GUERRA COMMERCIALE
I leader raggiungono Davos ma la situazione peggiora. Dichiarazioni di Bessent e Macron alimentano tensioni
La tensione geopolitica tra Stati Uniti ed Europa sul dossier Groenlandia sta aumentando e i mercati finanziari stanno reagendo con nervosismo. La volatilità sui listini americani è balzata notevolmente, con il VIX che ha superato quota 20, toccando il livello più alto dalla fine di novembre.
Gli investitori hanno digerito male l’inasprimento della pressione statunitense sull’Europa: il Dollar Index ha ripreso a scendere e, elemento ancora più delicato per Washington, i rendimenti dei Treasury sono tornati a salire.
Il tasso USA a 10 anni è risalito fino a circa 4,30% in mattinata, sui massimi degli ultimi quattro mesi: un segnale che molti operatori stanno adottando un atteggiamento più prudente verso gli asset americani, in assenza di segnali chiari e credibili di de-escalation.
Non è solo la posizione del presidente americano a preoccupare. A pesare è anche l’allineamento del Segretario al Tesoro Scott Bessent, percepito da molti investitori come “l’adulto nella stanza” dentro l’amministrazione (e quindi come potenziale figura moderatrice nelle fasi più tese).
A Davos, però, Bessent ha sorpreso per il tono duro: ha giudicato “molto imprudente” un’eventuale risposta europea con misure di ritorsione e ha aggiunto che l’Europa dovrebbe “prendere in parola il Presidente” nella sua volontà di acquisire la Groenlandia.
Di fronte ai giornalisti, nelle ore successive il registro è apparso leggermente meno aggressivo, forse anche per raffreddare la pressione sul mercato dei Treasury. Bessent ha sottolineato che il debito pubblico USA è “il mercato più liquido” e “la base di tutte le transazioni finanziarie”, dicendosi convinto che i governi europei continueranno a detenerlo.
A meno di svolte improvvise, è difficile che la volatilità rientri rapidamente: l’episodio è anomalo perché riguarda forti frizioni geopolitiche tra Paesi alleati. Inoltre “capita nel momento sbagliato” per l’obbligazionario, visto che persistono tensioni sui rendimenti anche in Giappone: una combinazione di pressioni su tassi USA e tassi giapponesi può tradursi in maggiore volatilità per l’azionario globale.
A Davos, il presidente francese Emmanuel Macron ha alzato il tono contro quella che descrive come una deriva verso un “mondo senza regole”, con il ritorno di ambizioni “imperiali” e una messa in discussione del diritto internazionale e dell’ordine multilaterale.
Sul tema Groenlandia e, più in generale, sui rapporti transatlantici, Macron ha invitato a respingere la “legge del più forte” e ha criticato l’uso di nuovi dazi come strumento di pressione, definendoli inaccettabili; ha anche accusato gli Stati Uniti di portare avanti una competizione che mira ad “affievolire” e “subordinare” l’Europa.
Nel frattempo, anche la Commissione UE ha ribadito che la sovranità e l’integrità territoriale di Danimarca e Groenlandia sono “non negoziabili” e sta lavorando a un pacchetto per rafforzare la sicurezza artica