S&P500, tra due aree critiche

L'indice azionario più importante del mondo rimane in attesa delle decisioni della Fed prima di riprendere la direzione.

wall street  NY
Fonte: Bloomberg

Ormai ci siamo. Gli operatori mondiali restano in attesa della decisione della Federal Reserve che arriverà giovedì sera alle 20. Sebbene l'ipotesi di un rinvio del rialzo dei tassi a dicembre rimanga quella più probabile, una parte degli operatori crede in un ritocco già giovedì prossimo.


In questo momento, i fattori deterrenti a un rialzo dei tassi sarebbero due:
- da un lato, il forte rallentamento dell'economia cinese, che getta dubbi sulla ripresa globale;
- dall'altro, il violento calo dei prezzi di molte commodity, che riducono le aspettative inflattive di medio lungo periodo.


La Fed potrebbe dichiarare che i recenti timori emersi sulla Cina non sono in grado di modificare l'outlook sulla ripresa Usa e che le misure espansive del governo e della PBOC in ogni caso dovrebbero prevenire un forte rallentamento dell'economia asiatica. Sul fronte inflazione, invece, la Banca centrale statunitense potrebbe sostenere che si tratta di un movimento destinato a rientrare man mano che l'economia recupera terreno e che i prezzi così bassi potrebbero sostenere i consumi.


Ma i mercati come si comporteranno? In entrambi i casi (rialzo o rinvio) assisteremo a una forte volatilità post annuncio, dato che i mercati, in questo momento, non prezzano in pieno nessuna delle due ipotesi.


Probabilmente un ritocco dei tassi potrebbe non essere così negativo per le borse, dato che gli investitori apprezzerebbero il fatto che l'outlook sulla prima economia rimane solido. Dopo il crollo di agosto, l'S&P500 non è mai riuscito a superare quota 2.000 punti. In questo momento continua ad oscillare in area 1.950 e sembra voler attendere intorno a quest'area le decisioni della Fed.

La prima area di resistenza rimane collocata a 2.000 punti, massimi delle ultime due settimane, superati i quali l'indice metterebbe nel mirino i 2.040 punti, supporto che ha retto bene tra febbraio e agosto. Solo un riposizionamento sopra tale livello allontanerebbe il pericolo di imminenti discese e riaprirebbe l'opportunità di tornare ai massimi storici.


Il grafico, però, suggeriesce massima cautela. Nonostante la cavalcata delle borse mondiali, l'S&P500 non è stato in grado di sganciarsi dai massimi storici segnati a inizio anno in area 2.130 punti, se non per pochi punti e per quache seduta al massimo. Un segnale questo che in qualche modo preannunciava un tonfo ai primi segnali di incertezza.


In questo momento il primo supporto passa per 1.900 punti e poi verso 1.830, minimi del 24 agosto, non distanti dai bottom di ottobre 2014. Solo un cedimento di tale riferimento potrebbe portare a una discesa verso quota 1.730, minimi del 2014, dove sta approcciando anche la trend line rialzista che congiunge i minimi del 2009 e quelli del 2011. E' questo il supporto strategico che potrebbe aprire a un trend discendente di lungo periodo.

sp500

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