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STAGIONE DELLE TRIMESTRALI

Microsoft alla prova dell’AI: Azure, capex e Copilot al centro della trimestrale

Microsoft pubblicherà domani i risultati del 4T fiscale 2026. Il mercato guarda oltre ricavi e utili: a decidere la reazione del titolo saranno soprattutto la crescita di Azure, la monetizzazione di Copilot e la sostenibilità degli investimenti record nell’intelligenza artificiale.

Fonte: Bloomberg

Written by

Filippo A. Diodovich

Filippo A. Diodovich

Senior Market Strategist

Data di pubblicazione

Quando pubblica Microsoft?

Microsoft pubblicherà i risultati del quarto trimestre dell’anno fiscale 2026, relativo al periodo aprile-giugno, mercoledì 29 luglio dopo la chiusura dei mercati statunitensi. La conference call con il CEO Satya Nadella e la CFO Amy Hood è prevista alle 23:30 in Italia.

L’appuntamento assume un’importanza particolare perché coincide con la chiusura dell’esercizio fiscale e porterà con sé anche le prime indicazioni sull’anno fiscale 2027.

Il baricentro della trimestrale, tuttavia, si è spostato. Dopo diversi trimestri caratterizzati da risultati superiori alle attese, per il mercato non sarà più sufficiente assistere a un nuovo superamento del consenso.

Gli investitori vogliono soprattutto capire se gli enormi investimenti sostenuti da Microsoft nell’intelligenza artificiale stiano iniziando a tradursi in una crescita dei ricavi e dei profitti abbastanza solida da giustificare l’aumento della spesa.

Il vero test sarà quindi rappresentato dalla combinazione tra crescita di Azure, andamento del capex, tenuta dei margini e monetizzazione di Copilot.

I numeri attesi

Il consenso stima ricavi complessivi intorno agli 87,7 miliardi di dollari, in crescita di circa il 15% rispetto allo stesso periodo dello scorso anno.

La previsione si colloca nella parte alta della guidance indicata dalla stessa Microsoft, compresa tra 86,7 e 87,8 miliardi di dollari.

L’utile per azione rettificato è invece atteso intorno a 4,24 dollari.

All’interno delle divisioni, l’Intelligent Cloud, che comprende Azure, i prodotti server e GitHub, dovrebbe generare ricavi vicini ai 38 miliardi di dollari, con una crescita intorno al 28%.

Microsoft arriva all’appuntamento dopo un terzo trimestre fiscale particolarmente solido. I ricavi erano saliti a 82,9 miliardi di dollari, in aumento del 18% su base annua, superando le attese ferme a 81,39 miliardi. L’EPS rettificato aveva raggiunto 4,27 dollari, contro un consenso di 4,06 dollari.

Nonostante il doppio “beat”, il titolo aveva però chiuso la seduta successiva in calo del 4%. Il mercato aveva infatti concentrato l’attenzione soprattutto sulla previsione di investimenti per circa 190 miliardi di dollari nell’intero anno solare 2026.

Questo precedente mostra chiaramente come la reazione del titolo dipenda ormai più dalla qualità della guidance e dalla sostenibilità della spesa che dal semplice superamento delle stime trimestrali.

Azure resta il principale banco di prova

Azure sarà ancora una volta il dato più importante della trimestrale.

Durante la call sui risultati del terzo trimestre, il management aveva indicato per il periodo aprile-giugno una crescita compresa tra il 39% e il 40% a valuta costante, in leggera accelerazione rispetto ai tre mesi precedenti.

Le stime pubblicate dagli analisti si collocano su livelli analoghi. Come spesso accade con Microsoft, tuttavia, la vera soglia da superare potrebbe essere quella delle aspettative implicite del mercato, probabilmente superiori alla guidance ufficiale.

In passato, infatti, una crescita di Azure in linea con le indicazioni aziendali, ma leggermente inferiore alle attese più ottimistiche degli investitori, è stata sufficiente a provocare una reazione negativa del titolo.

Nel trimestre precedente Azure e gli altri servizi cloud erano cresciuti del 40% a valuta costante, sostenuti dalla forte domanda legata all’intelligenza artificiale.

Un dato inferiore al 39% riaprirebbe quindi con forza il dibattito sul rapporto tra spesa infrastrutturale e ricavi effettivamente generati dall’AI.

Il vincolo di capacità può limitare la crescita

La lettura del dato su Azure dovrà però tenere conto anche dei vincoli di capacità.

Microsoft ha scelto di destinare parte della potenza di calcolo disponibile ai propri prodotti e servizi, tra cui Microsoft 365 Copilot, GitHub Copilot e le funzionalità AI integrate nei motori di ricerca e nelle applicazioni aziendali.

Di conseguenza, il tasso di crescita di Azure non riflette soltanto l’andamento della domanda esterna, ma anche le decisioni interne su come allocare la capacità disponibile.

Una crescita leggermente inferiore alle attese non significherebbe quindi necessariamente un rallentamento della domanda. Potrebbe anche indicare che una quota maggiore dell’infrastruttura è stata riservata ai prodotti proprietari, sui quali Microsoft punta per generare margini e ricavi nel medio periodo.

Per il mercato, tuttavia, questa spiegazione sarà convincente soltanto se accompagnata da segnali concreti di monetizzazione.

Capex sopra i 40 miliardi nel trimestre

Il tema più delicato resta quello degli investimenti.

Per il quarto trimestre Microsoft ha indicato una spesa in conto capitale superiore ai 40 miliardi di dollari, il valore trimestrale più elevato mai previsto dalla società.

Nel terzo trimestre il capex si era attestato a circa 31,9 miliardi di dollari, in aumento di quasi il 50% su base annua.

Per l’intero anno solare 2026 l’azienda prevede investimenti per circa 190 miliardi di dollari, destinati principalmente alla costruzione di data center, all’acquisto di chip e server e all’ampliamento della capacità necessaria per sostenere i carichi di lavoro legati all’intelligenza artificiale.

Di questa cifra, circa 25 miliardi di dollari sarebbero riconducibili all’aumento dei prezzi dei componenti. Soltanto nel quarto trimestre, il rincaro di memorie e hardware dovrebbe incidere per circa 5 miliardi.

A nostro avviso, il nodo centrale non è la dimensione assoluta della spesa, ma la velocità con cui gli investimenti crescono rispetto alla generazione di cassa.

Il mercato vuole capire se Microsoft sia vicina a un punto in cui l’espansione dei ricavi AI possa iniziare a compensare la pressione esercitata sui margini dal costo dell’infrastruttura.

Margini cloud sotto pressione

L’aumento della spesa per data center, semiconduttori e componenti sta esercitando una pressione crescente sui margini lordi del cloud.

Microsoft deve continuare ad ampliare la capacità per rispondere a una domanda che rimane elevata, ma nel breve periodo questa espansione comporta maggiori ammortamenti, costi energetici e spese operative.

La discriminante sarà quindi rappresentata dalle indicazioni del management sulla possibile stabilizzazione dei margini.

Un percorso credibile verso un miglioramento della redditività, nonostante il capex ancora in aumento, potrebbe rassicurare gli investitori.

Al contrario, una nuova revisione al rialzo degli investimenti accompagnata da margini ancora sotto pressione aumenterebbe i dubbi sulla sostenibilità finanziaria della strategia AI.

Copilot deve dimostrare di generare ricavi

Sul fronte della monetizzazione, Copilot rappresenta il secondo grande banco di prova.

Nel trimestre precedente le postazioni a pagamento avevano superato i 20 milioni, con una crescita superiore al 250% rispetto all’anno precedente.

Gli investitori cercheranno indicazioni sull’aumento sequenziale delle licenze, sull’utilizzo effettivo dei servizi e sull’evoluzione del ricavo medio per utente.

Il numero di postazioni, da solo, non sarà infatti sufficiente. Il mercato vorrà capire quanto Copilot stia contribuendo concretamente alla crescita di Microsoft 365, GitHub e degli altri prodotti aziendali.

Nel terzo trimestre, la divisione Productivity and Business Processes aveva registrato ricavi per circa 35 miliardi di dollari, in aumento del 17% su base annua. All’interno della divisione, Microsoft 365 Commercial Cloud era cresciuto del 19%, mentre Microsoft 365 Consumer Cloud aveva segnato un progresso del 33%.

Questi dati confermano una base di crescita solida, ma la trimestrale dovrà dimostrare che l’integrazione dell’AI sta producendo un’accelerazione aggiuntiva e non soltanto un aumento dei costi.

Il portafoglio ordini offre visibilità

Un elemento positivo è rappresentato dai ricavi contrattualizzati ma non ancora riconosciuti, i cosiddetti Remaining Performance Obligations.

Nel trimestre precedente gli RPO avevano raggiunto circa 633 miliardi di dollari, in crescita del 97% su base annua e in larga parte legati ai servizi cloud.

Questo portafoglio offre una visibilità significativa sulla crescita futura, perché comprende contratti pluriennali già sottoscritti che verranno contabilizzati progressivamente nei prossimi trimestri.

Il mercato cercherà tuttavia di capire quanto di questa crescita sia legato alla domanda organica dei clienti e quanto dipenda da contratti di grandi dimensioni, che possono rendere l’andamento degli RPO più volatile da un trimestre all’altro.

La prima guidance sull’anno fiscale 2027

Essendo l’ultimo trimestre dell’esercizio, la prima guidance sull’anno fiscale 2027 sarà il secondo grande focus della giornata.

Gli investitori vogliono capire se Microsoft descriverà l’attuale fase di spesa come uno sprint temporaneo per conquistare il mercato dell’intelligenza artificiale oppure come l’inizio di un ciclo di investimenti pluriennale.

Il modo in cui Satya Nadella e Amy Hood inquadreranno l’equilibrio tra domanda, capacità, margini e capex avrà probabilmente un impatto maggiore rispetto ai risultati del trimestre appena concluso.

Una guidance che confermasse una crescita robusta di Azure, insieme a una graduale stabilizzazione dei margini, potrebbe sostenere il titolo.

Indicazioni prudenti sulla redditività o un nuovo aumento della spesa rischierebbero invece di accentuare la pressione sulle quotazioni.

La lettura di IG

A nostro avviso, la trimestrale di Microsoft deve essere interpretata meno come una verifica sulla capacità di battere le stime e più come un test sulla qualità della crescita e sulla disciplina finanziaria.

Il fulcro della reazione sarà probabilmente rappresentato dalla combinazione tra il tasso di crescita di Azure e il tono della guidance sui margini per il 2027.

I principali rischi da monitorare

I principali fattori di rischio sono:

  • una crescita di Azure inferiore alle aspettative implicite del mercato;
  • un capex ancora in revisione al rialzo;
  • una generazione di cassa incapace di tenere il passo con l’aumento degli investimenti;
  • una guidance 2027 prudente sulla redditività;
  • una pressione prolungata sui margini lordi del cloud;
  • segnali di monetizzazione di Copilot inferiori alle attese.

La trimestrale sarà quindi un passaggio decisivo non soltanto per Microsoft, ma anche per l’intero comparto tecnologico.

Highlights

 

  • Risultati attesi mercoledì 29 luglio, dopo la chiusura di Wall Street

  • Ricavi stimati a circa 87,7 miliardi di dollari ed EPS rettificato a 4,24 dollari

  • Azure atteso in crescita del 39-40% a valuta costante

  • Capex trimestrale previsto sopra i 40 miliardi di dollari

  • Focus sulla monetizzazione di Copilot e sulla prima guidance per l’anno fiscale 2027

     

  • Grafico Daily Microsoft

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