Vai al contenuto

Le opzioni e CFD sono strumenti complessi ad alto rischio di perdita di capitale dovuto alla leva. 72% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore. Valutate se potete permettervi di correre l’elevato rischio di perdere il vostro denaro. 72% di conti di investitori al dettaglio perdono denaro a causa delle negoziazioni in CFD con questo fornitore.

FOREX

BCE verso una pausa: rischio di un rialzo a settembre

La Banca centrale europea dovrebbe mantenere invariato il costo del denaro nella riunione del 23 luglio. Il rallentamento dell’inflazione concede tempo a Francoforte, ma il nuovo aumento dei prezzi energetici e le tensioni in Medio Oriente potrebbero riportare in primo piano l’ipotesi di una stretta a settembre.

Fonte: Bloomberg

Written by

Filippo A. Diodovich

Filippo A. Diodovich

Senior Market Strategist

Data di pubblicazione

 

La Banca centrale europea si prepara a mantenere invariato il costo del denaro nella riunione di giovedì 23 luglio, dopo il rialzo di 25 punti base deciso a giugno, il primo dal 2023.

Il tasso sui depositi dovrebbe quindi rimanere fermo al 2,25%, mentre il tasso sulle operazioni di rifinanziamento principali resterebbe al 2,40% e quello sui prestiti marginali al 2,65%. I nuovi livelli sono entrati in vigore il 17 giugno.

La decisione di politica monetaria sarà pubblicata alle 14:15, mentre la conferenza stampa della presidente Christine Lagarde inizierà alle 14:45. La riunione non prevede la pubblicazione di nuove proiezioni macroeconomiche, che saranno aggiornate nel meeting del 10 settembre.

Il mantenimento dello status quo rappresenta lo scenario nettamente prevalente. La vera partita non si giocherà quindi sulla decisione immediata, ma sulle indicazioni che Lagarde offrirà riguardo alle prossime mosse del Consiglio direttivo.

Inflazione in calo, ma ancora sopra il target

A sostenere l’ipotesi di una pausa è soprattutto il rallentamento dell’inflazione nell’Eurozona. A giugno, la crescita annuale dei prezzi al consumo è scesa al 2,8%, dal 3,2% di maggio, mentre l’inflazione core si è attestata al 2,4%.

La frenata riduce l’urgenza di un nuovo intervento immediato, soprattutto dopo la stretta decisa nel meeting precedente. Il dato complessivo rimane tuttavia superiore all’obiettivo del 2% fissato dalla BCE e il miglioramento registrato a giugno potrebbe rivelarsi temporaneo.

Le proiezioni pubblicate a giugno indicavano infatti un’inflazione media del 3% nel 2026, destinata a scendere al 2,3% nel 2027 e al 2% nel 2028. La BCE ha inoltre ribadito che le proprie decisioni continueranno a dipendere dai dati, dalle dinamiche dell’inflazione sottostante e dalla trasmissione della politica monetaria, senza impegnarsi anticipatamente su uno specifico percorso dei tassi.

Energia e Medio Oriente al centro del dibattito

Il principale fattore di rischio continua a essere rappresentato dall’aumento dei prezzi energetici. Le tensioni tra Stati Uniti e Iran e il rischio di interruzioni delle forniture nella regione hanno riportato il petrolio su livelli elevati, alimentando i timori di una nuova accelerazione dell’inflazione europea.

Il WTI è salito di oltre il 45% dall’inizio dell’anno, mentre il Brent ha nuovamente superato la soglia degli 85 dollari al barile. Un conflitto più lungo o nuove tensioni attorno allo Stretto di Hormuz potrebbero aumentare ulteriormente il costo dell’energia importata dall’Eurozona.

Per i membri più restrittivi del Consiglio direttivo, il rischio è che lo shock energetico non rimanga circoscritto a petrolio e gas, ma inizi gradualmente a trasferirsi sui prezzi finali, sui salari e sulle aspettative di inflazione di famiglie e imprese.

Le componenti più accomodanti possono invece sottolineare che, almeno per il momento, non sono emersi forti effetti di secondo livello. L’inflazione core sta rallentando e l’aumento dell’energia non sembra ancora essersi trasformato in una pressione generalizzata sui prezzi interni.

Questa contrapposizione dovrebbe spingere la BCE a prendere tempo a luglio, senza però chiudere la porta a un nuovo intervento dopo l’estate.

BCE in controtendenza, ma l’euro continua a indebolirsi

La divergenza tra le principali banche centrali rappresenta uno degli aspetti più interessanti dell’attuale scenario. La BCE è infatti l’unica grande autorità monetaria ad aver recentemente avviato una nuova fase di rialzi, mentre la Federal Reserve resta per il momento in attesa.

Nonostante questa divergenza, l’euro non è riuscito a beneficiare pienamente dell’orientamento più restrittivo di Francoforte. Nelle ultime sedute EUR/USD ha perso terreno, tornando verso area 1,14.

A penalizzare la moneta unica è stato soprattutto il nuovo aumento delle tensioni geopolitiche in Medio Oriente, che ha favorito la domanda di dollari come valuta rifugio. L’intensificarsi del conflitto tra Stati Uniti e Iran ha sostenuto il biglietto verde e indebolito l’euro, nonostante le aspettative di una BCE più aggressiva rispetto alla Fed.

Questo significa che la politica monetaria non è attualmente l’unico fattore capace di guidare il cambio. Anche una BCE moderatamente restrittiva potrebbe non essere sufficiente a sostenere stabilmente EUR/USD se la crisi mediorientale dovesse continuare a rafforzare la domanda di asset denominati in dollari.

Nuovo rialzo possibile a settembre

Lo scenario centrale rimane quello di una pausa a luglio, seguita da un possibile rialzo di 25 punti base nella riunione del 10 settembre.

La BCE potrebbe tuttavia evitare qualsiasi impegno esplicito. Lagarde dovrebbe ribadire che le future decisioni saranno adottate riunione per riunione e dipenderanno dall’evoluzione dei dati macroeconomici, delle pressioni inflazionistiche e dei prezzi energetici.

Il mercato cercherà soprattutto di capire se la pausa di luglio rappresenti una semplice fase di osservazione oppure se il rialzo di giugno sia stato un intervento isolato.

Un passaggio particolarmente importante riguarderà gli effetti dello shock energetico. Se Lagarde dovesse insistere sui rischi di una trasmissione ai salari e alle aspettative di inflazione, aumenterebbero le probabilità di una nuova stretta a settembre.

Al contrario, una maggiore attenzione al rallentamento dell’inflazione core e ai rischi per la crescita potrebbe suggerire che il Consiglio direttivo preferisca attendere più a lungo.

Quale reazione attendersi dai mercati?

La conferma del tasso sui depositi al 2,25% appare già ampiamente incorporata nelle quotazioni. La reazione dei mercati dipenderà quindi quasi interamente dal tono della conferenza stampa.

Un “hawkish hold”, ossia una pausa accompagnata da una comunicazione restrittiva, potrebbe sostenere l’euro e spingere al rialzo i rendimenti dei titoli di Stato dell’Eurozona. La prospettiva di un nuovo rialzo a settembre potrebbe invece penalizzare i listini azionari europei e, in particolare, i settori più sensibili al costo del denaro.

Una comunicazione più prudente, concentrata sul rallentamento dell’inflazione e sui rischi per la crescita, potrebbe invece indebolire ulteriormente EUR/USD e favorire una discesa dei rendimenti obbligazionari.

Per il cambio euro-dollaro, tuttavia, sarà necessario considerare anche l’evoluzione della crisi in Medio Oriente. Un’ulteriore escalation potrebbe continuare a favorire il dollaro come valuta rifugio, limitando la reazione positiva dell’euro anche in presenza di una Lagarde moderatamente aggressiva.

La nostra view

Riteniamo poco probabile una modifica dei tassi nella riunione del 23 luglio. La BCE dovrebbe preferire una pausa per valutare la durata dello shock energetico e attendere le nuove proiezioni economiche che saranno pubblicate a settembre.

Il messaggio di Lagarde potrebbe comunque mantenere un’impostazione moderatamente restrittiva. L’inflazione è diminuita, ma rimane sopra il target e il nuovo rincaro delle materie prime energetiche potrebbe provocare una riaccelerazione dei prezzi nei prossimi mesi.

Il vero interrogativo non sarà quindi se la BCE alzerà i tassi a luglio, ma quanto chiaramente preparerà i mercati a una possibile nuova stretta a settembre.

Per EUR/USD, una conferenza stampa aggressiva potrebbe offrire un sostegno temporaneo. La direzione del cambio continuerà però a dipendere anche dalle tensioni geopolitiche: finché la crisi in Medio Oriente alimenterà l’avversione al rischio, il dollaro potrebbe conservare un vantaggio rispetto alla moneta unica.

Highlights

 

  • La BCE dovrebbe lasciare il tasso sui depositi fermo al 2,25%, dopo il rialzo di 25 punti base deciso a giugno.
  • Il calo dell’inflazione al 2,8% giustifica una pausa, ma petrolio e gas più cari mantengono elevati i rischi sui prezzi.
  • Per EUR/USD sarà decisivo il tono di Lagarde: una conferenza restrittiva potrebbe sostenere l’euro, ma la crisi mediorientale continua per ora a rafforzare il dollaro.

     

  • Grafico Daily EUR/USD

    Queste informazioni sono state predisposte da IG Europe GmbH e IG Markets Limited. Il contenuto di questa pagina non contiene registrazioni dei nostri prezzi, né costituisce un’offerta o una sollecitazione a effettuare operazioni su un determinato strumento finanziario. IG declina ogni responsabilità in merito all’uso che potrebbe essere fatto di questi commenti e alle eventuali conseguenze che ne potrebbero derivare. Non viene fornita alcuna dichiarazione o garanzia circa l’accuratezza o la completezza di tali informazioni. Di conseguenza, chiunque agisca per proprio conto lo fa interamente a proprio rischio. Tutte le ricerche citate non tengono conto degli specifici obiettivi di investimento, della situazione finanziaria o delle esigenze particolari di ciascun investitore che potrebbe riceverle. Queste informazioni non sono state predisposte in conformità ai requisiti di legge volti a promuovere l’indipendenza della ricerca sugli investimenti e, pertanto, sono considerate una comunicazione di marketing. Sebbene non siamo specificamente vincolati a operare prima delle nostre raccomandazioni, non cerchiamo di trarne profitto prima che siano fornite ai nostri clienti. 

    Trading Today

    Ogni giorno due analisi tecniche curate dal nostro strategist Filippo Diodovich

    Agenda del Trader

    Leggi l'agenda settimanale con i principali eventi macro e societari.