Federal Reserve, al via oggi riunione. Quali cambiamenti in vista?

Dopo un turbolento 2019, la banca centrale Usa sembra decisa a non procedere con operazioni monetarie almeno per tutto il prossimo anno, sulla scia di segnali economici cautamente positivi

In partenza oggi a Washington la riunione del Fomc (il Federal Open Market Committee, comitato esecutivo della Federal Reserve). Si tratta della prima riunione dell’anno, eppure gli analisti non si attendono troppe novità: la percentuale di chi si dice convinto che non vi saranno ulteriori tagli dei tassi di interesse si aggira intorno all’87% del consensus.

La Fed non ha fatto menzione di voler procedere in tal senso neanche in occasione dell’ultima riunione di dicembre, prevedendo modifiche non prima del 2021. D’altra parte, quello appena passato è stato un anno particolarmente impegnativo per la banca centrale Usa che, da luglio a settembre, ha tagliato per ben tre volte il costo del denaro nel 2019, arrivando a una forbice compresa tra l’1,5% e l’1,75%.

Nonostante ciò, tuttavia, si attendono comunque movimenti sui mercati all’indomani della pubblicazione dello statement del Fomc. La banca centrale si baserà infatti sull’attuale situazione economica del paese e il giudizio che ne seguirà sarà in grado di far muovere gli indici.

Su cosa si concentrano gli analisti?

A lasciare un minimo margine di dubbio sono tuttavia le parole del presidente della Fed, Jerome Powell, che a margine dell’ultima riunione di dicembre sembra aver parlato della necessità di un “rivalutazione materiale” delle previsioni economiche.

In riferimento al “riassestamento materiale”, ma anche alla necessità di mantenere un tasso di inflazione “persistente”, all’inizio del mese Loretta Mester, presidente della Fed di Cleveland, ha dichiarato che “La nostra comunicazione potrebbe essere anche più chiara (…) usiamo parole del genere, e sono aperte alle interpretazioni”. Resta dunque un mimo margine di discrezionalità nell’interpretazione delle parole e, dunque, delle intenzioni, del board direttivo.

Il 2020 si prospetta infatti in anno particolarmente caldo, soprattutto per via della campagna presidenziale in vista delle elezioni di novembre negli Stati Uniti, per cui qualunque decisione in merito alla politica monetaria potrebbe provocare ricadute sull’economia reale da valutare attentamente (Donald Trump, in corsa per il secondo mandato, preme per un taglio ancora più aggressivo dei tassi d’interesse).

Tra gli altri fattori che presumibilmente verranno presi in considerazione durante la riunione in partenza oggi saranno gli ultimi dati macro statunitensi, con l’aumento dei posti di lavoro nel settore non agricolo (che, pur restando positivo, ha subito un rallentamento rispetto a novembre, da 256 mila a 145 mila) e un Pil Usa in aumento del 2,1% nel terzo trimestre 2019.

Secondo alcuni membri del board esecutivo, i tre tagli operati nel 2019 potrebbero aver aumentato l’esposizione al rischio per i consumatori che approfittano di un accesso al credito più vantaggioso. D’altra parte, un comportamento opposto potrebbe avere ripercussioni negative sull’inflazione.

Come si stanno muovendo i mercati?

La riunione della Fed sarà una buona occasione per i mercati di concentrarsi su un nuovo market mover nei giorni in cui il diffondersi del coronavirus ha provocato forti ribassi su tutti gli indici e sul prezzo del petrolio, mentre invece sale lo yen, tradizionale valuta rifugio.

Quanto al cambio EUR/USD, invece, da stamattina si muove praticamente sulla parità, fermandosi a quota 1,1005.

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