrambi i fronti.

Il cross Usd/Cad, dopo la violenta accelerazione di gennaio, sta prendendo fiato ora. La discesa si è arrestata questa settimana a 1,1040-1,1030. Il cedimento di questo supporto potrebbe portare a un’estensione dei cali verso 1,0980 (secondo dei ritracciamenti di Fibonacci nell’ascesa partita a inizio anno) e poi a 1,09, 50% del ritracciamento sopra citato. La tenuta di questo livello sarà strategica per evitare che tutta l’impalcatura rialzista in atto nell’ultimo mese venga erosa. Dati Usa brillanti e dati canadesi molto deludenti potrebbero dare il via a una seconda onda rialzista. Il primo target rimane collocato sui massimi del 31 gennaio, a 1,1220, oltre il quale si creerebbero i presupposti per raggiungere 1,1730, picchi di luglio.

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