CRISI IN MEDIO ORIENTE
Il ritorno del rischio geopolitico in Medio Oriente, le tensioni USA-Iran e i timori su Hormuz riaccendono gli acquisti sul petrolio.
Il petrolio torna protagonista sui mercati finanziari. Il WTI Light Crude ha accelerato con decisione nella seduta odierna, riportandosi verso area 74 dollari al barile, in un movimento che riflette il rapido ritorno del premio al rischio geopolitico sui prezzi dell’energia.
Il rialzo è legato soprattutto alla nuova escalation tra Stati Uniti e Iran, dopo gli attacchi nell’area dello Stretto di Hormuz e le successive risposte militari americane. I prezzi del petrolio sono ovviamente saliti di oltre il 3% proprio per i timori di nuove interruzioni alle forniture in Medio Oriente.
Il primo fattore è il ritorno del rischio su Hormuz, uno dei passaggi più sensibili al mondo per il commercio energetico. Anche senza una chiusura formale dello Stretto, il solo aumento del rischio militare può rendere più costose le assicurazioni, i trasporti e le rotte alternative, spingendo gli operatori ad acquistare greggio come copertura contro possibili shock di offerta.
Il secondo elemento riguarda le sanzioni USA sul greggio iraniano. Washington ha reintrodotto restrizioni sulle vendite di petrolio iraniano, aumentando il timore che una parte dell’offerta possa uscire dal mercato o diventare più difficile da acquistare.
Il movimento odierno non va letto solo come un rimbalzo tecnico. Dopo le correzioni delle ultime settimane, il mercato stava iniziando a prezzare uno scenario più favorevole: tregua fragile, riapertura dei flussi e minori rischi sulle rotte energetiche. La nuova escalation ha costretto gli investitori a rivedere rapidamente questa ipotesi.
Nel breve periodo il focus resta su tre variabili: evoluzione delle tensioni USA-Iran, sicurezza delle rotte nello Stretto di Hormuz e dati sulle scorte americane. Un’ulteriore escalation potrebbe spingere il WTI verso nuovi target rialzisti, soprattutto se il mercato iniziasse a prezzare un rischio concreto di interruzione dell’offerta.
Al contrario, segnali diplomatici più distensivi o dati sulle scorte meno tirati potrebbero favorire prese di profitto, dopo un rialzo già molto rapido. In sintesi, il petrolio sale perché il mercato sta ricostruendo un premio al rischio geopolitico che nelle ultime sedute si era parzialmente sgonfiato.
Due sessioni consecutive di forte recupero per il WTI Light Crude dopo l’aumento delle tensioni in Medio Oriente. Le quotazioni sono salite fino a $74,30, superando le resistenze dinamiche rappresentate dalle EMA 8 ed EMA 21.
A nostro avviso, i prezzi hanno ora messo nel mirino la successiva resistenza a $75,52, area di transito dell’EMA 28. Il superamento di questo livello potrebbe creare i presupposti per un’estensione del rialzo verso $78,15, massimo del 21 giugno, e successivamente verso $80, area di passaggio dell’EMA 50.
Primi segnali negativi arriverebbero invece con il cedimento del supporto a $71,35, evento che potrebbe preludere a una correzione verso $68,80 e $67,80.
Rialzista (principale):
sopra $75,52 → possibile estensione del rialzo verso $78,15;
sopra $78,15 → spazio per un allungo verso $80.
Ribassista (alternativo):
sotto $71,35 → possibile discesa verso $68,80;
sotto $68,80 → spazio per un affondo verso $67,80.
Il quadro tecnico di breve del WTI è migliorato dopo due sedute consecutive di spike rialzisti e il ritorno sopra EMA 8 ed EMA 21. Il superamento di $75,52 rappresenterebbe una conferma importante della forza in atto, aprendo spazio a un’estensione verso $78,15 e $80. Al contrario, la perdita di $71,35 indebolirebbe nuovamente l’impostazione di brevissimo, riportando il focus sui supporti a $68,80 e $67,80.
Queste informazioni sono state predisposte da IG Europe GmbH e IG Markets Limited. Il contenuto di questa pagina non contiene registrazioni dei nostri prezzi, né costituisce un’offerta o una sollecitazione a effettuare operazioni su un determinato strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità in merito all’uso che potrebbe essere fatto di questi commenti e alle eventuali conseguenze che ne potrebbero derivare. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia circa l’accuratezza o la completezza di tali informazioni. Di conseguenza, chiunque agisca per proprio conto lo fa interamente a proprio rischio. Tutte le ricerche citate non tengono conto degli specifici obiettivi di investimento, della situazione finanziaria o delle esigenze particolari di ciascun investitore che potrebbe riceverle. Queste informazioni non sono state predisposte in conformità ai requisiti di legge volti a promuovere l’indipendenza della ricerca sugli investimenti e, pertanto, sono considerate una comunicazione di marketing. Sebbene non siamo specificamente vincolati a operare prima delle nostre raccomandazioni, non cerchiamo di trarne profitto prima che siano fornite ai nostri clienti.