Vai al contenuto

I CFD sono prodotti con leva finanziaria. Il trading di CFD potrebbe non essere adatto a tutti e può comportare perdite superiori al capitale investito. Ti invitiamo quindi a leggere l’Informativa sui Rischi e ad assicurarti di comprendere pienamente i rischi connessi. Il 78% dei conti degli investitori al dettaglio subisce perdite quando opera con i CFD e il 2.15% dei conti degli investitori al dettaglio ha subito la chiusura di posizioni a causa di margin call negli ultimi 12 mesi. Il 78% dei conti degli investitori retail ha subito perdite nel trading di CFD, e il 2,15 % ha avuto posizioni chiuse a causa di margin call negli ultimi 12 mesi.

MERCATO DEL GAS

Mappa del gas: chi produce, chi ha le riserve e chi domina l’LNG (con focus Italia e Golfo)

Dalle maxi-riserve di Russia, Iran e Qatar alla leadership USA nell’export di gas liquefatto: i numeri chiave e cosa significano per sicurezza energetica e prezzi.

Fonte: Bloomberg

Written by

Filippo A. Diodovich

Filippo A. Diodovich

Senior Market Strategist per IG Italia

Data di pubblicazione

Produzione di gas: chi estrae di più

Quando si parla di “maggiori produttori” bisogna distinguere tra capacità geologica e capacità industriale. Nel 2025 il gruppo di testa resta strutturalmente ancorato a tre giganti:

Stati Uniti: produzione elevata e flessibile (shale), con un sistema che riesce a trasformare rapidamente offerta interna in export, soprattutto via LNG.
Russia: uno dei massimi produttori globali, con una filiera storicamente orientata all’export (pipeline) e con LNG in crescita, seppur condizionato da sanzioni e colli di bottiglia.
Iran: tra i grandi produttori, ma con un profilo più “domestico” per vincoli infrastrutturali e geopolitici.

In sintesi: i primi posti per produzione contano, ma nel gas la capacità di portare molecole sul mercato internazionale (pipeline/LNG) è spesso più determinante della sola estrazione.

La classifica per i primi 10 posti (dati 2025 fonte Energy Institute) sono:

  1. Stati Uniti 1.033,0 bcm
  2. Russia 629,9 bcm
  3. Iran 262,9 bcm
  4. Cina 248,4 bcm
  5. Canada 194,2 bcm
  6. Qatar 179,5 bcm
  7. Australia 150,1 bcm
  8. Arabia Saudita 121,5 bcm
  9. Norvegia 113,2 bcm
  10. Algeria 94,7 bcm

Riserve: chi ha il “serbatoio” più grande

Le riserve provate fotografano la potenza potenziale di lungo periodo. Qui la classifica delle riserve (2024/2025 fonte EIA):

  1. Russia (circa 46800 bcm)
  2. Iran (circa 33980 bcm)
  3. Qatar (circa 23870 bcm)
  4. Stati Uniti (circa 17000 bcm)
  5. Turkmenistan (circa 11300 bcm)
  6. Arabia Saudita (circa 9400 bcm)
  7. Emirati Arabi  (circa 8200 bcm)
  8. Cina (circa 7500 bcm)
  9. Nigeria (circa 6000 bcm)
  10. Venezuela (circa 5500 bcm)

Un punto chiave: Qatar e Iran condividono il mega-sistema North Field/South Pars, che spiega perché il Golfo resti un nodo centrale del gas globale.

Capacità di export via gasdotti: i corridoi più importanti (in ordine di impatto)

1) Norvegia → Europa (pilastro del sistema europeo)
È la principale “spina dorsale” via pipeline per l’Europa: flussi molto elevati e relativamente stabili, quindi quando la Norvegia ha problemi tecnici o manutenzioni, l’impatto sui prezzi europei è immediato.

2) Russia → Europa (grande capacità storica, oggi molto ridotta) e Russia → Cina (canale in crescita)
Verso l’Europa l’export via gasdotto è sceso drasticamente rispetto al pre-2022: la capacità esisteva, ma l’utilizzo è diventato marginale. In parallelo, il baricentro si è spostato verso l’Asia: la direttrice verso la Cina (Power of Siberia) è il canale strategico che cresce e conta sempre di più per Mosca.

3) Nord Africa → Italia/Europa (asse chiave del Mediterraneo)
Per l’Italia l’Algeria è uno dei fornitori strutturali via pipeline (TransMed), mentre la Libia è più volatile: quando i flussi nordafricani aumentano o calano, si vede direttamente sul bilanciamento italiano e sui prezzi area Sud Europa.

4) Azerbaijan → Italia/Europa (Corridoio Sud: fornitura “incrementale” e potenzialmente espandibile)
Il TAP è meno grande dei corridoi sopra, ma è strategico perché diversifica l’approvvigionamento europeo e può essere potenziato: è una “leva” importante in ottica sicurezza energetica.

Export LNG: chi vende più gas liquefatto nel 2025

Il 2025 consolida una realtà: il mercato globale del gas “marginale” lo decide l’LNG.

Stati Uniti: sono il primo esportatore LNG e nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto 110 milioni di tonnellate di LNG confermando la leadership globale davanti ad Australia (80 milioni di tonnellate) e Qatar.
Qatar: resta un pilastro. Nel 2025 QatarEnergy ha spedito 81 milioni di tonnellate di LNG e il Paese pesa circa un quinto dell’export LNG globale.

Qui la geografia è tutto: gran parte dell’LNG qatariota transita dallo Stretto di Hormuz, quindi il rischio geopolitico non è “solo petrolio”, ma gas e prezzi elettrici europei inclusi.

Come si rifornisce l’Italia?

Per l’Italia la parola chiave è diversificazione: una combinazione di gas via pipeline (Nord Africa e Corridoio Sud) e LNG rigassificato.

Nel 2025 l’LNG è tornato centrale: da gennaio a novembre 2025 le importazioni di gas liquefatto in Italia hanno raggiunto 18,7 miliardi di metri cubi, circa un terzo dei consumi nazionali, con un aumento vicino al 40% su base annua nello stesso periodo.

Sul fronte della sicurezza energetica, fonti di governo e operatori hanno ribadito che l’Italia oggi beneficia di un portafoglio più equilibrato, citando forniture da Norvegia, Algeria e Azerbaigian, oltre all’LNG.

Infine, per il “pezzo Golfo” dentro il mix italiano: il Qatar rimane importante. Indicazioni di mercato riportano forniture verso l’Italia nell’ordine di ~7 miliardi di metri cubi l’anno, circa l’11% dei consumi (dato utile per misurare la sensibilità italiana a shock su Hormuz).

Quale Paese importa di più gas dai Paesi del Golfo

Per “Paesi del Golfo” intendiamo soprattutto il grande export di LNG, con il Qatar in posizione dominante e, in misura minore, anche Oman ed Emirati Arabi. Il 2025 conferma che il baricentro della domanda resta nettamente in Asia. Più dell’80% delle esportazioni di LNG del Qatar è infatti diretto verso clienti asiatici.

La Cina si conferma il principale punto di riferimento. Nel 2025 è stata indicata come primo importatore mondiale di LNG e ha continuato a dipendere in modo significativo dal Qatar, che ha coperto circa il 29% delle importazioni cinesi di LNG. Questo rende Pechino uno dei Paesi più esposti a eventuali interruzioni dei flussi dal Golfo.

Anche l’India resta un cliente chiave del Golfo. Secondo i dati Kpler riportati da Reuters, nel 2025 circa il 45% delle importazioni LNG indiane proveniva dal Qatar; allargando lo sguardo a Qatar, Oman ed Emirati, la quota sale a circa due terzi delle forniture complessive di LNG.

Va poi aggiunto il Giappone, che pur essendo oggi più diversificato rispetto al passato continua ad avere una dipendenza non trascurabile dal Golfo. Nel 2025 il Paese ha importato dal Medio Oriente circa 7 milioni di tonnellate di LNG, pari a circa l’11% delle sue forniture complessive; di queste, 3,4 milioni di tonnellate sono arrivate dal Qatar.

Anche la Corea del Sud rientra tra i compratori più esposti. Nel 2025 Seoul ha importato dal Qatar circa 6,97 milioni di tonnellate di LNG, pari a circa il 14,9% del totale, a cui si aggiungono volumi provenienti da Oman e, in misura minore, dagli Emirati Arabi Uniti. Questo significa che anche la Corea del Sud dipende in misura rilevante dal gas del Golfo, non solo dal Qatar in senso stretto ma dall’intera area.

Tra gli altri Paesi asiatici da citare c’è anche Taiwan, dove il peso del Qatar è cresciuto molto: nel 2025 la quota qatariota è salita al 33,5% delle importazioni LNG dell’isola, praticamente in linea con l’Australia.

Più vulnerabili restano poi economie emergenti come Bangladesh e Pakistan. Secondo agenzie di stampa il blocco delle forniture qatariote ha già costretto il Bangladesh a comprare cargo spot a prezzi molto più alti e a introdurre misure di razionamento del gas, mentre il Pakistan è tra i principali clienti asiatici del Qatar ed è spesso citato tra i mercati più esposti in caso di shock prolungato nel Golfo.

Trading Today

Ogni giorno due analisi tecniche curate dal nostro strategist Filippo Diodovich

Agenda del Trader

Leggi l'agenda settimanale con i principali eventi macro e societari.