Tensioni Ucraina, vola il franco svizzero

Proseguono le tensioni in Ucraina questa mattina, dopo che la Russia nel week end ha occupato la Crimea su decisione del parlamento. 

A farne le spese questa mattina sono i mercati finanziari europei, con gli indici che segnano cali superiori al 2%. Particolarmente colpite risultano essere le borse e le valute dei paesi limitrofi all’Ucraina, Russia compresa. I listino principale russo segna un calo superiore al 10% in questo momento e il rublo ha aggiornato i nuovi minimi storici sia verso euro che verso dollaro. Nella prime ore della mattina è intervenuta la Banca centrale russa nel tentativo di arginare la discesa della valuta nazionale, innalzando i tassi di interesse sul Repo a 1 settimana al 7% dal 5,5%. Le vendite hanno interessato anche altre valute dei Paesi dell’Est Europa. Dalla lira turca, allo zloty polacco passando per il fiorino ungherese, le vendite sono diffuse.

Quella che era partita come una semplice rivolta di piazza, sta assumendo ora carattere di una vera e propria crisi geopolitica internazionale. Gli Usa sono intervenuti a sostegno della sovranità nazionale dell’Ucraina, condannando l’azione militare russa. Intanto altri Paesi hanno fatto sapere che sarà sospeso il G8 di Sochi, previsto a giugno. Se l’escalation delle tensioni dovesse portare a un conflitto concreto è probabile che le tensioni sui mercati potrebbe trasformarsi in qualcosa di più duraturo con movimenti in acquisto verso i cosiddetti porti sicuri, come yen e franco svizzero.

Proprio queste due valute stanno beneficiando ora del flight to quality che sta caratterizzando i mercati finanziari. Dal punto di vista tecnico, il cambio Usd/Chf si è portato nell’ultima seduta sotto quota 0,88, nuovo minimo dal novembre 2011. Se la chiusura odierna dovesse confermarsi sotto questa soglia è lecito attendersi una prosecuzione della flessione in direzione di 0,86-0,8570, bottom di ottobre 2011. Nuovi minimi anche per il cambio Eur/Chf, sceso nella notte a 1,21, livelli che non vedeva dal gennaio 2013. La direzione per questo cambio sembra essere verso 1,20, floor dettato dalla Swiss National Bank (SNB) al di sotto del quale si aprirebbe spazio per un intervento volto a stemperare la forza della divisa elvetica.

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