MERCATO DEL GAS
Dalle maxi-riserve di Russia, Iran e Qatar alla leadership USA nell’export di gas liquefatto: i numeri chiave e cosa significano per sicurezza energetica e prezzi.
Quando si parla di “maggiori produttori” bisogna distinguere tra capacità geologica e capacità industriale. Nel 2025 il gruppo di testa resta strutturalmente ancorato a tre giganti:
Stati Uniti: produzione elevata e flessibile (shale), con un sistema che riesce a trasformare rapidamente offerta interna in export, soprattutto via LNG.
Russia: uno dei massimi produttori globali, con una filiera storicamente orientata all’export (pipeline) e con LNG in crescita, seppur condizionato da sanzioni e colli di bottiglia.
Iran: tra i grandi produttori, ma con un profilo più “domestico” per vincoli infrastrutturali e geopolitici.
In sintesi: i primi posti per produzione contano, ma nel gas la capacità di portare molecole sul mercato internazionale (pipeline/LNG) è spesso più determinante della sola estrazione.
La classifica per i primi 10 posti (dati 2025 fonte Energy Institute) sono:
Le riserve provate fotografano la potenza potenziale di lungo periodo. Qui la classifica delle riserve (2024 fonte EIA):
Un punto chiave: Qatar e Iran condividono il mega-sistema North Field/South Pars, che spiega perché il Golfo resti un nodo centrale del gas globale.
1) Norvegia → Europa (pilastro del sistema europeo)
È la principale “spina dorsale” via pipeline per l’Europa: flussi molto elevati e relativamente stabili, quindi quando la Norvegia ha problemi tecnici o manutenzioni, l’impatto sui prezzi europei è immediato.
2) Russia → Europa (grande capacità storica, oggi molto ridotta) e Russia → Cina (canale in crescita)
Verso l’Europa l’export via gasdotto è sceso drasticamente rispetto al pre-2022: la capacità esisteva, ma l’utilizzo è diventato marginale. In parallelo, il baricentro si è spostato verso l’Asia: la direttrice verso la Cina (Power of Siberia) è il canale strategico che cresce e conta sempre di più per Mosca.
3) Nord Africa → Italia/Europa (asse chiave del Mediterraneo)
Per l’Italia l’Algeria è uno dei fornitori strutturali via pipeline (TransMed), mentre la Libia è più volatile: quando i flussi nordafricani aumentano o calano, si vede direttamente sul bilanciamento italiano e sui prezzi area Sud Europa.
4) Azerbaijan → Italia/Europa (Corridoio Sud: fornitura “incrementale” e potenzialmente espandibile)
Il TAP è meno grande dei corridoi sopra, ma è strategico perché diversifica l’approvvigionamento europeo e può essere potenziato: è una “leva” importante in ottica sicurezza energetica.
Il 2025 consolida una realtà: il mercato globale del gas “marginale” lo decide l’LNG.
Stati Uniti: sono il primo esportatore LNG e nel 2025 le esportazioni hanno raggiunto circa 15 Bcf/d, confermando la leadership globale davanti ad Australia e Qatar.
Qatar: resta un pilastro. Nel 2025 QatarEnergy ha spedito 80,97 milioni di tonnellate di LNG e il Paese pesa circa un quinto dell’export LNG globale.
Qui la geografia è tutto: gran parte dell’LNG qatariota transita dallo Stretto di Hormuz, quindi il rischio geopolitico non è “solo petrolio”, ma gas e prezzi elettrici europei inclusi.
Per l’Italia la parola chiave è diversificazione: una combinazione di gas via pipeline (Nord Africa e Corridoio Sud) e LNG rigassificato.
Nel 2025 l’LNG è tornato centrale: da gennaio a novembre 2025 le importazioni di gas liquefatto in Italia hanno raggiunto 18,7 miliardi di metri cubi, circa un terzo dei consumi nazionali, con un aumento vicino al 40% su base annua nello stesso periodo.
Sul fronte della sicurezza energetica, fonti di governo e operatori hanno ribadito che l’Italia oggi beneficia di un portafoglio più equilibrato, citando forniture da Norvegia, Algeria e Azerbaigian, oltre all’LNG.
Infine, per il “pezzo Golfo” dentro il mix italiano: il Qatar rimane importante. Indicazioni di mercato riportano forniture verso l’Italia nell’ordine di ~7 miliardi di metri cubi l’anno, circa l’11% dei consumi (dato utile per misurare la sensibilità italiana a shock su Hormuz).
Se per “Paesi del Golfo” intendiamo soprattutto il grande export LNG (Qatar in primis), il 2025 conferma che il baricentro della domanda è in Asia.
Cina: nel 2025 è indicata come primo importatore LNG al mondo e dipende in modo significativo dal Qatar (circa 29% delle importazioni LNG cinesi).
Inoltre, i dati di mercato descrivono la Cina come il maggiore acquirente di LNG qatariota, con una quota vicina a un quarto delle esportazioni del Qatar nel 2025.
India: resta un altro “cliente chiave” del Golfo: nel 2025 la dipendenza dal Qatar è stimata attorno al 45% delle sue importazioni LNG.