Quasi 3 milioni di posti di lavoro persi nell’ultima settimana in Usa, Trump: Disoccupazione sopra il 10% fino a settembre

Nell’ultima settimana la crisi da Covid-19 ha provocato 2,98 milioni di disoccupati. Si conferma il trend in calo, ma a tasso sempre più lento

Il numero dei nuovi disoccupati negli Usa continua a scendere, ma resta comunque più alto rispetto a quanto registrato in qualsiasi altra crisi. Nella settimana che si è conclusa il 9 maggio sono state compilate 2,98 milioni di richieste di sussidi di disoccupazione, il numero più basso dall’inizio della crisi Covid-19 (195 mila in meno rispetto alla settimana precedente) ma comunque superiore rispetto alle previsioni – gli analisti di Wall Street avevano calcolato 2,5 milioni di richieste.

Come si presenta il panorama occupazionale negli Usa?

Il numero totale dei posti di lavoro andati persi con la pandemia di coronavirus arriva così a 36 milioni, dopo che anche il dato della settimana scorsa (3,17 milioni) è stato rivisto al rialzo di 7 mila unità.

Il Connecticut è lo stato che ha registrato le perdite maggiori, 299 mila posti di lavoro in meno, seguito dalla Georgia (241 mila), Florida (221 mila) e California (214 mila).

Il dato di oggi conferma un trend in calo per la sesta settimana di seguito, dopo i 6,8 milioni di nuovi disoccupati registrati tra il 23 e il 28 marzo. Ma indica anche che, per il terzo mese di fila, gli Usa continuano a perdere posti di lavoro al ritmo di milioni alla settimana.

D’altra parte, nel mezzo del dilemma tra la salvaguardia dell’economia o quella della salute pubblica (per evitarne una seconda ondata di contagi da Covid-19 e, dunque, un secondo lockdown), l’incertezza sull’evoluzione della crisi è ancora alta e, con essa, salgono anche le categorie di lavoro a rischio: non più solo artigiani o operai, ma sempre più professionisti rischiano di scontare l’effetto di una recessione economica.

Rileva anche la tipologia di contratti persi. Come risultato anche dal dato della settimana scorsa sui non-farm payrolls, circa 18 milioni di persone si sono viste solo sospendere il contratto di lavoro, con la possibilità dunque di tornare a percepire uno stipendio al momento del ritorno alla normalità. Stipendio che, però, per lo più le aziende saranno in grado di corrispondere grazie al pacchetto di aiuti varato a marzo dal Congresso, dal valore di tremila miliardi di dollari (un altro, di analoga portata, potrebbe vedere la luce già la settimana prossima), tra i quali sono appunto previsti supporti fiscali per il pagamento dei lavoratori.

Cosa ne pensa Trump?

Per il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, il tasso di disoccupazione negli Usa non tornerà al di sotto del 10% prima di settembre. È quanto dichiarato durante un’intervista a Fox News, durante la quale ha sottolineato come il terzo trimestre sarà un momento di “transizione”, in attesa di un recupero che avverrà non prima del 2021.

Solo la settimana scorsa, il report sulle buste paga escluso il settore agricolo di aprile ha posto in luce la cifra record di 20,5 milioni di posti di lavoro in meno: la contrazione più alta mai registrata dal 1939, quando il Bureau of Labor Statistics, braccio analitico del Department of Labor, ha iniziato a tenere traccia del dato. Il tasso di disoccupazione, secondo il Bureau, è arrivato a sfiorare il 14,7% - e, a maggio, è destinato a salire.

Gli economisti di Moody’s prevedono infatti a maggio una perdita di 10-11 milioni di posti di lavoro, in grado di far schizzare il tasso di disoccupazione oltre il 23%.

Come hanno aperto gli indici Usa?

Già sotto pressione dopo le parole di ieri del presidente della Federal Reserve Jerome Powell, gli azionari di New York hanno aperto la seduta di oggi in rosso, con perdite di quasi un punto percentuale. Non si salva neanche il Nasdaq, che ieri si era mantenuto sopra la parità grazie alle aziende del settore tecnologico e al momento perde l’1,11%.

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