Banche, mal comune mezzo gaudio. Prospettive su Intesa SanPaolo

Prosegue il rimbalzo delle banche in Europa dopo la buona prova di venerdì.

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Fonte: Bloomberg

Si prospetta un'altra seduta positiva per i titoli del settore finanziario. Sul comparto, però, rimane altissima la speculazione in vista di probabili nuovi interventi del governo Renzi volti a ripianare la difficile situazione di alcuni istituti italiani. Nonostante i continui colloqui con Bruxelles, le misure, però, tardano ad arrivare e presto i mercati potrebbero tornare ad innervosirsi. La deadline più importante è quella del 29 luglio, giorno in cui saranno pubblicati gli stress test dell’Eba. Non escludiamo che, in mancanza di qualche misura, le tensioni possano emergere già prima di quell’evento.

Quello che era apparso come un problema italiano, negli ultimi giorni sembrano aver assunto una dimensione più europea. Seppur con problemi differenti, i nomi che circolano tra i vari desk sono sempre gli stessi: Deutsche Bank e le Landesbank (soprattutto Bremer Bank).

La struttura dei ricavi particolarmente debole su cui poggia il sistema bancario europeo e i problemi relativi agli NPLs delle banche italiane sono elementi in grado di generare una crisi sistemica di proporzioni globali.

Non crediamo che i rialzi degli ultimi due giorni siano sintomo di un cambiamento di sentiment del mercato sul comparto. Un temporeggiamento oltre le attese potrebbe far ripartire le vendite, con i recenti minimi che potrebbero essere nuovamente testati.

Nello specifico, i titoli delle banche italiane rimangono altamente suscettibili di nuove vendite.

Dal punto di vista trading, Intesa Sanpaolo si è sganciata bene dai minimi delle ultime due settimane. La prima resistenza rimane collocata a 1,80, massimi del primo luglio da cui sono ripartite le vendite, nonché secondo dei ritracciamenti di Fibonacci nel calo post Brexit. Un superamento di questo livello potrebbe aprire a un allungo verso 1,89, 50% del ritracciamento suddetto, nonché massimi raggiunti dopo il referendum sulla Brexit. Solo un superamento di tale riferimento potrebbe garantire un ritorno verso 2,25, dove andrebbe a chiudere il gap down lasciato aperto all’indomani del referendum Brexit.

Molto improbabile che il titolo vada sopra questo livello, anche nel caso di misure volte a salvaguardare il sistema bancario italiano, visto il permanere di un certo grado di incertezza sull’outlook globale e sulla Brexit.

Il primo supporto passa a 1,70, al di sotto del quale si assisterebbe a una sensibile perdita di spinta, con target 1,55 e poi 1,50. 

Intesa Sanpaolo SpA (-)
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