Petrolio mette il turbo

Prosegue la cavalcata del petrolio in scia alle notizie arrivate dall'Ente dell'energia Usa.

Petrolio Oil Greggio WTI Brent
Fonte: Bloomberg

Ieri l'EIA (Energy Information Administration) ha fatto sapere che nel 2016 l'offerta globale dovrebbe attestarsi a 95,98 milioni di barili al giorno (bpd), in calo dello 0,1% rispetto alle stime del mese scorso. Allo stesso tempo la domanda globale dovrebbe salire di 270.000 bpd, arrivando a 95,2 milioni di barili (+0,3% rispetto alla stima precedente). L'Ente statunitense ha giustificato la revisione dell'outlook con un miglioramento della domanda in Cina.
 

La notizia ha messo subito le ali al prezzo del petrolio, con gli operatori che si attendono ora un ridimensionamento dell'eccesso di offerta che ha penalizzato l'oro nero nell'ultimo anno. Ma sarà veramente così? Le aspettative di un rallentamento globale, concretizzatesi ieri anche a seguito del report del Fondo Monetario Internazionale, lasciano ancora qualche dubbio al riguardo. Lo stesso segretario dell'OPEC (Organisation of Petroleum Exporting Countries) Abdalla el-Badri, ha fatto sapere che i prezzi potrebbero continuare a scendere sino al 2017 e che, in questo momento, ci sarebbe un eccesso di offerta di 200 milioni di barili che deve essere assorbito dal mercato. Nonostante tutto, ci aspettiamo che nel meeting dell'OPEC di novembre la produzione potrebbe rimanere invariata sui livelli attuali, soprattutto se i prezzi dovessero mantenersi in area 50 dollari/barile.

Insomma, l'incertezza rimane elevata al momento e gli occhi degli operatori di tutto il mondo rimangono rivolti proprio sulla materia prima più importante del mondo. Basti pensare solo che le strategie di politica monetaria di tutte le Banche centrali rimangono costantemente agganciate al prezzo del greggio.

Il rialzo del petrolio, intanto, sta alimentando il recupero delle commodity currency verso il biglietto verde. Rublo, peso messicano, lira turca, dollaro canadese, real brasiliano e rand sudafricano sono solo alcune delle valute che si stanno allontanando velocemente dai recenti minimi. Allo stesso tempo le aspettative inflattive tornano a salire un po' e il reddito fisso viene interessato dalle vendite.

Quali le prospettive sul greggio? Il rimbalzo è arrivato a un punto cruciale. Il WTI è arrivato questa mattina a un soffio dai 50 dollari/barile, massimi dal 22 luglio scorso. Il superamento di tale riferimento getterebbe le basi per un allungo sensibile verso 54 dollari e poi a 56,50 dollari.

Il fallimento del test dei 50 dollari potrebbe richiedere un pull back verso 48 dollari. Il cedimento di tale livello potrebbe portare a uno scivolone verso i 44 -43,70 dollari. E' questo il supporto strategico al di sotto del quale il quadro tornerebbe ad essere pessimista.

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