Indici globali in rialzo dopo notizie su probabile cura per coronavirus

Scienziati britannici e cinesi stanno ancora lavorando, ma sembra che siano stati fatti decisivi passi avanti verso una cura e un vaccino per il virus che ha provocato quasi 500 vittime (e fatto crollare listini e azioni)

La notizia non è ancora stata confermata dalla comunità scientifica, ma è bastata per infondere un nuovo ottimismo sui mercati, ancora provati dall’esplosione del coronavirus.

Cosa è successo?

È da stamattina che si rincorrono voci sulla creazione di un mix di trattamenti che sarebbero in grado di curare i contagiati. Lo ha comunicato l’università di Zhejiang. Nelle stesse ore, un team di ricercatori dell’Imperial College di Londra avrebbe invece trovato il modo per ridurre le tempistiche per lo sviluppo del vaccino anti-coronavirus in poche settimane (finora si è parlato di anni). Presto verranno effettuati i primi test sugli animali.

Una buona notizia non solo dal punto di vista della comunità internazionale (la settimana scorsa l’Organizzazione Mondiale della Sanità ha dichiarato il virus un’emergenza globale), ma anche per i mercati.

Nello specifico, le perdite maggiori sono state registrate nel settore dei trasporti (in particolare quelli aerei), del turismo e, caso rilevante per l’industria italiana, del lusso. Registrate notevoli ricadute anche sui servizi di commercio retail, tanto che si prospetta un primo trimestre in rallentamento per l’industria cinese, con una riduzione della crescita di mezzo punto percentuale, dal 6% al 5,5%.

Quali asset stanno recuperando terreno?

Tornano a salire dunque i titoli delle principali compagnie aeree: tra i più rilevanti in Europa, ICA(International Consolidated Airlines Group, il gruppo di cui fa parte British Airways) guadagna il 4,85%, Air France +4,05%; in Asia invece Air China segna +4,41%, China Southern Airlines + 3,05%.

In spolvero anche il settore lusso: LVMH +1,01%, Richemont +1,94%, Kering+1,28%. L’industria dell’alta moda ha subito notevoli ribassi nei giorni scorsi proprio in considerazione dell’importanza del mercato cinese per il settore. Anche in questo caso, le perdite si sconteranno alla pubblicazione dei prossimi conti trimestrali.

Quali sono state le ricadute sul prezzo del petrolio?

In netto recupero anche il petrolio: da stamattina, il prezzo del greggio ha subito una variazione di +3,39% (il Wti) e del +3,52% (il Brent), arrivando rispettivamente a quota 51,48 e 55,94 dollari al barile.

Come hanno reagito gli indici globali?

Torna a salire lo Stoxx 600, che misura le compagnie a più alta capitalizzazione a livello europeo, che ha guadagnato l’1%, trainando al rialzo gli indici europei.

D’altra parte, gli stessi indici avevano già registrato ieri una sessione positiva, per poi guadagnare ancora di più nella giornata di oggi in seguito a dati macro relativamente buoni. Londra soprattutto ha potuto rimbalzare sull’indice dei direttori agli acquisti nel settore dei servizi di gennaio, che ha segnato 53,9, un punto in più rispetto alle previsioni e quasi quattro rispetto al dato di dicembre. Bene anche Germania (54,2, in accelerazione rispetto al mese precedente ma comunque in linea con le aspettative), mentre Parigi registra una leggera flessione (51, rispetto a un’attesa di 51,7).

Aprono in rialzo anche i listini statunitensi: il Dow Jones ha guadagnato l’1,14%, il Nasdaq lo 0,59%.

D’altra parte, l’iniezione di liquidità della Banca Centrale cinese ha contribuito a dare nuovo sprint ai mercati, introducendo 1.200 miliardi di yuan (corrispondenti a 173 miliardi di dollari circa) attraverso operazioni di mercato aperto. Tale mossa ha permesso un rimbalzo dei listini cinesi, dopo il crollo fisiologico di lunedì, quando la Borsa di Pechino ha riaperto i battenti in seguito alla pausa (forzatamente prolungata) del Capodanno lunare.

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