Dax, pull back dopo i record storici

Mattinata di cali in Europa in scia a quanto accaduto a Wall Street ieri sera e questa notte in Asia. 

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Fonte: Bloomberg

I segnali di avversione al rischio sono emersi nelle ultime ore sulla scia del continuo calo delle quotazioni del greggio, che ha aggiornato i nuovi minimi dal 2010. Il sentiment degli investitori risente anche delle news che arrivano dalla Cina, dove la Banca centrale (PBOC) non è intervenuta nelle consuete operazioni di finanziamento a breve termine, alimentando i timori di rallentamento della seconda economia del mondo.

Brutte anche le figure emerse in Germania questa mattina, dove la bilancia commerciale di ottobre ha mostrato un rialzo dovuto per lo più al tonfo dell’import (peggior performance degli ultimi due anni). Il mercato si sta creando delle aspettative in vista della riunione Fed della prossima settimana, dopo le figure eccezionali emerse sul fronte non farm payrolls la scorsa settimana.

Dal punto di vista tecnico, il Dax ne approfitta per un pull back, dopo i nuovi massimi storici aggiornati la scorsa settimana, a 10.110 punti. Un primo livello di supporto rimane a 9.900 punti, al di sotto del quale l’indice potrebbe tentare l’allungo verso area 9.830 (bottom della scorsa settimana) e 9.800 punti. Vista la divergenza ribassista che si è creata con il CCI, è lecito attendersi che la fase di discesa possa continuare ancora per un po’. Il cedimento dei minimi della scorsa settimana potrebbe determinare un’estensione della flessione verso 9.700 punti, dove passa la trend line rialzista delle ultime 6 settimane, nonché il primo dei ritracciamenti di Fibonacci nell’ascesa partita a ottobre scorso. Una rottura sotto questo target potrebbe aprire a una sensibile perdita di spinta, con primo supporto a 9.475 punti. Al rialzo, solo una riproposizione sopra area 10 mila punti potrebbe aprire a un ritorno sui massimi storici a 10.110 punti e da qui verso nuovi record a 10.250 punti.

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