Borse e dollaro in spolvero, commodity sotto pressione

I dati macro statunitensi sostengono la view della Fed per un rialzo dei tassi vicino.

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Fonte: Bloomberg

Ancora un dato positivo arrivato dall'economia Usa, dopo quello sulla fiducia dei consumatori rilasciata ieri e che si è attestata ai massimi da quasi un anno. Oggi sono state le stime ADP sui nuovi posti di lavoro del settore privato dell'economia a battere, seppur di poco, le attese del mercato.

Secondo ADP, ad agosto sono stati creati 177 mila nuovi posti di lavoro contro attese di 175 mila unità. Positiva anche la revisione al rialzo del dato precedente (a 194.000 da 179.000). Il comparto dei servizi è quello che continua a fare meglio (+183 mila posti), mentre quello industriale rimane piuttosto sotto pressione (-6.000 posti).

Gli investitori sperano, a questo punto, su una lettura incoraggiante anche del report sui Non Farm Payrolls in agenda questo venerdì, le cui aspettative rimangono fissate a +175 mila unità. L'apertura di molti governatori Fed, su tutti Janet Yellen e Stanley Fischer, a un possibile e imminente rialzo dei tassi d'interesse hanno incrementato l'attenzione del mercato verso i dati macro. Probabilmente dei dati sorprendentemente positivi (sopra le 300 mila unità) potrebbero aumentare sensibilmente le aspettative su un rialzo tassi già nella riunione di settembre, mentre dati intorno o poco sotto le 200 mila unità si sposerebbero con un ritocco solo a dicembre. Solo delle figure sotto le 100 mila unità potrebbero allontanare questa view.

Intanto le borse riprendono la corsa. I listini europei hanno recuperato le perdite di agosto e potrebbero chiudere così il secondo mese consecutivo con il segno più. Anche Wall Street rimane posizionata (salvo chiusura di oggi) per chiudere il 6° mese consecutivo in rialzo, evento questo che non accadeva dal 2013.

L'incremento delle probabilità di rialzo dei tassi d'interesse della Fed mettono le ali al biglietto verde, con il dollar Index ai massimi da 3 settimane.

Proprio il dollaro forte starebbe mettendo pressione alle commodity, con il petrolio e l'oro in calo.

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