Silenzio, parla la Yellen!

Il rialzo dei tassi ormai dato per certo, non dovrebbe sorprendere gli investitori che preferiranno ascoltare le parole della Yellen.

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Fonte: Bloomberg

Ci siamo, il giorno tanto atteso dagli investitori di tutto il mondo è arrivato. Questa sera alle 20 sarà pubblicato il comunicato del FOMC, il braccio operativo della Fed, all'interno del quale è atteso il rialzo dei tassi d'interesse di 25 punti base.


Crediamo che una simile notizia sia quasi completamente inclusa nei prezzi. Probabilmente gli ultimi dubbi si sono dissipati ieri dopo i dati sull'inflazione di novembre, che si è attestata ai massimi da dicembre 2014. Pertanto, l'attenzione rimane rivolta alla conferenza stampa della governatrice, Janet Yellen, prevista alle 20:30. La numero uno della Fed, dovrebbe continuare a rimanere particolarmente accomodante nei toni per non spaventare troppo il mercato. Su questo fronte, dichiarazioni che potrebbero essere apprezzate dagli investitori riguarderanno:
- l'apertura a fare un passo indietro (riportare i tassi a 0) se lo scenario sui mercati dovesse deteriorarsi. Sebbene si tratti di un'ipotesi di difficile realizzazione, dato che la Fed ammetterebbe di aver fatto un errore grossolano dopo 7 anni di tassi fermi ai minimi storici, potrebbe indurre il mercato a pensare che la Banca centrale sarà molto cauta a procedere con i rialzi successivi;
- un percorso di rialzo che sarà guidato dall'evoluzione dei dati macro Usa e dello scenario globale, senza soffermarsi troppo, però, sui downside risk (timori geopolitici, rallentamento della Cina, crollo delle quotazioni del greggio).

Crediamo, quindi, che il giusto mix di rialzo tassi con toni accomodanti, denominato "dovish hike", possa appagare i mercati. Le modalità di comunicazione saranno decisive. La Fed dovrà evitare di incappare nell'errore commesso a settembre, quando il mancato rialzo dei tassi è stato accompagnato da una conferenza stampa poco chiara sulle manovre future della Banca centrale statunitense, tanto che tra gli operatori si era diffuso il timore che la Fed avesse perso il timone dell'economia.


Cosa aspettarsi sul dollaro? Di sicuro vincerà la volatilità. Ci aspettiamo movimenti marcati in acquisto e vendita sulla divisa Usa dato che gli operatori inizialmente interpreteranno a loro modo le parole della Yellen. Preferiamo quindi affidarci ai livelli tecnici che potrebbero darci indicazioni più chiare in merito. Sul Dollar Index, che meglio rappresenta l'andamento del biglietto verde verso un paniere di valute, crediamo che possano prevalere dei movimenti al rialzo.


In questo momento il mercato staziona poco sopra 98 punti, lontano una figura dai bottom delle ultime sedute, a 97,20. Il primo supporto è dettato proprio da questo livello, al di sotto del quale la discesa potrebbe accelerare in direzione di 96,40 punti, che rappresenta l'ultimo dei ritracciamenti di Fibonacci nell'ascesa degli ultimi due mesi.

Il supporto strategico rimane a 94 punti, dove passa la trend line che congiunge i minimi del 2015 (fatta eccezione per agosto). In ogni caso, la discesa a questo livello dovrebbe arrestarsi, a patto che la Fed non decida di lasciare i tassi fermi, ipotesi molto remota.


La prima resistenza passa per 98,60 punti, livello rivelatosi chiave più volte durante l'anno. Il superamento di tale riferimento getterebbe le basi per un allungo verso 100,70 punti, massimi di marzo e di inizio dicembre. La resistenza qui è molto forte. Solo una perentoria vittoria di tale riferimento potrebbe portare l'indice ad aggiornare i massimi da aprile 2003, con primi obiettivi a 102,60.

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