Ultima chiamata per Atene

È partita la speculazione sull’accordo in Grecia questa mattina, dopo la nuova proposta di Tsipras inviata ieri ai creditori europei.

Grecia  Greece Atene
Fonte: Bloomberg

Alla proposta ha fatto seguito anche una lunga telefonata tra il premier ellenico con Merkel, Hollande e Juncker.

Oggi sono attesi vari incontri a partire dalla tarda mattinata quando il presidente dell’Eurogruppo, Dijsselbloem, insieme a Draghi incontreranno Tsipras. Nel primo pomeriggio si terrà l’Eurogruppo, mentre in serata ci sarà il Consiglio Europeo. Insomma gli incontri previsti sembrano essere quelli delle grandi occasioni e questo alimenta le aspettative del mercato secondo cui questa di oggi possa essere la volta buona.

Oltre alla tranche di aiuti da 7,2 miliardi di euro, la Grecia potrebbe avanzare la richiesta di una ristrutturazione del debito, che preveda un mix di misure come lo slittamento delle scadenze dei debiti in scadenza e un taglio dei tassi di interesse nei prestiti bilaterali con i paesi della zona euro. Quest’ultimo punto non è trascurabile dato che potrebbe allontanare il pericolo che in autunno si torni a parlare di Atene.

Probabilmente oggi la seduta continuerà ad essere vissuta con una certa volatilità, man mano che arriveranno le prime dichiarazioni a margine delle varie riunioni. L'eventuale firma dell’accordo arriverà solo in serata, pertanto domani potremmo assistere a una prosecuzione dell’euforia che sta caratterizzando le borse europee questa mattina.

I mercati ci credono e ci sperano, ma se dovessero emergere nuove spaccature il malcontento e i timori di una Grexit dilagheranno. Gli acquisti sono diffusi su tutti gli indici azionari del Vecchio continente, mentre sul comparto governativo, la periferia è in forte spolvero e le vendite interessano solo gli asset sicuri, come il Bund. Di conseguenza lo spread BTp-Bund è tornato a riposizionarsi in area 130 punti base, dopo aver trascorso la scorsa settimana abbondantemente sopra i 150 punti base.

A Piazza Affari, il nostro Ftse Mib è tornato con prepotenza a posizionarsi sopra area 23 mila punti, toccando un massimo a 23.208 punti, ben lontano dai minimi toccati la scorsa settimana a 21.850 punti. In caso di accordo, gli operatori continuerebbero ad acquistare festeggiando lo scampato pericolo. Non escludiamo che in poche sedute potremmo arrivare a 24 mila punti (top di aprile) e da qui verso 24.500 punti, massimi di ottobre 2009. Occorrerebbe prestare cautela nel caso di una discesa sotto i 23 mila punti, mentre le vendite massicce potrebbero emergere nel caso di una rottura del supporto strategico collocato a 22.300 punti.

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