Ftse Mib, azioni Telecom le migliori: apertura KKR in vista di rete unica?

Via libera del governo all’ingresso del fondo Usa in Tim, preludio della fusione con Open Fiber – ma non mancano le perplessità. In rialzo le quotazioni, +4,19% su Piazza Affari

Si sciolgono le riserve del governo sull’ingresso del fondo statunitense Kkr in FiberCorp, la rete secondaria di Telecom Italia. L’ultima parola spetta ora al consiglio di amministrazione di Tim, in programma per il prossimo 31 agosto – spostato alla fine del mese appositamente per vagliare la questione.

Cosa significa per le azioni Tim?

Il cda deve ora decidere se lasciare che il fondo infrastrutturale Usa rilevi una percentuale di FiberCorp, mossa che prelude a un potenziale accordo con Open Fiber, la società controllata da Enel e Cassa Depositi e Prestiti, le quali dovrebbero mettere in vendita parte della loro quota – Kkr ha fatto sapere di essere disposta ad acquisire fino al 50% di Open Fiber. La notizia ha provocato da subito rialzi in Borsa per le quotazioni Tim.

L’obiettivo finale: creare una rete unica di collegamenti in fibra che, nei piani di Telecom Italia, raggiungerà 1.600 città in tutta Italia entro il 2026. Tanto per il ruolo di Enel e Cdp, quanto per l’entità del progetto, la questione non poteva non passare per il governo, soprattutto dopo essere diventata politica – per quanto l’ostilità del Movimento 5 stelle e del Partito democratico non abbia fermato il nullaosta.

L’apertura del governo arriva dopo che, domenica scorsa, il fondo Kkr avrebbe manifestato disappunto per le voci di un veto governativo sulla sua offerta di acquisto di una quota di minoranza nella rete di ultimo miglio. Secondo quanto riportato dal quotidiano “La Stampa”, il fondo avrebbe anche contattato l’ambasciata statunitense a Roma.

Ora, l’ingresso di Kkr in FiberCorp porterebbe circa 1,8 miliardi di euro nelle casse di quest’ultima, di cui ha acquisito circa il 38%; in caso di approvazione da parte del Cda di lunedì prossimo, il prossimo passo dovrebbe essere l’ingresso in Open Fiber, detenuta al 50% e 50% da Enel e Cdp, di cui però ancora non sono noti i dettagli su quote e modalità di governance.

Chi è contro e chi a favore di una rete unica?

Lo stesso Franco Bassanini, presidente di Open Fiber, resta particolarmente scettico: “La rete unica, neutrale, indipendente, controllata da Cdp resta la soluzione preferibile. L'estensione del piano industriale di Open Fiber è realizzabile ma resta una subordinata: se Tim non ci sta, tutti gli altri faranno da soli", ha dichiarato ieri riguardo al progetto di rete unica.

Bassanini avrebbe infatti già pronto un piano B: un’unione di tutti i principali operatori telcom nazionali, oltre a investitori istituzionali come Kkr e Macquarie, che si riuniscano in una rete unica gestita dal governo. È infatti proprio la natura verticale dell’organo che verrebbe a formarsi, con Tim come socio di maggioranza, a non piacere al presidente di Open Fiber.

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Favorevole invece il ministro dell’Economia Roberto Gualtieri, che invita ad andare oltre alla governance, giudicando “poco proficuo” discutere “solo gli assetti proprietari della nuova società della rete che dovrebbe nascere, auspicabilmente, dalla fusione tra la rete di Tim e Open Fiber”. Per Gualtieri “i processi decisionali (saranno) condivisi tra gli azionisti di riferimento”.

Positivi anche i sindacati tlc che, in una lettera al presidente del Consiglio Giuseppe Conte, auspicano che il governo arrivi fino in fondo al progetto di creazione di una rete unica a banda ultralarga. Secondo Slc-Cgil, Fistel-Cisl e Uilcom-Uil servirebbe infatti “un soggetto forte, capace di sostenere ingenti e costanti investimenti nello sviluppo della rete non solo come cavo di connessione ma come sistema intelligente ed evoluto".

Come hanno reagito le quotazioni Telecom in Borsa?

Dall’inizio della sessione di oggi le azioni Telecom hanno segnato i rialzi maggiori, trainando al rialzo l’indice di Milano che, dopo un avvio sottotono, per gran parte della mattinata è riuscito a mantenersi al di sopra della parità – salvo poi ritracciare i guadagni nelle ultime ore, quando è sceso a -0,18%, scendendo a 19.993 punti.

Il titolo Telecom al momento guadagna il 4,19% a 0,38 euro per azione. Nelle ultime settimane il giudizio della maggior parte delle banche d’affari sul titolo è salito a “Buy”, ad eccezione di Jp Morgan che lo mantiene su “Hold”, con target price che va da 0,47 euro (Equita Sim del 20 agosto) a 0,78 euro di Bank of America (14 agosto).

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