Indici Pmi: Eurozona in lenta ripresa, pesano ancora gli effetti della pandemia

Maglia rosa per la Francia, che torna sopra la soglia dei 50 punti. Crescita sempre più rapida, ma ancora non basta. Organici in calo da quattro mesi, ma a tasso rallentato

Migliora il clima economico nell’Unione Europea, nonostante l’aumento dei casi di Covid-19 negli Usa (ieri i nuovi casi sono stati oltre 53 mila, in 24 ore). I buoni dati sugli indici Pmi dell’Unione Europea confermano infatti una graduale ripresa dell’economia, per quanto siano ancora lontani i valori registrati stamattina in Cina, dove il report Caixin sull’indice dei direttori agli acquisti nel settore terziario segna 58 punti – in rialzo rispetto al dato di maggio, 55 punti, in decisa espansione economica e il miglior risultato dal 2010.

Come sono andati gli indici Pmi nell’Eurozona?

Rispetto a maggio, l’indice dei direttori agli acquisti composito ha registrato un balzo da 31,9 a 48,5 punti, in rialzo anche rispetto alle attese degli analisti, a 47,5 punti.

In rialzo anche l’indice sulle attività terziarie, che sale dai 30,5 punti di maggio a 48,3 punti, a fronte di aspettative a 47,3.

“L’indice principale Pmi dell’eurozona ha recuperato 17 punti a giugno, un rialzo record che in più di 22 anni di storia dell’indagine è stato superato solo dai 18 punti di ripresa di maggio” commenta Chris Williamson, Chief Business Economist presso Ihs Markit. “Dopo il collasso senza precedenti di aprile dovuto alla generale chiusura delle aziende per contenere il contagio del virus, il PMI è risalito ad un valore indicativo di contrazione trimestrale del Pil appena dello 0,2%, mostrando una forte ripresa mensile del PIL sia a maggio che a giugno”.

Balza all’occhio dunque il miglioramento dell’economia dell’Eurozona, per quanto gli effetti della pandemia di Covid-19 ancora si facciano sentire. La soglia dei 50 punti, quella che determina il passaggio da un’economia in contrazione a un’economia in espansione, è ancora lontana (ad eccezione della Francia), e preoccupano ancora i dati sui posti di lavoro che le aziende continuano a tagliare per far fronte alla riduzione del volume di commesse.

D’altra parte, anche quest’ultima variabile si conferma in rallentamento: per quanto la riduzione degli organici duri ormai da quattro mesi (con Italia e Germania tra le maglie nere per licenziamenti) e per quanto rimanga ancora considerevole, anche il tasso del crollo dell’occupazione a giugno accenna ad abbassarsi.

Diminuiscono anche gli ordinativi all’industria, anch’essi tuttavia a un tasso sempre più lento; a giugno si registra anche un calo dei prezzi d vendita, di nuovo per il quarto mese consecutivo, per poter competere con l’offerta di mercato.

Quanto hanno registrato gli indici PMI nei singoli paesi?

In cima alla classifica dei più virtuosi si conferma la Francia, il cui Pmi composito segna 51,7 punti mentre quello relativo al solo settore terziario ha raggiunto quota 50,7 punti; si tratta della prima espansione economica da febbraio, in netto miglioramento rispetto ai risultati di maggio (Pmi composito a 32,1 e servizi 31,1).

Segue la Spagna: raggiunto anche qui il massimo da quattro mesi, con l’indice Pmi composito a 49,7 punti e quello relativo ai servizi a 50,2, il risultato migliore da febbraio.

L’Italia è l’unico paese dove il risultato relativamente positivo dell’indice Pmi nel settore dei servizi è risultato inferiore alle aspettative, con 46,4 punti laddove il consensus se ne attendeva almeno 47; quanto all’indice composito, si è assestato a quota 27,6 punti.

Infine, in Germania l’indice composito segna 47 punti, migliore rispetto alle aspettative di 45,8 punti, mentre le aziende attive nel settore terziario hanno confermato un valore a 47,3 (dai 32,6 punti di maggio).

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Come hanno reagito i mercati?

A pochi minuti dalla pubblicazione dei dati l’euro si indebolisce leggermente, perdendo lo 0,07% nei confronti del dollaro (EUR/USD a 1,1229), mentre gli azionari europei proseguono nella caduta: dopo un avvio di seduta leggermente al di sopra della parità, infatti, gli indici del Vecchio Continente subiscono le pressioni dell’espansione della pandemia di coronavirus, in una giornata dal volume di scambi ridotto per la chiusura di Wall Street.

Piazza Affari al momento perde lo 0,76% e scende a quota 19,735 punti, Parigi perde lo 0,69%, Francoforte lo 0,29%, Madrid oltre un punto percentuale, a -1,01%.

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