Banche europee nuovamente sotto pressione

Sul mercato riemergono i timori affiorati a inizio anno.

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Fonte: Bloomberg

Ripiegano le borse europee questa mattina in scia alla debolezza del comparto bancario. Il settore rimane sotto torchio dopo i cali accusati nelle ultime sedute. I problemi emersi nelle prime settimane dell’anno tornano ad impensierire gli investitori. La bassa redditività legata al margine d’intermediazione particolarmente contenuto rimane una spina nel fianco per il settore.

Nonostante le nuove mosse di Draghi (soprattutto in termini di TLTRO con tassi in negativo) vadano incontro alle esigenze degli istituti di credito, gli investitori continuano a rimanere molto dubbiosi sulle prospettive future. Il clima di tassi bassi potrebbe durare per molti anni e questo potrebbe penalizzare le aspettative future di crescita ancora a lungo, tanto da sollevare dubbi sulla tenuta del sistema.

Su tutti spicca, Deutsche Bank, attaccata dal mercato già a inizio anno. Il bilancio del colosso tedesco rimane appesantito da elevate esposizioni su alcuni derivati, con controparti non di prim'ordine.

In Italia le cose non vanno meglio. Nonostante la solidità riconosciuta del sistema, molte banche sono in difficoltà nella gestione dei crediti deteriorati, i cosiddetti Non Performing Loans (NPLs). Mentre altri Paesi europei hanno creato una vera e propria bad bank già diversi anni fa, allegerendo i bilanci del sistema bancario, nel Belpaese l’approccio è stato ritardato e giudicato poco efficace. A dimostrazione di ciò, a distanza di diversi mesi dalla legge sulla gestione dei crediti deteriorati, nessun istituto ha ancora aderito allo schema.

Cosa aspettarsi?

Rimaniamo piuttosto scettici sulle possibilità di recupero di breve termine del comparto bancario. In questo momento i grandi gestori continuano a preferire titoli difensivi e industriali non ciclici, in vista anche di un ritorno delle turbolenze sui mercati finanaziari.

Rimanendo sul comparto bancario, il titolo più apprezzato rimane Intesa Sanpaolo. La banca continua a mantenere ratio patrimoniali molto più solidi rispetto alla media europea, pertanto dovrebbe performare meglio rispetto all'intero comparto.

Dal punto di vista grafico, il titolo sta testando il supporto collocato a 2,37-2,40 euro. Il cedimento di tale riferimento aprirebbe a un'estensione della flessione in direzione di 2,24 euro e poi a 2,15, minimo di febbraio. E' questo il livello al di sotto del quale la discesa potrebbe prendere il largo in direzione di 2 euro, bottom toccato più volte durante l'estate 2014. Per un ritorno di positività è necessario un riposizionamento sopra 2,50 euro, elemento in grado di aprire a un allungo verso 2,90 euro.

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