Tonfo del petrolio, peggior seduta da oltre 5 mesi

Brent e Wti scendono ai minimi da metà aprile, raggiungendo, rispettivamente, area 56 e 53 dollari/barile.

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Fonte: Bloomberg

L'oro nero è tornato sotto pressione negli ultimi giorni, registrando ieri la peggior seduta degli ultimi 5 mesi. Le vendite sono state accentuate da una serie di fattori, riconducibili solo in parte alla crisi greca.
Gran parte del movimento è dovuta, a nostro avviso, ai colloqui che stanno andando avanti tra gli Stati Uniti e l'Iran sul tema del nucleare. Il raggiungimento di un accordo potrebbe portare sul mercato internazionale i milioni di barili di petrolio che sono attualmente in giacenza presso i magazzini iraniani. Preoccupa anche la situazione in Cina, dove alle turbolenze dei mercati finanziari sono associati anche i timori per il rallentamento dell'economia reale.
La debole domanda in arrivo dalla seconda economia del mondo potrebbe accentuare l'eccesso di offerta di oro nero a livello globale. A peggiorare la situazione anche la notizia secondo cui la scorsa settimana sono ripartite le trivellazioni negli Stati Uniti dopo oltre 6 mesi di stop.
Dopo la ripresa delle quotazioni durante la primavera, ora i prezzi sembrano voler tornare verso i minimi di inizio anno. Ci aspettiamo che una simile situazione possa concretizzarsi in corrispondeza di un rafforzamento del biglietto verde man mano che si avvicina il rialzo dei tassi della Fed.
Il target sul Brent a fine anno rimane a 45 dollari, mentre il WTI potrebbe arrivare a 40 dollari.
 

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