Doppio minimo e doppio massimo

Nell'articolo precedente, abbiamo affrontato la tematica dei doppi e tripli massimi e minimi. Abbiamo detto come questa configurazione di analisi tecnica rappresenti una tipica situazione di possibile inversione del trend.

Vediamo su un grafico intraday come sia possibile sfruttare queste particolari figure di analisi tecnica nel trading di tutti i giorni.
Vi è subito da dire che per l’analisi tecnica classica, la conferma della figura del doppio/triplo minimo si ha nel momento in cui viene rotto al rialzo il massimo intermedio (vale il viceversa per il doppio/triplo massimo). Con ciò intendendosi il massimo che si viene a formare e si colloca tra il primo e il secondo minimo. 

Come vediamo nell'immagine che seuge, quindi, l’entrata “classica” si avrebbe al di sopra della resistenza costituita, appunto, dal livello di prezzo raggiunto dal massimo intermedio. Allo stesso modo, e seguendo un ragionamento speculare, la conferma del doppio massimo si ha nel momento in cui viene rotto al ribasso il minimo intermedio. Questi livelli, di minimo e massimo intermedio, sono anche detti “swing” di prezzo.

Nell'immagine che segue, possiamo vedere il grafico del titolo Tenaris con timeframe a 5 minuti alla data del 27 gennaio 2009. Possiamo notare una serie di minimi allineati formatisi nella seduta del 23 gennaio che hanno dato vita ad un rimbalzo importante con le quotazioni passate da area 7.25 sino a circa 7.90.

Secondo il sistema classico, il punto di entrata per un acquisto avrebbe dovuto essere effettuato alla rottura (“breakout”) del livello di prezzo intermedio, che abbiamo evidenziato graficamente da una trendline di colore nero. In questo caso l’operazione avrebbe dato ottimi risultati. Allo stesso modo, si assiste ora alla formazione di una figura di triplo massimo e, come nel caso precedente, anche qui il punto di entrata classico si colloca alla violazione (“breakout)” del minimo intermedio, formatosi a cavallo tra i due massimi. In questo caso, ovviamente, la posizione da assumere sarebbe quella di vendita short.

Possiamo notare dal grafico come il titolo senta il livello di resistenza e dia per questo il via ad una correzione, anche piuttosto brusca, che, tuttavia, ancora non intacca il livello di swing alla cui violazione potrebbe essere aperta una posizione short.

Nell’immagine che segue, possiamo vedere come il titolo torni a testare per una terza volta i massimi precedenti, ritracci leggermente, per poi rompere al rialzo il livello e portarsi con le quotazioni decisamente al di sopra dei massimi precedenti. In questo caso, quindi, il minimo intermedio non è stato violato al ribasso, il segnale short non è scattato e, con la violazione del livello di massimo, la figura può dirsi negata.

Esistono ovviamente molti altri modi di utilizzare queste semplici conformazioni grafiche, senza attendere il segnale classico di conferma, basandosi su altri strumenti di analisi tecnica (Bande di Bollinger, oscillatori ecc. ...). 
Occorre però sin d’ora sottolineare che tali metodologie, se da un lato consentono di entrare anticipatamente sul mercato, sfruttando la reazione che normalmente si sviluppa su un livello di resistenza o supporto (costituito appunto dal doppio massimo – doppio minimo), dall’altro lato espongono a possibili falsi segnali, come quello, appunto, che possiamo vedere nell’immagine precedente. 

Come sempre, l’esperienza gioca poi un ruolo determinante nell’applicazione dell’una o dell’altra tecnica al caso di specie.

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