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STAGIONE DELLE TRIMESTRALI

Apple, trimestre record non basta: guidance e vincoli sui chip affondano il titolo

Ricavi e utili superano le attese grazie alla forte domanda di iPhone e Mac. I rimborsi tariffari migliorano però la qualità dei risultati, mentre la guidance segnala crescita più lenta, margini sotto pressione e vincoli produttivi in aumento

Fonte: Bloomberg

Written by

Filippo A. Diodovich

Filippo A. Diodovich

Senior Market Strategist

Data di pubblicazione

Apple supera le attese, ma il mercato guarda oltre i numeri

Apple ha chiuso il terzo trimestre dell’anno fiscale 2026 con risultati superiori alle attese e nuovi record per il periodo aprile-giugno. La reazione del mercato è stata tuttavia nettamente negativa: dopo la chiusura a 333,43 dollari del 30 luglio, il titolo cede oltre il 7% nel premarket e scivola verso area 309-310 dollari.

Il problema non è tanto il trimestre appena concluso, quanto la combinazione tra una guidance inferiore alle aspettative, vincoli produttivi destinati ad aumentare e una qualità degli utili meno brillante di quanto suggerisca il dato principale.

Apple ha registrato ricavi per 109,42 miliardi di dollari, in crescita del 16,4% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno e sopra il consensus vicino a 109 miliardi. L’utile netto è salito del 27,1% a 29,79 miliardi, mentre l’utile diluito per azione ha raggiunto 2,02 dollari, contro attese di 1,89 dollari.

Rimborsi tariffari: quanto vale realmente il “beat” sull’utile?

I dati headline sono molto forti, ma vanno letti con attenzione. Apple ha beneficiato di rimborsi tariffari che hanno aggiunto circa 0,11 dollari all’utile per azione. Escludendo questa componente, l’EPS si sarebbe attestato intorno a 1,91 dollari: ancora leggermente superiore alle attese, ma con una sorpresa decisamente più contenuta.

Lo stesso vale per il margine lordo, salito al 50,1% dal 49,3% del trimestre precedente. Circa due punti percentuali derivano però dai rimborsi tariffari. Al netto di questo beneficio, il margine sarebbe stato vicino al 48,1%, sostanzialmente al centro della precedente guidance aziendale. La trimestrale rimane quindi positiva, ma una parte rilevante della sorpresa sull’utile è di natura non ricorrente.

iPhone e Mac trascinano la crescita

Il trimestre mostra una forte accelerazione delle vendite hardware, soprattutto per i due segmenti principali.

  • iPhone: ricavi per 54,25 miliardi di dollari, in aumento del 21,7% e sopra le attese di 53,86 miliardi. È il miglior risultato mai registrato da iPhone in un trimestre fiscale di giugno, sostenuto dalla famiglia iPhone 17.
  • Mac: ricavi per 10,35 miliardi, in crescita del 28,7% e ampiamente superiori al consensus di 8,74 miliardi. La domanda è stata trainata da MacBook Neo e MacBook Pro, nonostante gli aumenti dei prezzi.
  • Services: ricavi record per un trimestre di giugno a 30,74 miliardi, in crescita del 12,1% annuo ma sotto le attese di circa 31,22 miliardi. Rispetto ai 30,98 miliardi del trimestre precedente, il segmento registra una lieve flessione sequenziale dello 0,8%. Il management ha indicato pressioni sui ricavi da mobile gaming e gli effetti delle modifiche al modello dell’App Store in alcuni mercati.
  • iPad: ricavi per 6,19 miliardi, in calo del 5,9%. Apple ha attribuito la contrazione al difficile confronto con il lancio dell’iPad con chip A16 avvenuto nell’anno precedente.
  • Wearables, Home and Accessories: ricavi per 7,88 miliardi, in progresso del 6,5%.

Grande Cina sotto le attese, ma in forte crescita annuale

I ricavi della Grande Cina si sono attestati a 18,82 miliardi di dollari, sotto le stime vicine a 19,67 miliardi. Parlare semplicemente di “debolezza” sarebbe però fuorviante: il fatturato nella regione è aumentato del 22,4% rispetto ai 15,37 miliardi dello scorso anno.

Il dato rappresenta quindi un mancato raggiungimento delle aspettative particolarmente elevate del mercato, più che una vera contrazione dell’attività. Il parco installato globale ha intanto superato i 2,5 miliardi di dispositivi attivi, mentre gli abbonamenti a pagamento hanno oltrepassato quota 1,5 miliardi.

La guidance raffredda le aspettative

Il principale elemento negativo è rappresentato dalle indicazioni sul trimestre fiscale di settembre. Apple prevede una crescita dei ricavi compresa tra il 9% e l’11% su base annua, nettamente inferiore al +16% appena riportato e sotto il consensus di Wall Street, vicino al 12%.

Il rallentamento dovrebbe dipendere soprattutto da due fattori:

  • un impatto valutario negativo di circa 2,5 punti percentuali;
  • un aumento significativo dei vincoli di fornitura su iPhone, Mac e iPad.

Il margine lordo è previsto tra il 47% e il 48%, includendo ancora circa un punto percentuale di beneficio legato ai rimborsi tariffari. Al netto di tale effetto, la redditività sottostante potrebbe quindi risultare inferiore rispetto al trimestre appena concluso.

Un problema di domanda, ma non solo

Secondo Tim Cook, i vincoli non derivano da problemi operativi tradizionali presso i fornitori. Apple deve fare i conti con la capacità limitata delle linee produttive più avanzate utilizzate per realizzare i chip destinati a iPhone, Mac e iPad, a fronte di una domanda per iPhone e Mac superiore alle previsioni.

Si tratta in parte di un “problema di lusso”: la domanda resta robusta, ma Apple non dispone della flessibilità produttiva necessaria per soddisfarla completamente. Le vendite potrebbero quindi essere rinviate ai trimestri successivi anziché definitivamente perse.

Il quadro è però complicato dall’aumento dei prezzi delle memorie. Questi costi continueranno a salire nel trimestre di settembre e hanno già contribuito agli aumenti di prezzo applicati su alcuni Mac e iPad. Il mercato teme che Apple possa essere costretta a scegliere tra una maggiore pressione sui margini e nuovi rincari, potenzialmente estesi anche alla prossima generazione di iPhone.

La nostra view

La trimestrale conferma che la domanda per i prodotti Apple rimane molto forte, soprattutto per iPhone e Mac. La reazione negativa non segnala quindi, almeno per ora, una crisi del ciclo commerciale.

Il mercato sta piuttosto riprezzando tre elementi: la decelerazione prevista per il trimestre di settembre, l’aumento dei vincoli produttivi e la possibilità che la pressione sui costi delle memorie riduca i margini o renda necessari ulteriori aumenti dei prezzi.

A questi livelli di valutazione, numeri semplicemente buoni non sono più sufficienti. Dopo la forte salita delle ultime settimane, Apple avrebbe avuto bisogno di una guidance capace di sostenere aspettative già molto elevate. È proprio qui che la trimestrale ha deluso.

Sul piano della governance, quella del 30 luglio è stata l’ultima conference call di Tim Cook come amministratore delegato. John Ternus assumerà ufficialmente il ruolo di CEO il 1° settembre, aprendo una nuova fase per il gruppo proprio mentre Apple deve gestire vincoli produttivi, inflazione dei componenti e la difficile monetizzazione dei nuovi servizi legati all’intelligenza artificiale.

Highlights


  • Ricavi record per il trimestre di giugno a 109,42 miliardi di dollari

  • EPS a 2,02 dollari, ma 0,11 dollari derivano da rimborsi tariffari

  • iPhone e Mac crescono rispettivamente del 21,7% e del 28,7%

  • Guidance sul fatturato al +9%-11%, sotto il consensus vicino al 12%

  • Titolo in calo di oltre il 7% nel premarket, verso area 309-310 dollari

  • Grafico Daily Apple (24 Hours)

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