Dollar Index punta verso area 90

Il biglietto verde ha aggiornato i nuovi massimi da giugno 2010, arrivando a lambire quota 88,50 punti.

bg_usd dollar united states new 11
Fonte: Bloomberg

L'indice, che sintetizza l'andamento del dollaro statunitense contro un paniere di valute, è così uscito venerdì da una lateralità che lo ha caratterizzato nelle ultime due settimane.
Lo spunto necessario è arrivato dalla particolare debolezza della moneta unica (una di quelle che ha maggior peso all'interno del basket di valute) oggetto di forti vendite dopo le parole di Draghi.
Questa settimana sarà ancora molto importante. Il flusso di dati macro che arriveranno dagli Usa e dall'Europa impatteranno non poco sia sul dollaro che sulla moneta unica, a partire già dall'IFO di questa mattina.

Gli altri appuntamenti interessanti riguarderanno la seconda stima del Pil e gli ordini di beni durevoli in Usa, in agenda, rispettivamente, domani e mercoledì. E mentre i mercati Usa festeggeranno il Thanksgiving Day e il Black Friday, in Europa gli investitori saranno con il fiato sospeso per i dati preliminari sull'inflazione di novembre di Germania ed Eurozona.
Delle figure solide dagli Usa dovrebbero garantire una certa forza al dollaro, mentre delle figure deboli sul fronte inflazione nell'eurozona dovrebbero indebolire ancora un po' la moneta unica.
Nel complesso per il Dollar Index la salita potrebbe non essere terminata qui. Dal punto di vista tecnico, l'indice rimane al ridosso dei massimi di giugno 2010, a 88,70, superati i quali si andrebbe direttamente verso area 89,15-89,20. Si tratta dei nuovi massimi da marzo 2009. Da lì, il passo verso area 90 è breve e sarebbe il nuovo massimo dal 2006.

Attenzione a eventuali brutte figure negli Usa, che potrebbero portare a una fase di discesa temporanea dell'indice. La prima area di pull back potrebbe rimanere a 88,30, sui livelli attuali. Solo un cedimento di questo target potrebbe condurre a una discesa più sensibile verso 87,30, minimi delle ultime 3 settimane. Questo è il supporto strategico al di sotto del quale l'impalcatura rialzista si deteriorerebbe sensibilmente, mettendo in pericolo l'intero rialzo dell'ultimo mese.

Trova articoli per analista

Trova un articolo

Queste informazioni sono state preparate da IG, un nome commerciale di IG Markets Limited. Oltre alla liberatoria riportata di seguito, il materiale presente in questa pagina non contiene uno storico dei nostri prezzi di trading, né alcuna offerta o incentivo a operare nell’ambito di qualsiasi strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità per l’uso che potrà essere fatto di tali commenti e per le conseguenze che ne potrebbero derivare. Non forniamo nessuna dichiarazione o garanzia in merito all’accuratezza o la completezza delle presenti informazioni, di conseguenza, chiunque agisca in base ad esse, lo fa interamente a proprio rischio e pericolo. Eventuali ricerche fornite non intendono rispondere alle esigenze o agli obiettivi di investimento di un soggetto in particolare e non sono state condotte in base ai requisiti legali previsti per una ricerca finanziaria indipendente e, pertanto, devono essere considerate come una comunicazione di ambito marketing. Anche se non siamo sottoposti ad alcuna limitazione specifica rispetto alla negoziazione sulla base delle nostre stesse raccomandazioni, non cerchiamo di trarne vantaggio prima che queste vengano fornite ai nostri clienti.

I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva. 79% dei trader al dettaglio incorrono in perdite quando fanno trading con IG. Vi preghiamo di verificare le vostre conoscenze in merito al funzionamento dei CFD e la vostra disponibilità ad utilizzare i CFD dato l’elevato rischio di perdita. I CFD sono strumenti complessi che comportano un rischio di perdita elevato dovuto alla leva.