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MERCATO DEI DERIVATI

Backwardation sul petrolio: cos’è e perché segnala tensione sul mercato?

Quando i futures a breve scadenza quotano sopra quelli più lontani, il mercato del greggio lancia un messaggio preciso: il barile disponibile subito vale più di quello consegnabile in futuro.

Fonte: Bloomberg

Written by

Filippo A. Diodovich

Filippo A. Diodovich

Senior Market Strategist per IG Italia

Data di pubblicazione

Cos’è la backwardation?

La backwardation è una configurazione della curva dei futures in cui i contratti con scadenza più vicina hanno un prezzo più elevato rispetto a quelli con consegna più lontana. In termini semplici, significa che il mercato attribuisce un premio al petrolio disponibile nell’immediato rispetto a quello che arriverà tra alcuni mesi. È la situazione opposta al contango, in cui invece i prezzi delle scadenze future sono superiori a quelli a breve.

Nel caso del greggio, la backwardation è particolarmente rilevante perché il petrolio non è solo un asset finanziario, ma una materia prima fisica fondamentale per l’economia globale. Quando il mercato prezza più in alto il barile pronto consegna, sta segnalando che la disponibilità immediata viene percepita come più preziosa.

Perché sul petrolio?

La backwardation sul petrolio emerge soprattutto quando il mercato teme una stretta dell’offerta nel breve termine. Se raffinerie, trader e operatori industriali ritengono che procurarsi greggio oggi sia più difficile o più costoso, allora le prime scadenze tendono a salire più velocemente rispetto a quelle più lontane.

È una struttura che può formarsi in presenza di diversi fattori. Il primo è la riduzione dell’offerta disponibile subito, per effetto di tagli produttivi, interruzioni logistiche o calo delle scorte. Il secondo è il rischio geopolitico, che sul petrolio pesa sempre molto, soprattutto quando entrano in gioco aree strategiche o rotte marittime cruciali per l’export energetico. Il terzo è il valore della disponibilità fisica immediata, cioè il vantaggio di avere il barile oggi anziché dover attendere la consegna futura.

Cosa ci dice la curva?

Quando il petrolio entra in backwardation, il mercato sta dicendo che il problema è nel presente, non nel lungo periodo. Non significa necessariamente che i prezzi siano destinati a salire in modo lineare, ma segnala che nel brevissimo termine esiste una maggiore pressione tra domanda e offerta. Per questo la backwardation viene spesso letta come un indicatore di tensione nel mercato fisico.

Dal punto di vista operativo, questa struttura ha anche implicazioni importanti per gli investitori. In un contesto di backwardation, il rinnovo delle posizioni da una scadenza vicina a una successiva più bassa può generare un roll yield positivo, elemento che può sostenere la performance di alcuni strumenti esposti ai futures sul greggio.

Perché oggi il tema è così importante?

Nelle fasi in cui aumentano i rischi geopolitici o i timori di interruzioni dell’offerta, la backwardation tende a rafforzarsi. È il riflesso di un mercato che attribuisce più valore al petrolio immediatamente disponibile, perché teme che nelle prossime settimane o nei prossimi giorni il barile possa diventare più difficile da reperire.

In questo senso, la backwardation non è solo un tecnicismo da mercato derivato. È un segnale concreto sullo stato di salute del mercato petrolifero e sul grado di tensione percepito dagli operatori. 

Nei giorni scorsi abbiamo avuto un momento in cui il contratto future sul petrolio con scadenza ad aprile che quotava circa $100, quello di maggio a $85, quello di giugno a $80, quello di luglio a $76, quello di agosto a $73.

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