Oro non brillava così da giugno 2015

Il metallo prezioso ieri è tornato a vedere quota 1.200 dollari/oncia.

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Fonte: Bloomberg

Non accenna ad arrestarsi il clima di risk off sui mercati finanziari mondiali. Nella notte ha pagato dazio Tokyo, che ha chiuso con un calo del 5,4%, segnando così la peggior performance da giugno 2013. Ad appesantire in modo particolare la piazza nipponica è stato anche il forte apprezzamento dello yen, che ieri è volato verso tutte le valute mondiali. Uno yen così forte penalizza le aziende giapponesi che fondano una gran parte del business sull'export.

Il panico scatena fortissima avversione al rischio tra gli operatori. E gli effetti sono ben visibili. Se gli asset rischiosi sono bersagliati dalle vendite, i cosiddetti "porti sicuri", come: Bund, yen e oro sono oggetto di forte acquisto. E' questo il segnale più evidente di quanto sia cambiato il mood degli operatori nelle ultime settimane.


Per quanto riguarda il reddito fisso, la scelta ricade su quello governativo o corporate di altissima qualità, onde evitare spiacevoli sorprese. Tra i govies, bene soprattutto Bund e Treasury. Non solo, da segnalare che nella notte il rendimento sul decennale nipponio è scivolato sotto zero. Per la prima volta nella storia, il rendimento di un bond a 10 anni di un Paese G7 finisce in negativo.


Tra le valute, spicca il balzo dello yen, che ieri verso dollaro è volato ai massimi da fine 2014.
Ma il balzo più importante riguarda l'oro. Ieri il prezzo spot del metallo giallo è tornato sopra area 1.200 dollari/oncia, livello che non vedeva da giugno dello scorso anno. A fare da traino alle quotazioni sono stati principalmente due fattori:
- uno diretto, che riguarda gli acquisti derivanti dalla forte avversione al rischio presente sul mercato:
- uno indiretto, dovuto al deprezzamento del biglietto verde verso le principali valute mondiali.


Il balzo è stato molto importante e in molti già si chiedono sin dove possa spingersi questo recupero dell'oro. La brutta impostazione dei mercati ci spinge a non essere troppo ottimisti. Pertanto un allungo dell'oro rimane la view principale al momento, soprattutto nel caso di un superamento di area 1.200 dollari, dove i prezzi supererebbero la trend line ribassista che congiunge i massimi degli ultimi due anni.


Il target principale è costituito dalla media mobile a 200 settimane, ora in transito a 1.260 dollari. Solo un riposizionamento sopra tale riferimento potrebbe aprire a nuovi acquisti con target a 1.300 dollari, massimi da gennaio 2015.

Il primo supporto passa a 1.168 dollari e poi a 1.140 dollari, minimi di fine 2014 e inizio 2015 e 50% del ritracciamento di Fibonacci nell'ascesa partita da inizio anno. Solo un ritorno sotto tale livello potrebbe aprire a un ritorno verso 1.100 dollari.

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