Opa Credit Agricole-Creval: cosa cambia nello scacchiere delle banche italiane?

Lanciata oggi offerta amichevole dal valore di circa 737 milioni. Cambiano le carte in gioco nel risiko bancario, ora per Bpm non resta che Bper

Poco più di un mese fa era spuntato un accordo di riservatezza tra Credit Agricole Italia e Banco Bpm, oggi l’inversione di rotta: l’istituto francese lancerà un’opa volontaria sul Credito Valtellinese, il cui titolo in poche ore è schizzato di oltre il 22% sul Ftse Mib.

Credit Agricole – Creval, cosa verrà fuori dall’unione?

La fusione dei due istituti bancari, già nell’aria da settimane, darà luogo al settimo istituto finanziario del paese, dal valore di circa 100 miliardi di euro in asset.

Un colpo vincente messo a segno da Credit Agricole: Philippe Brassac, amministratore delegato di Credit Agricole, calcola un calo di soli 20 punti base (il 12%) del Cet1 del gruppo francese.

Cosa prevede l’offerta?

I termini fanno pensare a un futuro radioso per Credit Agricole. L’offerta prevede un valore di concambio da 10,5 euro per azione, con un premio del 53,9% rispetto al prezzo medio ponderato per i volumi del titolo Creval negli ultimi sei mesi e un premio medio del 21,4% rispetto al prezzo più recente (riferito al 20 novembre).

L’offerta prevede comunque una valutazione del book value di Creval al 43%, secondo i fati di Refinitiv. In totale, l’esborso da parte di Credit Agricole per l’offerta sarà pari a 737 milioni. Credit Agricole prevede un ritorno sull’investimento del 10% in tre anni e utili da almeno 74 milioni di euro – in rialzo rispetto ai 58 milioni attesi nel 2020.

Buone notizie dunque sul fronte finanziario per il gruppo francese, che stima di raggiungere l’obiettivo degli utili tagliando sui costi operativi per circa 22 milioni di euro.

Prossimi passi?

L’opa dovrebbe aprirsi verso marzo-aprile e chiudersi a maggio.

Nel frattempo l’istituto d’oltralpe ha fatto sapere di aver già predisposto la vendita di parte di Algebris, che partecipa a Creval per il 5,4% del capitale. Inoltre, Credit Agricole Assurances venderà la propria partecipazione (del 9,8% del capitale) in Credito Valtellinese a Credit Agricole Italia.

“Eravamo in situazione ambigua, avevamo un accordo di bancassurance a lungo termine e una quota nel capitale ma era difficile sviluppare ulteriori sinergie", ha spiegato l'ad di Agricole Italia Giampiero Maioli in conference call.

“I colloqui che abbiamo avuto ieri per anticipare al presidente e ad di Creval la nostra iniziativa sono stati molto cordiali. Riconoscono che la banca non ha le dimensioni per potere affrontare le difficoltà di mercato e le innovazioni tecnologiche necessarie”, ha aggiunto.

In caso di partecipazione superiore al 90%, Agricole Italia procederà al delisting di Creval.

Risiko bancario: cosa sta succedendo sul Ftse Mib?

La mossa arriva dopo che, la settimana scorsa, le cronache finanziarie si sono concentrate sul corteggiamento tra Bper e Banco Bpm – Banco Bpm su cui Credit Agricole per prima aveva messo gli occhi.

Con la mossa di stamattina Bressac sembra dunque aver ormai accantonato ogni possibilità di aggregazione con Banco Bpm, nonostante i vertici del gruppo d’oltralpe abbiano ricordato come con Bpm continui ad esserci un “ottimo rapporto” sulle partnership esistenti, che l’operazione con Creval non andrà ad intaccare.

Cosa ne pensano gli analisti?

Secondo gli esperti, la mossa mire a un rafforzamento della partnership che già lega Credit Agricol e Creval, che si sostanzia in “Credit Agricole Vita, la controllata italiana di assicurazioni sulla vita del gruppo, partner esclusivo di Creval nell'assicurazione sulla vita e la sua holding, Credit Agricole Assurances, è uno dei principali azionisti di Creval con una quota del 9,8%”, come ricordano gli analisti di Banca Akros.

Banca Akros ha quindi deciso di aumentare il target price di Creval da 8,4 euro su base stand alone a 10,5 euro, in linea con il prezzo offerto dai francesi, confermando il giudizio 'accumulate'.

“L'acquisizione di Creval da parte di Credit Agricole elimina nel breve periodo un potenziale compratore per Banco Bpm visto che nei prossimi mesi sarà necessaria l'integrazione della banca”, continuano gli analisti. “Aumentano le chances di un deal con Bper che, pur avendo senso dal punto di vista industriale considerata la complementarietà delle reti distributive delle due banche e dei modelli di business, si configurerebbe sostanzialmente come un merger of equals con minor spazio per risultare in un premio up-front rispetto ai prezzi di mercato di Banco Bpm".

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