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Introduzione alle medie mobili

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La facilità di costruzione e l’estrema semplicità di utilizzo fanno delle medie mobili uno dei primi e più elementari strumenti dell’analisi grafica utilizzati dal trader. E non solo dal neofita, ma anche dall’operatore più avanzato, ovviamente con opportuni accorgimenti.L’applicazione delle medie mobili al prezzo degli strumenti finanziari consente al trader tutta una serie di considerazioni: sia dal punto di vista dell’analisi, per comprendere a colpo d’occhio e con immediatezza quale sia il trend in atto; sia sotto il profilo operativo, per ottenere un vero e proprio setup per l’ingresso in posizione.

Le medie mobili sono uno strumento indispensabile per eliminare i cosiddetti rumori del mercato, e restituire all’operatore una visione depurata da quell’andamento altalenante, fatto di trend e piccole correzioni, che rischia di distrarre l’attenzione dalla direzione di fondo dello strumento analizzato.

Una media mobile, come dice la parola stessa, viene calcolata su una determinata quantità di dati dei prezzi (dominio temporale) ed è “mobile” perché si muove di giorno in giorno proprio in ragione della sua modalità di calcolo. Nella pratica, data una media di un certo dominio temporale, volta per volta si aggiunge il dato più recente eliminando dal calcolo l’ultimo dato della serie. Così, a puro titolo di esempio, se si desidera calcolare una media mobile dei prezzi a 20 giorni, per aggiornarla sarà sufficiente aggiungere alla serie il dato della chiusura di oggi, eliminare il prezzo di chiusura di 20 giorni fa.

Da quanto precede sono subito evidenti alcune conseguenze che occorre tenere in considerazione: quanto più lungo è il dominio della media mobile tanto più tempo dovrà trascorrere per poter iniziare a visualizzare la media, e tanto meno la media stessa sarà reattiva.

In termini pratici, una media mobile a 20 giorni rappresenta con dato puntuale il valore medio delle ultime 20 sedute di contrattazioni e ciascun dato peserà per 1/20 della serie. I dati che via via andremo ad aggiungere influenzeranno la media mobile in misura minore tanto più lungo sarà il dominio temporale preso in esame. Così, una media a 20 giorni sarà influenzata in misura minore dai nuovi dati rispetto ad una media a 5 giorni.

Ovviamente, tutte le piattaforme grafiche attualmente in commercio consentono in modo agevole di rappresentare le medie mobili dei prezzi, sicché per visualizzarle su un grafico non ci si deve più preoccupare di armarsi di carta millimetrata, matita e calcolatrice, come facevano i pionieri dell’analisi grafica.

La figura che segue illustra un grafico accompagnato da due medie mobili di differente dominio temporale, rispettivamente 20 e 200 giorni. Ciò che risulta subito evidente è che la media più breve (20 giorni) reagisce più rapidamente alle escursioni dei prezzi rispetto a quella più lenta.

Da quanto precede si comprende l’ importanza che riveste una corretta scelta del dominio temporale che, come abbiamo detto, è inversamente correlato alla reattività della media: tanto maggiore sarà il dominio temporale prescelto, tanto meno reattiva sarà la media mobile.

La semplicità di costruzione e, nondimeno, la possibilità di ottenere segnali operativi dall’incrocio fra i prezzi e la loro media, o – come subito vedremo - direttamente fra due medie di diverso dominio temporale, hanno fatto delle medie mobili lo strumento grafico di gran lunga più utilizzato dagli analisti.

In linea di massima possiamo assumere di essere in presenza di un trend rialzista, ogni qualvolta i prezzi si trovino al di sopra della media mobile presa in considerazione. Vale il viceversa per un trend ribassista.

Da ciò consegue che possiamo ricavare un primo segnale di trading nel momento in cui i prezzi tagliano la propria media mobile, al rialzo (segnale long) o al ribasso (segnale short).
Occorre subito dire che non si tratta di uno strumento infallibile: è noto che le medie mobili funzionino molto bene in un mercato in trend piuttosto che nei movimenti laterali, durante i quali, purtroppo, sono frequenti i falsi segnali.

Un esempio vale come sempre più di mille parole:

Come possiamo notare nella prima parte del grafico, i prezzi incrociano ripetutamente al rialzo e al ribasso la propria media a 50 periodi generando diversi falsi segnali consecutivi. Si potrebbe pensare di risolvere il problema aumentando il dominio temporale della media, portandola ad esempio a 200 periodi.

Vediamo cosa succede nel grafico che segue:

Applicando ai prezzi una media a200 periodi si può notare come i falsi segnali siano decisamente diminuiti e il taglio prezzi/media consenta, dopo qualche incertezza, di cavalcare il trend ribassista che dura ormai da otto mesi. Tuttavia esiste, come sempre, il rovescio della medaglia. Il taglio dei prezzi con la propria media, e quindi il segnale di entrata, viene generato con notevole ritardo rispetto allo sviluppo del trend. Diminuendo il dominio temporale della media, come abbiamo visto, abbiamo invece un segnale più tempestivo, ma diversi falsi segnali.

Si comprende ora come la scelta del dominio temporale si riveli essenziale per la buona riuscita dell’operazione dal momento che i frequenti incroci tra prezzi e media, caratteristici dei mercati laterali, come abbiamo visto in figura 3, possono generare diversi falsi segnali.
Per questo motivo, e per depurare ulteriormente il grafico, questo semplice sistema di trading si è subito evoluto nel senso di cercare il setup non più dal taglio prezzo/media, ma dall’incorcio di due medie mobili di differente dominio temporale.
Due medie mobili, pertanto, generano un segnale di acquisto nel momento in cui quella più veloce taglia al rialzo quella più lenta e, viceversa, forniscono un segnale ribassista allorché la media più veloce tagli al ribasso quella più lenta.

Nei mercati molto direzionali, questo tipo di incrocio, specie se il dominio temporale delle medie è opportunamente scelto, da il via a trend molto ben definiti. Ne abbiamo conferma nel grafico che segue, nel quale l’incrocio delle due medie a 20 e 50 periodi, cerchiato in nero, da il via ad un trend ribassista molto pronunciato.

Tuttavia, anche questo ulteriore filtro non è esente dalle stesse problematiche che abbiamo evidenziato per il taglio prezzi - media. Possiamo infatti notare che, non appena il mercato prende ad essere laterale. L’incrocio delle medie (questa volta contrassegnato in blu) genera consecutivamente ben due falsi segnali. Così, anche l’incrocio delle due medie, pur riducendo il numero di falsi segnali tipico dei sistemi prezzo-media, trova la sua migliore applicazione in mercati in forte trend, mentre lascia a desiderare nei movimenti laterali. Certo è che, applicando al grafico altri filtri e, ancor prima, imparando a gestire opportunamente la posizione, si può trarre beneficio anche da questo semplicissimo sistema di trading. Vedremo allora in un prossimo articolo come con un semplice oscillatore, strumento grafico sempre derivato dai prezzi, si possano filtrare ulteriormente i falsi segnali generati dall’incrocio di due medie mobili per ottenere un sistema di trading mediamente stabile.

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