Andamento Ftse Mib in rialzo, rimbalzi sugli indici di Borsa europei

Mattinata di dati macro in Europa mentre gli azionari tentano il recupero, timori per la nuova variante di covid-19. Indice Mib +1%, bene Exor e banche

Ftse Mib in rialzo dopo il tonfo di ieri. A alle 10:30 l’indice di Milano avanza di oltre un punto percentuale a 21.627 punti, allineandosi al resto degli azionari europei: il Dax avanza dell'1,25%, il Cac40 dell'1,17%, il Ftse 100 dello 0,31%.

Sulla chiusura di ieri ha pesato soprattutto il timore legato alla nuova variante di covid-19 che, da Regno Unito, si sta già diffondendo anche nel resto d’Europa. A bilanciare la situazione, tuttavia, è intervenuta l’approvazione, da parte dell’Ema (Agenzia europea del farmaco) del vaccino Pfizer-Biontech – la cui efficacia nei confronti della nuova variante non è comunque stata messa in discussione.

Al via alla campagna di vaccinazione anche negli Usa, dove ieri il presidente eletto Joe Biden si è fatto iniettare la prima dose davanti alle telecamere. Nell’Unione Europea si inizierà il 27 dicembre, in sincrono, per poi dare il via alla campagna vera e propria a partire da gennaio.

Ftse Mib, bene Poste e l’universo Exor

Alle 9:30 il Ftse Mib sale dell’1,03% a 21.689 punti, grazie al balzo in avanti dell’universo Exor: le azioni della holding degli Agnelli avanzano del 3,19% a 64,12 euro l’una, mentre il titolo Fca avanza del 2,16% dopo che, ieri, Fiat Chrysler e Psa hanno ottenuto l'approvazione dell'antitrust della Ue per la fusione in Stellantis, il nuovo gruppo automobilistico da 38 miliardi di dollari.

In rialzo anche le banche. Oggi sul Ftse Mib risalta Bper, in rialzo del 2,22%, mentre le azioni Unicredit guadagnano l’1,59% dopo l’accordo raggiunto nelle ultime ore in cda per l’uscita di scena dell’amministratore delegato Jean Pierre Mustier (che, come previsto dall’impegno preso dallo stesso Mustier al momento del suo ingresso a Gae Aulenti, non prevede nessuna buonuscita e indennità di cessazione).

Leggero rialzo anche per Monte dei Paschi, nonostante ieri Fitch abbia rivisto il rating dell’istituto senese passandolo da “evolving” a “negativo” sulla base dell’erosione di capitale dovuto al concretizzarsi dei rischi legali e all'impatto dell'operazione di cessione di crediti deteriorati ad Amco.

Bene infine le azioni di Poste Italiane. Per Matteo Del Fante, amministratore delegato di Poste, il quarto trimestre “risentirà dei nuovi lockdown ma in misura minore" rispetto ai precedenti” e ha annunciato la prossima apertura di due maxi centri in Cina, in joint venture con Poste, da cui smistare il traffico postale proveniente da Pechino. Al momento, il titolo Poste avanza dell’1,98%.

Quali notizie dal resto dei mercati finanziari?

In Europa oggi è mattinata di dati macro: oltre l’indice predittivo Gfk sulla fiducia dei consumatori tedeschi di gennaio (in rialzo rispetto al valore precedente ma sempre sotto lo zero, a -7,3 punti) è stata la volta del Pil britannico del terzo trimestre - -8,6% anno su anno e in rialzo di oltre il 16% trimestre su trimestre, per effetto della pandemia.

La nuova variante di covid-19 mette un freno ai timidi tentativi di ripresa delle Borse mondiali. Negli Usa, dopo la chiusura frazionata di ieri (positivo solo il Dow Jones a +0,12%), i futures su Wall Street tentano di riguadagnare la parità. Al momento i contratti sull’S&P 500 vengono scambiati in rialzo dello 0,01%, il Nasdaq dello 0,22% e solo quelli sul Dow Jones scivolano a -0,06%.

Atteso oggi il dato macro sul Pil Usa, alle 14:30 (ora italiana), che gli analisti prevedono in rialzo del 33% trimestre su trimestre, il rapporto sulla fiducia dei consumatori, alle 16, e infine le vendite delle abitazioni esistenti.

Oltre all’avvio della campagna di vaccinazione, gli Usa scontano anche l’effetto positivo dell’approvazione del pacchetto di stimoli fiscali da parte del Congresso, dopo che i due rami di Capitol Hill sono riusciti ad accodarsi su un compromesso per misure da quasi 900 miliardi di dollari in aiuti a famiglie e imprese all’indomani della crisi economica scatenata dal virus.

Sul forex ancora sotto pressione euro e sterlina, quest’ultima alle prese anche con la corsa contro il tempo di Londra e Bruxelles per raggiungere un accordo sulla Brexit. La ripresa dell’economia del Regno Unito nel terzo trimestre aiuta la divisa nazionale a limitare le perdite, mentre l’euro deve fronteggiare i nuovi timori scatenati dalla variante del virus e il dollaro, alla luce dei nuovi aiuti fiscali approvati dal Congresso, torna a guadagnare terreno.

Al momento il cambio EUR/USD perde lo 0,17% ma si mantiene al di sopra della soglia di 1,22; giù anche GBP/USD, a 1,343, mentre il cross euro-sterlina torna a scendere a 0,90. Giù infine l’USD/JPY che, dopo i massimi di ieri a 103,886, scende a 103,382.

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